Unioni al posto delle Comunità la riforma che scontenta tutti

 
 
Chiudono le Comunità montane e al loro posto nascono le Unioni dei comuni montani. Infatti i sindaci della montagna hanno detto ''sì'', a larga maggioranza al disegno di legge della Giunta regionale, sottoposto al voto dei primi cittadini l'1 dicembre nella sede della Regione a Udine. Scontenti i sei sindaci di centrodestra delle Valli del Natisone, che assieme ai colleghi di Cividale, Torreano e Prepotto avrebbero voluto che non venisse costituito un nuovo ente sovracomunale, ma le competenze per la montagna fossero trasferite tout court all'amministrazione della Città ducale e i servizi fossero gestiti da un'ampia associazione intercomunale, comprendete il Cividalese, il Manzanese, Buttrio… Scontento, per altri motivi, il sindaco di Pulfero, che proponeva un'Unione delle Valli senza Cividale. Scontenti pure i primi cittadini di Taipana e Lusevera che avrebbero voluto limitare le nuove Unioni ai comuni davvero montani e vedono come fumo negli occhi il previsto voto ponderale (0,7 per la popolazione e 0,3 per il territorio) in quanto consegna la gestione della montagna alla pianura.
In ogni caso, degli 81 sindaci presenti (su 95 aventi diritto) si sono dichiarati favorevoli all'intesa in 63. Anche perché la Giunta ha recepito le indicazioni scaturite dal tavolo di lavoro dei primi cittadini della montagna.
Un metodo di concertazione che il presidente della Regione, Renzo Tondo, presente alla riunione assieme all'assessore alle Autonomie locali, Andrea Garlatti, ha interpretato come «un segno di coesione e di civiltà istituzionale». Siamo di fronte, ha detto, all'avvio di «una stagione nuova, una stagione di riforme» che coinvolgerà altri aspetti dell'ordinamento degli enti locali.
La riforma, dopo l'approvazione della Giunta e il passaggio nel Consiglio delle autonomie locali, dovrà essere varata dal Consiglio regionale, che potrà apportare modifiche al testo.
Con la nuova legge si prevede di costituire otto Unioni: Carnia, Gemonese, Tarvisiano, Valli delle Dolomiti Friulane, Val d'Arzino-Val Cosa, Livenza, Torre, Natisone. Le competenze delle ex Comunità montane Carso e Collio saranno assorbite dalle Province di Trieste e Gorizia.
Le Unioni, definite come «Enti locali territoriali costituiti da Comuni», avranno compiti di programmazione, sviluppo e pianificazione territoriale, funzioni amministrative e compiti di gestione coordinata dei servizi pubblici locali. L'assemblea delle Unioni sarà l'organo «di indirizzo politico-amministrativo».
L'assemblea dell'1 dicembre è stata presieduta da Guido Pettarin, assessore comunale di Gorizia, il quale ha ricordato le tappe che hanno portato all'intesa: la prima conferenza dei sindaci si era tenuta esattamente un anno fa, a cui è seguito il lavoro di approfondimento affidato a una commissione ristretta di 20 sindaci, che ha permesso di modificare e limare il testo, introducendo modifiche anche radicali rispetto alle versione originaria.
Nel corso dell'assemblea, il presidente Tondo ha difeso il commissariamento delle comunità montane, come passaggio necessario per arrivare in tempi rapidi alla riforma, che «ha l'obiettivo di semplificare e non di aggiungere un altro Ente». C'è stato un dibattito «franco e sereno», ha rilevato ancora Tondo, che ha permesso, al di là delle legittime distinzioni, di «immaginare soluzioni che vanno nella direzione di assicurare migliori servizi ai cittadini».
Per l'assessore Garlatti, questa riforma ha confermato l'autonomia statutaria della Regione Friuli-Venezia Giulia, che ha potestà primaria in materia di ordinamento degli Enti locali. Il disegno di legge prevede infatti soluzioni diverse rispetto a quelle adottate sul piano statale: organi più semplici, poteri più precisi, certezza delle risorse finanziarie, in modo da coniugare «autonomia e responsabilità».
Comunque sia, è alle porte una stagione di profondi cambiamenti nella gestione del territorio. Pertanto, è da auspicare un sussulto di responsabilità e capacità da parte della classe politica locale. Ne va del futuro della Slavia Friulana.

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