Una cinquantina di paesi senza trasporto pubblico

 
 
Presto a Cividale entrerà in funzione la nuova stazione delle autocorriere. L’hanno realizzata accanto alla nuova stazione ferroviaria e la chiamano un po’ pomposamente «centro intermodale», cioè punto in cui il viaggiatore scende dal pullman per proseguire in littorina in direzione di Udine o scende dal treno e prende l’autobus verso i paesi del circondario. La realizzazione è stata esaltata in un recente incontro, organizzato nella città ducale dalla società che gestisce la ferrovia, alla presenza dell’assessore regionale ai Trasporti, Riccardo Riccardi.
Nel corso dell’incontro non è stato fatto cenno alcuno alla situazione delle Valli del Natisone dove i servizi di trasporto pubblico sono ancora ampiamente deficitari. Abbiamo contato una cinquantina di paesi e paesetti che non sono serviti da corriere di linea. A dire il vero un pullman non l’hanno mai avuto, in primo luogo perché le strade strette e tuortuose — ma alcune negli ultimi anni alcune sono state sistemate — non permettono il transito di grandi mezzi.
Ora ce ne sono, però, di più piccoli. Il guaio è che né la Saf, società concessionaria del servizio, né gli enti locali si prendono a cuore il disagio delle persone anziane — ma anche dei seppur pochi giovani — che non dispongono di mezzi propri e per scendere a valle e poi tornare a casa sono costretti a chiedere un passaggio a paesani e conoscenti cortesi o a chiamare un costoso taxi.
Tranne Pulfero, che garantisce il trasporto solo agli anziani che vanno a ritirare la pensione, i comuni non si occupano del problema. Eppure basterebbe utilizzare dei pulmini per dare ai propri cittadini più bisognosi un servizio al giorno d’oggi necessario come il pane e utile ad arginare lo spopolamento.
I soldi? Se la Regione ha trovato 8,1 milioni di euro per la sicurezza della linea e dei mezzi sulla Udine-Cividale, come sottolineato nell’incontro con l’asssore Riccardi, non dovrebbe avere difficoltà a reperire qualche decina di migliaia di euro per alleviare il disagio dei paesi di montagna. Altrimenti è del tutto vano pavoneggiarsi nell’evidenziare che la puntualità dei treni Udine-Cividale è addirittura migliore rispetto al servizio ferroviario della Val Venosta in Alto Adige. A meno che non esistano cittadini di serie A e di serie B.

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