
Open Fiber «completa il piano “Banda ultra larga” in Friuli-Venezia Giulia»: così recitava un comunicato stampa congiunto dell’azienda insieme alla Regione il 29 gennaio scorso. Ma è proprio vero? Per la Slavia Friulana è finito il tempo delle “aree bianche”, dove vaste zone del territorio erano sprovviste di una connessione internet all’altezza dei tempi? La risposta non è così netta. Possiamo dire che a fondovalle lo sviluppo delle fibra ottica ha raggiunto un livello elevatissimo, quasi totale. Ma basta salire un po’, verso le frazioni di alta montagna e si scopre che vaste aree attendono ancora di essere raggiunte dai servizi di Open Fiber laddove ne è prevista la trasmissione non via cavo (perché sarebbe troppo costoso rispetto alla popolazione servita) ma attraverso un servizio di wi-fi che funziona attraverso onde radio. Interventi previsti, ma spesso ancora in progettazione ed in esecuzione.
A ciò si aggiungono i crescenti problemi con la telefonia mobile e fissa che affliggono diverse zone di montagna. Al punto che l’assessore regionale al Patrimonio e sistemi informativi, Sebastiano Callari, e il prefetto di Udine, Domenico Lione, al termine della riunione hanno convocato, il 19 febbraio scorso in Prefettura, un vertice tra sindaci della montagna e operatori telefonici sui disservizi della rete telefonica fissa, mobile e internet. È stata decisa l’istituzione di un tavolo tecnico, che si riunirà proprio venerdì 14 marzo.
Ma andiamo a vedere la situazione, comune per comune, che si presenta abbastanza simile tra Valli del Natisone e del Torre. In questo numero approfondiamo la situazione nelle convalli del Natisone, mentre in un prossimo servizio vedremo in dettaglio quella delle Valli del Torre.
A San Pietro l’85% del territorio naviga a tutta velocità
Il sindaco di San Pietro al Natisone si dice «moderatamente soddisfatto» del progetto realizzato da Open Fiber, ma finanziato in ampia parte dalla Regione. Lo segue in prima persona da anni, anche quando era assessore insieme all’ex sindaco Mariano Zufferli. «La banda larga via cavo di fibra ottica copre circa l’85% del territorio – spiega il sindaco Cesare Pinatto –. Su 1300 unità abitative, ben 1011 sono coperte dalla fibra ottica. 260 sono coperte con ripetitore (cosiddetto sistema Fwa). Al 100% sono coperte col cavo, oltre al capoluogo, Azzida, Vernasso, Ponteacco e Cedron. Tutto il resto delle frazioni, quelle di montagna come Vernassino, Sotto Vernassino, Costa e Puoie, Altovizza e Mezzana, ma anche alcune di fondovalle come Clenia, Tiglio, Biarzo e Tarpezzo, sono coperte col wi-fi che comunque permette una velocità sufficiente (100 megabit al secondo)». Riguardo agli allacciamenti effettivi, il sindaco Pinatto li stima attorno al 15-20% del potenziale, una percentuale in linea, anche di qualche punto superiore alla media nazionale, storicamente molto bassa rispetto ad altri Paesi europei: «È un paradosso italiano: ci si lamenta se non c’è la fibra, ma quando c’è poi non ci si abbona ai servizi offerti», commenta il primo cittadino.
Nessun problema sul territorio comunale per la telefonia mobile. «I ripetitori negli ultimi anni sono stati potenziati. Io stesso, lavorando per una multinazionale svedese, opero spesso da casa e vedo che da una velocità di 15 megabit si è saliti a 50-60. E’ molto positivo l’impegno della Regione a realizzare dei tralicci nelle zone meno coperte utilizzabili da tutti gli operatori telefonici, che altrimenti in quelle zone non investirebbero».
Il progresso arranca in salita. L’esempio di Pulfero
Ma basta proseguire di pochi chilometri lungo la statale 54 nella valle del Natisone per constatare che la situazione si complica di molto. «Attualmente solo una piccola parte del territorio comunale può godere dei vantaggi della banda larga – spiega il sindaco di Pulfero, Camillo Melissa –. Il cavo della fibra ottica copre a fondovalle Brischis, il capoluogo e Loch e poi sale fino a Zapatocco e Calla. Tutto il resto del comune è ancora scoperto e siamo da lungo tempo in paziente attesa. Il progetto dovrebbe proseguire con l’attivazione dei servizi wi-fi perché le nostre frazioni sono dislocate su 4 montagne e sarebbe complicato ed oneroso posare la fibra ovunque. Aspettiamo dunque che inizino i lavori di costruzione dei ripetitori, azione per cui si è impegnata anche la Regione al fine di potenziare anche la telefonia mobile che è carente in molte zone. In pratica sui tralicci costruiti dalla Regione si appoggeranno sia i ripetitori internet che quelli dei gestori telefonici».

Per ovviare a questi problemi, anni fa era stato già spostato più in alto un ripetitore telefonico nella zona di Calla, ma la situazione è cambiata ben poco. «Adesso è stata rilasciata l’autorizzazione a potenziare quella antenna, anche perché in diversi luoghi il segnale telefonico sloveno prevale su quello italiano – evidenzia Melissa –. Il programma della Regione prevede, inoltre, il posizionamento di due altre antenne a Montefosca e Mersino Alto. Per la verità una decina di anni orsono era stata fatta una sperimentazione con una antenna mobile e si era visto che un ripetitore posizionato vicino alla ex scuola di Rodda riusciva a coprire molto bene tutta la riva destra del fiume, da Tarcetta e Lasiz fin su a Spignon e Pegliano, dove ci sono i problemi più grossi di carenza di segnale della telefonia mobile».
A Savogna penalizzate le frazioni alte
Gli stessi problemi di Pulfero li soffre Savogna, che lamenta anche una decurtazione del progetto in corso d’opera. «Se a fondovalle la fibra portata col cavo già funziona – illustra il sindaco Tatiana Bragalini – da Cepletischis in su la musica cambia perché non sono state posizionate tutte le antenne previste per la trasmissione del segnale con il wi-fi. Open Fiber ha ritenuto che posizionando un solo ripetitore sul traliccio del servizio telefonico 4G sotto Cocevaro già si raggiungeva la percentuale minima di copertura del 70% del territorio prevista dal progetto. E tutto si è fermato lì per ora. Così le stesse zone che già godono del segnale 4G hanno anche quello Fwa di Open Fiber. Mentre da Cepletischis in su c’è il buio». A ciò si aggiunge anche un paradosso in termini di operatori telefonici: da Cepletischis in su si prende il segnale Wind, mentre a fondovalle si prende Tim. Quindi per poter sempre rispondere al telefono ci vuole un «dual sim», al netto di zone completamente scoperte dal segnale.
La Val Cosizza è a buon punto
Se il sindaco di San Leonardo, Antonio Comugnaro, si dice soddisfatto degli interventi già conclusi sul suo territorio, anche risalendo la Val Cosizza, il comune di Grimacco vede già disponibile agli utenti la banda larga via cavo. Il segnale è già disponibile in tutto il fondovalle e anche oltre, dove è stata posata la fibra ottica. Una dorsale attraversa tutta la valle da Liessa e Sverinaz e poi in su verso il comune di Drenchia, mentre un’altra diramazione porta la fibra fino a Grimacco e Plataz.
Le altre frazioni più periferiche (Brida Inferiore, Brida Superiore, Seuza e Topolò), dovrebbero essere raggiunte dal segnale wireless.
I lavori di realizzazione delle antenne risultano terminati, ma non è ancora possibile stipulare contratti e allacciamenti con gli operatori telefonici.
Per quanto riguarda la situazione della telefonia mobile, «sento diversi esercenti ed operatori economici lamentarsi delle connessioni internet via smartphone, che in particolare a volte bloccano il funzionamento dei pos per i pagamenti con carta – evidenzia il sindaco di Grimacco, David Iurman –. Anche in municipio la copertura telefonica mobile è abbastanza scarsa».
Drenchia, più in su del municipio si aspetta il wi-fi
Anche a Drenchia la banda larga via cavo già raggiunge Trusgne, Oznebrida e Cras, fino al municipio «anche se mi risulta che solo un cittadino, a Peternel – spiega il sindaco, Francesco Romanut – abbia sottoscritto il contratto. In comune la utilizziamo e siamo soddisfatti del servizio». Risulta essere aperto il cantiere per l’ampliamento della banda larga anche alle altre frazioni attraverso il wi-fi.
«Per la telefonia mobile non abbiamo grossi problemi, siamo abbastanza soddisfatti – aggiunge il sindaco Romanut – mentre siamo molto arrabbiati con Telecom per i disservizi inerenti la telefonia fissa. Abbiamo una popolazione molto anziana, che con il telefonino non ha un buon rapporto e quindi utilizza solo il fisso. Percorrendo la provinciale 54 i pali di sostegno dei cavi telefonici sono in stato molto precario se non caduti giù del tutto, nel bosco i cavi telefonici sono spesso appoggiati per terra. Basta un temporale, un albero che cade e la linea si interrompe. Da questo punto di vista, invece, Enel sta lavorando bene, interrando i cavi, installando dei cavi elastici più resistenti e dotati di sensori che aiutano a localizzare celermente il guasto».
Stregna, cavo fino a Tribil Superiore, ma ancora frazioni scollegate
Infine nel comune di Stregna risulta completata la posa della banda larga attraverso cavo di fibra ottica che sale attraverso Postregna, Stregna, Presserie, Gnidovizza e Tribil Superiore. Al di fuori di questa direttrice principale risulta ancora in progettazione definitiva l’attivazione del wi-fi nelle altre frazioni. (Roberto Pensa)
Konec januarja je Furlanija-Julijska krajina skupaj s podjetjema Open Fiber in Infratel objavila zaključek Ultra Wide Band načrta za internetno povezavo. Naša dežela je ena prvih v Italiji, ki je dosegla ta mejnik, a so ostale »črne lise«, kjer ni internetne povezave. In je med temi območji veliko beneških gorskih vasi.
V številnih občinah Nediških in Terskih dolin ne bodo vkopali optičnih kablov in predvidevajo, da bo internet dosegel vasi, ki so najbolj oddaljene od dna doline, preko radijskega signala. Vendar bo šlo za omrežje manjše zmoglijvosti in hitrosti, hkrati je tudi časovnica teh posegov daljša, velik del pa je še v fazi načrtovanja. K temu je treba dodati, da so, zaradi slabega vzdrževanja ali neurja, v številnih krajih vse večje težave z mobilno in celo fiksno telefonijo. Skratka, gorsko območje še enkrat zaostaja v razvoju.









