Slovenščina na zavodu »Bachmann«_Sloveno in arrivo al «Bachmann»

scuolaTudi letos bo velik delež sredstev za poučevanje slovenščine v otroških vrtcih in osnovnih šolah v Ukvah, Žabnicah in na Trbižu prispevala Gorska skupnost za Guminsko, Železno in Kanalsko dolino. Trbiškemu večstopenjskemu Zavodu Bachmann bo Gorska skupnost namenila petnajst tisoč evrov. Zdaj pa je na vrsti večstopenjski Zavod, ki mora pripraviti načrt, da bi sredstva izkoristil. Sredstva so iz deželnega zakona za slovensko manjšino in naj bi bila namenjena poučevanju slovenščine in krajevnih jezikovnih različic. Zavod Bachmann mora zdaj objaviti razpis za učno osebje. Po najboljšijh časovnih predvidevanjih naj bi se torej poučevanje začelo okrog proti koncu novembra. S tem, da sredstva posreduje Gorska skupnost, je postopek počasen, saj mora šola sprožiti javne postopke, v okviru katerih mora biti vse skrbno obračunano. Poučevanje naj bi potem trajalo do konca leta v otroških vrtcihin osnovnih šolah v Ukvah, Žabnicah in na Trbižu. (Luciano Lister)

Per lo sloveno, all’istituto omnicomprensivo «Ingeborg Bachmann» di Tarvisio/Trbiž i lavori sono ancora in corso. I fondi sono arrivati: anche quest’anno l’insegnamento dello sloveno nelle scuole d’infanzia e primarie di Ugovizza/Ukve, Camporosso/Žabnice e Tarvisio/Trbiž sarà finanziato in grossa parte dalla Comunità montana del Gemonese, Canal del Ferro e Valcanale, che dirotterà all’istituto un contributo di 15.000 euro. Nel concreto, i fondi sono stati reperiti in forza della legge regionale di tutela della minoranza slovena e sono, nello specifico, riservati all’insegnamento dello sloveno e delle sue varianti linguistiche. Trovati i fondi, tuttavia, si affacciano alcune necessità burocratiche che, con ogni probabilità, finiranno col posticipare a fine novembre l’arrivo dello sloveno sui banchi di scuola. Il «Bachmann», infatti, deve indire un bando pubblico per individuare il necessario personale scolastico e, quindi, passerà ancora un po’ di tempo prima che venga espletata l’intera procedura di selezione dei candidati e di stilatura della graduatoria. Il cavillo sta nel rallentamento causato dal dirottamento dei mezzi finanziari da parte della comunità montana e nella necessaria predisposizione di un progetto da parte della scuola. La legge, difatti, rende necessaria un’accurata rendicontazione delle risorse pubbliche ricevute. La dirigente scolastica Lucia Negrisin ha, tuttavia, assicurato che l’insegnamento, una volta avviato, dovrebbe proseguire regolarmente fino alla fine dell’anno scolastico in corso. Nelle scuole d’infanzia e primarie poi per lo sloveno l’anno scolastico dovrebbe svolgersi normalmente come per le altre materie. Questo non sarebbe stato possibile coi soli tremila euro scarsi disponibili a settembre. «L’importante è che l’insegnamento parta!», sosterranno i genitori, le famiglie, le autorità e l’opinione pubblica. Ma è, ormai, assodato che il problema si ripresenta ogni anno. Le amministrazioni comunali di Malborghetto-Valbruna/Naborjet-Ovčja vas e Tarvisio/Trbiž hanno già alcuni anni fa, ormai, inoltrato istanza per la richiesta d’istituzione di una scuola trilingue. Ancora nessuno ha spiegato ai genitori valcanalesi dove quell’istanza – che tutti i sodalizi culturali tedeschi e sloveni della Valcanale hanno rappresentato fino alle più alte cariche statali – si sia fermata. Intanto in Valcanale ancora si aspetta che per il momento arrivi almeno la sospirata soluzione sistemica per l’insegnamento delle lingue del territorio. (Luciano Lister)

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