Presepi, autentiche vetrine di comunità

 
 
Anche se il clima natalizio ha già lasciato il posto alle avvisaglie del Carnevale, merita dare spazio a tre presepi, autentiche vetrine di comunità che nel momento religioso sanno trovare spunto per riaffermare legami che il vivere moderno rischia di sfilacciare. Sono le composizioni realizzate a Zavarh / Villanova, a Debeleš / Debellis e a Prosnid / Prossenicco, frazioni di Lusevera, la prima, e di Taipana, le altre. Le accomuna il soggetto della Natività, il pregio artistico della composizione, soprattutto l’aspetto sociale, in quanto sono state il frutto della partecipazione di tutte le forze dei rispettivi paesi. Non servono altri commenti, soltanto i complimenti per le pregevoli rappresentazioni e l’augurio che proprio sul presepio si fondi una sana unione di intenti per una vita di comunità condivisa.
Tuttavia, una menzione speciale merita la composizione di Zavarh, uscita dalle mani e dalla mente di Dario Pinosa, artista eclettico, persona semplice e schiva che ha dato vita alla Natività usando «pezzi di tavole che mi capitavano tra le mani». Difficile, peraltro, credere che sia frutto del caso, perché la sua opera rappresenta un vero messaggio sulle cose che realmente contano: la capanna, i suoi abitanti e i pastori rimbalzano per la chiarezza lignea, mentre, in secondo piano, la tinta grigiastra del legname impiegato riduce ruolo e importanza della presunta maestosità della reggia di Erode. Si tratta di un presepe che meriterà conservare, magari proponendone la visione in altre località per le future feste natalizie.

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