Poetikon, la voce slovena all’incontro letterario

 
 
Anche tre illustri letterati sloveni in vetrina a Tarcento, nell’ambito degli incontri organizzati dal Cict (Centro iniziative culturali Tarcento) etichettati ‘Lo sguardo della poesia’, alias ‘Le parole della poesia, le parole della pace’.
Al quarto appuntamento del programma, infatti, alle 20.30 del 18 febbraio, nell’auditorium delle elementari, saranno di scena il poeta Ivan Dobnik, direttore della rivista Poetikon, Nadja Dobnik, direttrice della società letteraria Hiša poezije (La casa della poesia) e il poeta Gašper Malej, critico e saggista, traduttore in sloveno dei più importanti scrittori e poeti italiani contemporanei.
È stato proprio Malej, di Koper, l’anello di congiunzione tra il mondo letterario sloveno e il Cict tarcentino, in quanto recentemente tradusse nella propria lingua ‘Assetto di volo’, raccolta poetica del friulano Pierluigi Cappello, opera che, titolata ‘Sile leta’, è stata pubblicata nel primo numero del 2010 di Poetikon, di Ljubljana, la principale rivista slovena per la riflessione sulla poesia, la traduzione e la pubblicazione anche di opere poetiche da altre lingue.
La rivista, ideata e diretta da Ivan Dobnik di Celje, rappresenta una rete e uno spazio nel quale poeti di varie generazioni e di diversa provenienza possono confrontarsi e pubblicare i propri testi. Lo stesso Ivan, con Nadja Dobnik, è stato il fondatore dell’associazione Hiša poezije.
La serata tarcentina sarà coordinata dal professor Luigi Reitani, docente di letteratura all’Università di Udine, e gli interventi riguarderanno la situazione della poesia in Slovenia, i rapporti con la poesia e i poeti italiani, la traduzione e l’interpretazione della raccolta poetica di Pierluigi Cappello.
‘Lo sguardo della poesia’ è stata coordinata, nella sua organizzazione, dal professor Lucio Tollis, già sindaco di Tarcento, ideatore e artefice del gemellaggio con Bovec, persona che ha fermamente voluto la presenza dei poeti sloveni, ma che sogna anche di portare a Kobarid la replica degli incontri culturali tarcentini, convinto che proprio la cultura sia uno dei vettori da privilegiare per far rifiorire gli antichi legami delle genti delle Valli del Torre e dell’Alta valle dell’Isonzo.

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