L’amministrazione comunale ha «stigmatizzato» la grafia resiana

 
 
Di recente l'amministrazione comunale di Resia, con atto deliberativo proprio, ha adottato una diversa grafia ufficiale per il dialetto sloveno della Val Resia, «più corrispondente alla cultura della popolazione», come spiega, nello stesso, l'assessore alla cultura.
Le modifiche apportate all'Ortografia resiana / Tš jošt rozajansk‘ p•sanj‘ del prof. Han Steenwijk, docente di slavistica all'Università di Padova, sono scaturite in seguito alla riunione di una commissione, formata da rappresentanti di associazioni culturali ed organismi interessati, incaricati di dare indicazioni sulla grafia ufficiale resiana. L'Ortografia resiana / Tš jošt rozajansk‘ p•sanj‘ del prof. Han Steenwijk, voluta dai resiani nel 1994, è il risultato diretto e concreto della conferenza internazionale «Fondamenti per una grammatica pratica resiana», tenutasi nel 1991, e nello stesso tempo riflette l'esperienza della «Conferenza sui problemi di una grafia pratica del resiano», svoltasi nel 1980.
In questo importante lavoro un ruolo fondamentale lo hanno avuto le anziane informatrici e gli anziani informatori resiani che, con il loro indispensabile aiuto, hanno fornito il materiale dialettale più originale perché sapevano ancora parlare il dialetto resiano con tutte le sue regole grammaticali contrariamente a quanto avviene purtroppo ai giorni nostri. Gli errori che quotidianamente commettiamo quando parliamo o scriviamo sono riscontrabili anche nell'applicazione pratica della cosiddetta nuova grafia ufficiale.
Tra i numerosi interventi, riportati nella delibera consiliare avente per oggetto l'adozione di una "grafia ufficiale" del Comune di Resia, si legge: «Il Sindaco ritiene grave ed infondata la dichiarazione del consigliere Nevio Madotto che attribuisce la variazione grafica della "c" in "z" a una "cambiale da pagare" promessa in campagna elettorale. Su questo tema la maggioranza è compatta e convinta come lo è la maggior parte dei resiani. Non si mette in discussione alcun linguaggio, alcuna grammatica, alcun vocabolario; semplicemente si adotta una forma grafica più immediata e più naturale per i resiani.
Da una attenta lettura del vocabolario del prof. Han Steenwijk si desume che la parlata resiana si è arricchita, nel tempo, con molti prestiti delle lingue neolatine e tedesche determinandone una sua caratteristica particolare che la differenziano ancora più dal restante mondo slavo. A tal proposito, chiarendo ulteriormente la posizione della maggioranza, invita anche i consiglieri della minoranza a riflettere sull'opportunità di dare al "resiano" una sua veste propria, considerato che i tempi sono maturi per stigmatizzare (!) definitivamente la grafia resiana».
Dopo aver letto attentamente mi sono chiesto: cosa significa la parola stigmatizzare? È bastato consultare alcuni dizionari per rendermi conto del palese errore.
Lo Zingarelli (vocabolario della lingua italiana, Editore Zanichelli, 2008) per questo termine riporta la seguente spiegazione: bollare con parole di forte biasimo, criticare vivamente, criticare severamente, condannare energicamente. Mentre Giacomo Devoto e Giancarlo Oli (Il dizionario della lingua italiana, Le Monnier, 2002, Firenze) scrivono: disapprovare con energica ed indignata fermezza. Infine il Dizionario dei sinonimi e dei contrari (Garzanti Editore, 1991) riferisce: imprimere a fuoco un marchio d'infamia; sinonimi: biasimare, disapprovare, censurare, condannare, deplorare, deprecare; contrari: approvare, lodare, elogiare, esaltare.
Il termine stigmatizzare, come abbiamo potuto verificare, non ha affatto il valore che, presumo, si volesse attribuirgli, bensì tutto il contrario. È evidente che siamo di fronte ad una "svista" che rende questo atto contraddittorio. Con questa deliberazione di fatto si biasima, disapprova, censura, condanna, deplora e depreca definitivamente la grafia resiana.
Pertanto appare chiaro che non è affatto così scontato che basti essere cittadini italiani, di nazionalità o lingua italiana, per conoscere l'italiano in tutte le sue molteplici sfumature.
Lo stesso vale per il dialetto resiano: non è sufficiente essere nati in Val Resia o parlare in resiano per conoscerlo e di conseguenza arrogarsi il diritto di modificare i grafemi in uso da più di quindici anni.
Come per tutte le lingue è essenziale l'aiuto di chi le studia, ovvero dei linguisti. Anche in seno alla commissione sopra ricordata, era stato chiesto all'amministrazione comunale di sottoporre al vaglio dei linguisti le eventuali modifiche apportate all'Ortrografia resiana /Tš jošt rozajansk‘ p•sanj‘ del prof. Han Steenwijk prima di apportare variazioni alla cartellonistica e agli atti pubblici, ma questo non è avvenuto.
Ogni ortografia, anche quella resiana, deve essere studiata ed imparata, anche da quanti parlano il resiano alla perfezione. Altrimenti ci si ritroverà sempre a discutere di essa in “modo casalingo” privi della conoscenza che “autorizza” eventuali modifiche.
Nella prefazione allo studio più volte citato si legge: «Si impara a parlare la lingua materna quasi inconsciamente, come fosse un gioco, ma alla padronanza della sua lettura e scrittura si giunge solo con un notevole impegno cosciente».
Per molti anni sono stati organizzati corsi di resiano, aperti a tutti, ai quali hanno partecipato per lo più coloro che oggi vengono accusati di proselitismo sloveno.
Di questi tempi parlare di resianità e di resiano va di moda, ma chi in questi anni si è davvero impegnato a studiarlo?

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