Il bilinguismo in famiglia e a scuola avvantaggia

 
 
Nelle vali del Natisone e del Torre, a Resia e in Valcanale è normale che i bambini siano esposti a due o piú lingue dalla nascita. Eppure crescere parlando più di una lingua viene ancora considerato «speciale» o da certuni persino «pericoloso» per lo sviluppo del bambino, e il bilinguismo è ancora legato a concetti negativi e pregiudizi. Tra gli sloveni della provincia di Udine pesano soprattutto le politiche di assimilazione che hanno portato a considerare la lingua locale un disvalore.
Fortunatamente, il quadro sta rapidamente mutando, come testimoniano anche la mobilitazione a favore della scuola bilingue di San Pietro al Natisone e la richiesta di passare all'insegnamento in italiano e sloveno pure nei comuni di Lusevera e Taipana.
La scuola è importante, ma per insegnare più lingue a un bambino è fondamentale l'atteggianmento delle famiglie.
La ricerche scientifiche hanno dimostrato che il bilinguismo è positivo per lo sviluppo dei bambini e per il loro futuro. I bambini che vengono esposti a lingue diverse hanno una maggiore consapevolezza delle diverse culture, degli altri e di altri punti di vista. Inoltre riescono meglio dei monolingue a svolgere diverse attività contemporaneamente, a focalizzare l'attenzione, spesso imparano a leggere precocemente, e generalmente hanno meno difficoltà ad imparare altre lingue. Il bilinguismo offre al bambino, dunque, molto più che la conoscenza di due lingue.
Quanto agli adulti, oltre ai benefici culturali, sociali ed economici, ci sono anche vantaggi per la salute, dato che persone bilingui sono meno predisposte a contrarre morbo di Alzheimer, o, quantomeno, lo contraggono più tardi rispetto alle persone che conoscono e usano una lingua sola. L’ha accertato un gruppo di ricercatori canadesi: esaminando la documentazione clinica di 221 pazienti con Alzheimer, ha riscontrato che quanti parlano costantemente due o più lingue ritardano l'esordio dei sintomi anche di cinque anni rispetto alla restante popolazione.

Sono stati studiati e formulati diversi metodi e tecniche per crescere un bambino bilingue, «One person, one language» (Opol) è il più noto, ma non il solo. Non esiste un metodo aureo che vada bene per ogni famiglia, ma per ogni famiglia c'è una soluzione ottimale.
Una sola regola vale per tutti: i bambini prima di tutto! I bambini imparano parlando e giocando con persone positive e affettuose, quindi non bisogna forzarli, ma fare in modo che questa esperienza venga affrontata con leggerezza, entusiasmo e tanto, tantissimo amore.
Qui di seguito vi diamo alcune idee, tecniche e tattiche che potrete adottare valutando cosa si adatta meglio alla vostra situazione.
Una persona una lingua (Opol). In pratica, significa che una persona parlerà sempre ed esclusivamente la seconda lingua col bambino, in genere vuol dire che ogni genitore parla la sua madrelingua col figlio. È uno dei metodi più utilizzati, però non va trascurato che comunque il bambino per imparare efficacemente ha bisogno di sentire la lingua per un tempo considerevole ogni giorno (difficile se il papà non è mai a casa) e da più persone e in più contesti.
Lingua minoritaria a casa. Con questo metodo tutta la famiglia parla a casa la lingua minoritaria (cioè per chi vive in Italia, qualunque lingua tranne l'italiano). Questo metodo è efficace nel promuovere l'apprendimento della seconda lingua, l'unico svantaggio è che il bambino può avere un apprendimento della lingua dominante più lento dei suoi coetanei. Ciò è solo transitorio, appena vanno a scuola i bambini raggiungono velocemente una padronanza della lingua uguale a quella dei loro coetanei, comunque può creare delle perplessità per alcuni genitori.
Inventare un modello adatto alla propria famiglia. Tante famiglie hanno utilizzato metodi diversi che ben si addattavano alle proprie esigenze. La regola principale in questi casi è scegliere un modello e poi avere la costanza di attenervisi con precisione. Alcuni esempi possono essere: una lingua per le vacanze e una per il resto dell'anno, una lingua per i weekend e una per gli altri giorni della settimana, il primo che parla sceglie la lingua, una lingua viene utilizzata in posti o circostanze specifiche, la famiglia organizza tutte le settimane una cena per esempio giapponese (e si mangia e parla giapponese), etc. etc. etc.
Nel decidere quale metodo utilizzare ogni famiglia dovrà considerare quali sono le proprie risorse e limiti, per esempio quanto tempo ogni genitore può passare con i bambini, se ci sono altre persone oltre ai famigliari stretti che possono parlare la seconda lingua, qual è la lingua parlata nel paese in cui si vive, etc. etc.
(da www.bilinguepergioco.com)

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