Grande solidarietà del mondo culturale italiano, friulano e sloveno alla scuola bilingue di San Pietro al Natisone che sta affrontando un passaggio delicato della sua ormai lunga storia. Appare chiara l’intenzione dei signori dei «tempi bui della Slavia» di indebolire questa istituzione , di toglierle lo spazio vitale, di stringerla in un angolo perché si sono resi conto che con l’alfabettizzazione nella lingua slovena i giovani non crederanno più alle loro favole sui paleoslavi e non rinunceranno alla loro identità.
Tra i tanti che hanno espresso il loro sostegno alla scuola bilingue è da ricordare il Comitato per l’autonomia e la rinascita del Friuli, presieduto dal prof. Gianfranco D’Aronco e del quale fanno parte, tra gli altri, Arnaldo Baracetti, Roberto Dominici, Bepi Agostinis, Roberta Michieli, e il Comitato 482 impegnato per la valorizzazione delle minoranze del Friuli. Lo scorso 18 giugno una delegazione dei due comitati ha incontrato una rappresentanza di genitori, gli insegnanti e i rappresentanti delle organizzazioni slovene per esprimere piena solidarietà e vicinanza alla scuola bilingue. «L’Istituto comprensivo statale con insegnamento bilingue sloveno-italiano di San Pietro al Natisone — si legge in un comunicato stampa dei due comitati —, è considerato a livello internazionale un modello educativo di altissimo livello. Un esempio di integrazione ed interscambio culturale con la vicina Repubblica Slovena, considerato dalla stessa Regione un fiore all’occhiello. Dunque un Istituto che va difeso da strumentalizzazioni politiche e aiutato a risolvere in maniera positiva, senza smembramenti, un problema tecnico relativo a norme antisismiche e di staticità strutturale dell’edificio unico, in cui trovava sede fino a pochissimo tempo fa e che dai primi di marzo è stato abbandonato dalla scolaresca a seguito di una ordinanza di sgombero». «I due Comitati — continua il comunicato — dopo aver portato la loro solidarietà ai genitori della scuola bilingue, hanno auspicato che il sindaco del comune di San Pietro al Natisone sappia trovare una soluzione soddisfacente all’emergenza creatasi con l’ordinanza di sgombero. Soluzione che non può non tener prima di tutto conto delle esigenze didattiche di questo Istituto unico nel suo genere in regione e di oltre vent’anni di esperienza didattica ad altissimo livello. Esperienza che non può andare perduta dividendo l’Istituto su più sedi, collocate oltretutto in comuni diversi».
Le organizzazioni di riferimento della minoranza slovena — l'Unione culturale-economica slovena (Skgz) e la Confederazione delle organizzazioni slovene (Sso) — della provincia di Udine, assieme a tutte le associazioni slovene operanti in Friuli, «appoggiano e sono incondizionatamente a fianco della direzione scolastica, dei docenti e dei genitori che hanno iscritto i propri figli alla scuola bilingue di San Pietro al Natisone e che da tre mesi si stanno adoperando instancabilmente, con spirito costruttivo, per trovare le soluzioni tecniche più razionali al fine di superare la fase dell'emergenza e della precarietà in attesa che la scuola possa riprendere la normale attività in una struttura scolastica adeguata e sicura. Condividono inoltre la loro richiesta di mantenere la scuola unita a San Pietro al Natisone, condizione necessaria perchè il modello educativo bilingue funzioni e sia efficace. Skgz ed Sso esprimono tutto l'apprezzamento per la serietà e compattezza con cui hanno agito i genitori, evitando qualsiasi inasprimento, radicalizzazione e strumentalizzazione politica, optando per la via della trattativa e dell'impegno anche professionale di molti di loro per indicare le soluzioni possibili».
Intanto la questione della scuola bilingue e la famigerata lettera dei cinque sindaci al ministro Frattini è approdata in parlamento. I deputati del Pd Ettore Rosato, Ivano Strizzolo e Alessandro Maran e dell’Udc Angelo Compagnon hanno presentato un’interrogazione al ministro degli Esteri, dell’Interno e dell’Istruzione. Premesso che «l'istituto comprensivo bilingue italiano-sloveno rappresenta una esperienza educativo-formativa di grande significato umano, culturale, sociale ed economico che promuove — nei rispetto di lingue, culture e tradizioni — un peculiare percorso di integrazione e di collaborazione, in Friuli – Venezia Giulia e nei paesi contermini, tra le comunità locali friulane e italiane e le comunità di lingua e cultura slovene, dando un prezioso contributo alla crescita della nuova Europa dei popoli e delle autonomie, apertasi ai paesi del centro-est Europa dopo la caduta del muro di Berlino» i quattro deputati chiedono ai ministri «se intendano adoperarsi affinché si provveda con speditezza a dotare la scuola slovena di una sede idonea e definitiva, senza detrimento delle altre scuole pubbliche italiane viciniori, così garantendo nei fatti a tutti gli studenti, di lingua italiana e slovena, il diritto a frequentare le lezioni in edifici e ambienti decorosi».









