
È arrivato il momento di dare una dimensione istituzionale alla collaborazione transfrontaliera tra Benecia e Alta Valle dell’Isonzo che possa assicurarne il rilancio e una maggiore continuità dei finanziamenti europei per lo sviluppo e il contrasto allo spopolamento. Questa linea di idee è emersa chiaramente durante la recente visita a San Pietro al Natisone della presidente della Repubblica di Slovenia, Nataša Pirc Musar, in occasione del 40° di fondazione della scuola bilingue. Se il presidente della Comunità di montagna del Torre e del Natisone, Antonio Comugnaro, ha sottolineato che la collaborazione con i comuni di Bovec, Kobarid, Tolmin e Kanal ob Soči «finora lasciata all’iniziativa dei singoli, debba poggiare su basi più solide e trovare, pertanto, una qualche forma istituzionale», il vicesindaco di Drenchia, Michele Coren, ha apertamente parlato della creazione di un Gect (Gruppo europeo di cooperazione territoriale).
Ma, al di là delle sigle, che cos’è un Gect? Cosa potrebbe fare per la nostra montagna? Diciamo innanzitutto che non si tratta di un progetto astruso e campato in aria. In Europa ne esistono già ben 88, 13 in Italia, di cui uno, forse il più rilevante per ampiezza e profondità dei progetti, in Friuli-Venezia Giulia. Parliamo del Gect Go, costituito dai comuni di Gorizia, Nova Gorica e Vrtojba-Šempeter fondato nel 2011 ai sensi del Regolamento (CE) n.1082/2006 del Parlamento europeo. Un vero e proprio ente pubblico con personalità giuridica che ha competenza sul territorio delle tre città: può spingersi oltre i confini e affrontare, per la prima volta, le sfide di una cooperazione che pianifica e realizza insieme, pensando non più a tre Comuni distinti, ma ad un’unica città transfrontaliera, senza più divisioni. Opera sulla base delle delibere dei tre consigli comunali. Le risorse per realizzare i progetti vengono assegnate partecipando ai bandi europei o da parte dei comuni aderenti. La realizzazione più importante è senz’altro quella di aver creato quel clima di collaborazione che ha portato Gorizia/Nova Gorica a diventare la capitale europea della cultura del 2025. Un grande successo, che fa gola anche ad altri importanti città e territori, come Trieste e il Carso. È stata già firmata la lettera d’intenti per la creazione, con un progetto Interreg, del Gect «Kras-Carso» che, coinvolgendo Trieste e tutti i comuni dell’altopiano sul versante italiano (compresa la provincia di Gorizia) con quelli sloveni di Divača, Hrpelje- Kozina, Komen, Miren-Kostanjevica, Sežana, dovrebbe creare un forte impatto per lo sviluppo del turismo e della mobilità sostenibile nell’area. Si potrebbe obiettare che questi progetti comprendono comuni capoluogo di provincia e di regione, dotati di ampie strutture amministrative, e forse non sono adatti ai nostri piccoli comuni di montagna che a volte fanno fatica anche a trovare l’impiegato per l’anagrafe.
Esiste però, da oltre 10 anni, anche un Gect creato in zone alpine non molto dissimili dalle nostre. Parliamo del Gect Parco Europeo Alpi Marittime Mercantour con sede al Colle di Tenda, nella provincia piemontese di Cuneo che, mettendo insieme due parchi naturali regionali in Italia e Francia, ha costituito un importante laboratorio per la gestione comune della fauna selvatica, la gestione del bosco e dei prati stabili, l’elaborazione di una comune strategia turistica in un’area montana caratterizzata da forte spopolamento. In questo caso si tratta di un ente senza dipendenti propri, che opera solo come laboratorio di idee comuni che dopo vengono concretizzate parallelamente dai due parchi sui due lati del confine. Ma l’impatto è stato molto positivo, per la continuità e la gran mole di finanziamenti ricevuti e progetti attuati, per lo sviluppo di strategie comuni e non ultimo per la promozione del bilinguismo italiano/francese nella pubblica amministrazione, ormai divenuto un fatto normale su entrambi i lati del confine. Il Gect inoltre dà al territorio una visibilità nei rapporti tra i due Stati che può essere foriero di ulteriori sviluppi: per esempio nel «Patto del Quirinale» firmato nel 2021 dal presidente del Consiglio Mario Draghi e dal presidente francese Emma-nuel Macron, il Gect Parco Europeo Alpi Marittime Mercantour risulta uno degli enti attuatori del rafforzamento della collaborazione tra Italia e Francia (e questo significa priorità nei progetti e nei fondi).
Insomma il Gect si rivela uno strumento utile, versatile e flessibile. Può avere dipendenti propri o no, a seconda di come si vogliono gestire i progetti, può essere costituito da enti pubblici di natura diversa (potrebbe comprendere, ad esempio, oltre i comuni anche la Comunità di montagna Torre-Natisone o i parchi naturali delle Prealpi Giulie e del Triglav) anche non contigui dal punto di vista territoriale, ma accomunati da problemi e sfide comuni da affrontare. Ha sede in uno dei due paesi coinvolti, ma può agire, a seconda della convenienza, con l’applicazione del diritto dell’uno o dell’altro Stato.
Il Parlamento europeo ha già deciso che, a partire dalla programmazione dei fondi 2028-2034, lo 0,26 % del bilancio della politica di coesione dell’Ue (attualmente sarebbero 195 milioni di euro su un bilancio di 75 miliardi di euro) sia destinato ad affrontare le sfide strutturali nelle regioni frontaliere assegnandolo ai Gect.
Insomma una grande opportunità, che merita di aprire in Benecia un ampio e approfondito dibattito insieme ai comuni contermini della Repubblica di Slovenia. (Roberto Pensa)
Evropska združenja za teritorialno sodelovanje so bila ustanovljena za lažje čezmejno, nadnacionalno in medregionalno sodelovanje med državami članicami EU ter njihovimi regionalnimi in lokalnimi organi. Združenja partnerjem omogočajo izvajanje skupnih projektov, izmenjavo strokovnega znanja in boljše usklajevanje prostorskega načrtovanja.









