1 Marzo 2021 / 1. marec 2021

Covid-19, superfarmaco israeliano
Covid-19, izraelsko superzdravilo

Anche in questo trentanovesimo aggiornamento settimanale il dott. Mario Canciani, allergo-pneumologo, fornisce notizie pratiche sull’infezione da Coronavirus, basate sulle domande che gli vengono poste più spesso. Il report non vuole sostituire il ruolo del curante, né quelle della sanità regionale, le cui indicazioni invitia sempre a rispettare. Per chi lo desiderasse, giovedì  il dott. Canciani sarà presente su UdineseTV, canale 110, alle ore 21.00. Si parla anche di asma e di malattie allergiche. Poiché non si possono fare delle domande in diretta, chi avesse dei quesiti, può mandarli a: studio@mariocanciani.com

COS’È IL SUPER FARMACO ISRAELIANO?
I colleghi di Tel Aviv hanno segnalato che, facendo respirare per una volta al giorno per 5 giorni un farmaco a base di Esosoni arricchiti con la proteina CD14 – la quale inibirebbe la tempesta citochinica, quella che causa i maggiori problemi al nostro organismo, dovuta a una iperisposta del sistema immunitario – si aveva un’ottima risposta clinica. Lo studio ha riguardato 36 pazienti di età compresa tra 37 e 77 anni in condizioni critiche. A parte un paziente, che ha richiesto un tempo superiore, tutti sono stati dimessi in 3-5 giorni. I vantaggi del farmaco sono costituiti dalla praticità di somministrazione, dal non causare effetti collaterali e dal costare pochissimo.

COSA S’INTENDE PER “SCIENZA PARTECIPATA” E QUAL È IL SUO LEGAME CON IL CORONAVIRUS?
Dall’esplosione della pandemia si sono registrati – oltre agli eventi negativi legati alla malattia – alcuni positivi: maggior accesso alle informazioni scientifiche, maggior numero di pubblicazioni e in tempi più rapidi, messa a punto di nuovi vaccini con nuove metodiche che saranno applicate anche ad altri farmaci come  quelli antitumorali, collaborazione da parte di persone volonterose che  hanno messo a disposizione gratuitamente il loro tempo per diffondere dati che sono utili ai ricercatori. Da qui è nato il termine di “scienza partecipata”, che speriamo prosegua anche in futuro e faccia aprire un nuovo capitolo per lo studio delle malattie.

PERCHÉ SI PARLA DI PREVISIONI EPIDEMICHE?
Come ci siamo abituati a prevedere il tempo mettendo in comune tutte le informazioni metereologiche tra le varie nazioni, così l’Università di Harvard ha proposto di creare un servizio mondiale per prevedere l’arrivo di nuove epidemie. Il progetto è semplice e si basa sull’esame di piccole quantità di sangue che vengono raccolte periodicamente, sulle quali si eseguono delle ricerche su batteri e virus per capire se in un luogo vi siano un’aumentata circolazione di patogeni, la sua entità, l’area di diffusione e la reazione dell’organismo. Confrontando i dati dei vari Stati, si dovrebbe riuscire a prevedere la diffusione di nuove malattie, di lanciare un’allerta precoce ai primi segnali di contagio anomali, di avere dati sulla risposta immunitaria e della differenza tra ammalati e asintomatici.

QUALI SONO GLI EFFETTI SOCIALI POSITIVI DEL LOCKDOWN?
Due studi, uno scozzese ed uno australiano, hanno evidenziato che per una discreta percentuale di persone – 50 e 70% rispettivamente – il lockdown ha permesso di fare più attività fisica, di scoprire tante cose che erano trascurate, di stare di più in famiglia. In entrambi gli studi è stata sottolineata la variabile tempo, con maggiore disponibilità per sé stessi e per la famiglia. Hanno tratto maggiore beneficio le donne, i giovani, i coniugati o conviventi, chi aveva un lavoro stabile e non aveva problemi di salute. Lo studio scozzese ha anche evidenziato che al termine del lockdown metà delle persone manteneva le abitudini acquisite durante le restrizioni.

HA SENSO IL LOCKDOWN TOTALE?
Per prendere delle decisioni bisogna sempre fare riferimento agli studi scientifici, i quali ci dicono – e lo abbiamo già sperimentato sulla nostra pelle in estate – che se alle misure restrittive estreme non si associa la vaccinazione, alla loro sospensione la situazione ritorna quella di prima. Il problema è la carenza di vaccini, che potrebbe essere ovviata dalla loro produzione in loco; per l’Italia, in un paio di mesi si potrebbe iniziare la produzione autonoma.

NEI BAMBINI C’È QUALCHE ALTERNATIVA AL TAMPONE NASO FARINGEO CHE FA MALE?
Purtroppo per essere attendibile il tampone naso faringeo deve essere eseguito a fondo e in questo caso fa male. Per questo motivo è stato proposto il test salivare il quale è facile da eseguire, è indolore e nell’ultima generazione del test ha raggiunto un’affidabilità pari al tampone molecolare abituale. Inoltre, i tempi di esecuzione sono molto ridotti, le precauzioni del personale che le esegue minori e un singolo apparecchio può processare 100 campioni all’ora.

COS’È IL PASSAPORTO IMMUNITARIO?
La proposta nasce dal bisogno di velocizzare gli spostamenti tra gli Stati, specie in aereo. Si tratterebbe di avere un’informazione, inserita sulla propria tessera sanitaria, che riporta se la persona abbia avuto la Covid-19, se sia guarito, se abbia eseguito tamponi, vaccini, controlli. Le nostre tessere sanitarie erano state create in Regione una decina d’ anni fa con lo scopo di avere tutti i dati del paziente (cartelle cliniche, esami, fattori di rischio), ma purtroppo il progetto non è mai proseguito, per cui gli unici dati che vengono riportati sono quelli della nostra identità. (www.associazionealpi.com)

Znani in priljubljeni zdravnik pneumolog slovenskih korenin Mario Canciani je 24. februarja  objavil svoje 39. poročilo o koronavirusu in bolezni Covid-19. Odziva se na pogostejša vprašanja o koronavirusu in svetuje, kako ravnati, da bi omejili sirjenja okužbe. Med drugim tokrat razkriva lastnostni izraelskega “superzdravila” .