Dorbolò-Spitaleri, botta e risposta_Spitaleri oster do Dorboloja

SpitaleriÈ stata respinta dal Consiglio provinciale di Udine, nella seduta del 27 ottobre, la mozione del consigliere Fabrizio Dorbolò (Sel) tesa a impegnare il presidente della Provincia a rettificare l’opuscolo sulla minoranza linguistica slovena, dalla quale sono stati deliberatamente esclusi i Comuni di Attimis, Cividale del Friuli, Faedis, Nimis, Prepotto, Resia e Torreano di Cividale, nei quali essa e ufficialmente riconosciuta.Contro ha votato la maggioranza di centrodestra, tranne il consigliere Udc Nino Bruno, che si è astenuto. A favore Dorbolò, Federico Simeoni (Front Furlan) tre consiglieri del Pd (Arnaldo Scarabelli, Carmen Galdi e Alberto Soramel). Degli altri dem, contrari Luciano Cicogna e Gabriele Pitassi, astenuto Andrea Simone Lerussi, usciti dall’aula Salvatore Spitaleri, Franco Lenarduzzi ed Erica Gonano.
Dorbolò si è infuriato con i colleghi. «Il Pd a che gioco sta giocando? Resia per il Pd quindi non è slovena? Dopo la mancata tutela dello sloveno negli statuti dell’Uti, ora si nega che a Resia, a Nimis, ad Attimis e Torreano c’è una minoranza slovena. Urge fare chiarezza!», ha scritto sul proprio profilo Facebook.
Proprio per fare chiarezza abbiamo intervistato il capogruppo del Pd in Consiglio provinciale, l’avvocato Salvatore Spitaleri (nella foto).
Perché all’inizio della discussione della mozione presentata il 27 ottobre da Dorbolò sulla questione dell’opuscolo sulla minoranza slovena lei è uscito dall’aula con altri due colleghi del Pd?
«Ringrazio dell’opportunità di parlare ai vostri lettori: è la prima volta dopo due anni e mezzo. Nello specifico, preciso che Dorbolò non ha ritenuto opportuno né informare preventivamente della mozione alcuno nel Pd né coinvolgerci rispetto all’argomento. Nessuna uscita polemica dall’aula, ma l’orario previsto per la chiusura era ampiamente scaduto e la seduta andava aggiornata».
Tre favorevoli, un astenuto, tre contrari e tre non partecipanti al voto, perché il vostro gruppo non ha espresso una posizione unitaria?
«Un conto è la petizione di principi, un conto sono gli strumenti amministrativi per attuarli. La mozione di Dorbolò, pur ribadendo principi sacrosanti, presentava, nel dispositivo, profili di nessuna efficacia. Per questo non vi è stata alcuna indicazione di gruppo».
Il 26 aprile del 2001, il consiglio provinciale approvò la delimitazione dell’ambito territoriale di tutela della lingua slovena, comprendendovi anche i comuni ora esclusi dall’opuscolo per decisione di Fontanini. Ciò veniva menzionato nello stesso documento portato in consiglio da Fabrizio Dorbolò. Non crede che sia mancata un’opposizione compatta rispetto alle incongruenze del presidente?
«Il Pd le incongruenze di Fontanini le coglie sempre, anche quando le conseguenze possono apparire non vantaggiose per una parte del proprio elettorato. In Consiglio Provinciale non si fanno manifesti, ma atti amministrativi».
Cosa pensa il gruppo Pd dell’opuscolo pubblicato dalla Provincia sulla minoranza slovena?
«L’opuscolo è sbagliato nell’approccio, come spesso accade quando si utilizzano impropriamente le questioni linguistiche. Fontanini sbaglia quando evoca un friulanocentrismo ormai fuori dalla storia».
Sulla questione di Resia da che parte sta il gruppo Pd? Condivide le opinioni di Fontanini sul resiano lingua autonoma o del grosso della scienza linguistica mondiale, che lo definisce dialetto sloveno?
«Stato e Regione Fvg si sono date una legislazione in punto e questa va rispettata. Non sono un glottologo e non entro nelle disquisizioni linguistiche. Però faccio politica e allora ritengo che la comunità slovena in Friuli Venezia Giulia abbia oggi il compito e l’ambizione di poter essere pilastro della costruzione di una regione europea, dove dialogo e integrazione segnino un superamento delle angustie di un dibattito tutto interno. Sono contrario ad una visione etnocentrica della autonomia e specialità».
Fermo restando il diritto al libero pensiero – Resia, Nimis, Attimis, Faedis, Torreano, Cividale e Prepotto sono Comuni in cui vige una legge dello Stato Italiano. In Italia le leggi valgono per tutti?
«Ma certo».
Entrambe le leggi nazionali di tutela linguistica – sia la 482 di tutela di tutte le 12 minoranze linguistiche storiche sia la 38 di tutela della sola minoranza slovena – sono state volute ed approvate principalmente per volontà di coalizioni governative di centrosinistra. Per quale motivo alcuni democratici in consiglio provinciale si sono, di fatto, appiattiti sulle posizioni del centrodestra?
«Nessun appiattimento sul centrodestra, anche perché Dorbolò non ha chiesto nessun coinvolgimento né in fase di predisposizione né in preparazione del Consiglio né durante il Consiglio stesso. L’iniziativa pareva tesa a cercare un casus belli piuttosto che a trovare soluzioni. Non é la prima volta che avviene e fa parte di un approccio volto ad una visibilità personale».
Per dare sostegno alla teoria che il resiano non sia un dialetto del sistema linguistico sloveno – Fontanini cita la lettera di un sindaco e non di un linguista. Per farsi operare al cuore, qualunque persona di buon senso sceglierebbe un cardiochirurgo e non il macellaio di fiducia. Per quale motivo parlando di lingua diventa tutto più lecito?
«Il campo delle opinioni è il campo delle opinioni. Il campo delle norme è quello delle norme. Faccio una professione che me lo ricorda ogni giorno. Poi ad ognuno è dato di adoperarsi per cambiarle se non le condivide. Ad oggi le norme e gli atti amministrativi paiono precisi e non mi pare che il legislatore nazionale né quello regionale abbia intenzione di modifiche».
Cosa ha portato allo sfaldarsi dell’opposizione di centrosinistra in Provincia su una questione finora trattata in modo così lineare dal governo nazionale e dalla Regione?
«Nessuno sfaldamento del centrosinistra che in Consiglio Provinciale non esiste per responsabilità del rappresentante di Sel che opera in totale autonomia, come nei voti con il centrodestra sulle riforme della sanità e degli enti locali. Mi congedo evocando un’immagine di un grande padre della sinistra italiana recentemente scomparso: il Pd lotta per conquistare la luna, c’è chi si accontenta di abbaiarci contro per vedere l’effetto che fa». (intervista a cura di Luciano Lister)

Na politični ravni je v ospredju obravnavanje rezijanščine kot neslovenske govorice ne le s strani pokrajine Viden, v nedavno objavljeni brošuri o slovenski manjšini, a tudi v statutu Medobčinske zveze za Železno in Kanalsko dolino. Načelnik skupine Ds v pokrajinskem svetu Salvatore Spitalieri v pogovoru za Dom odgovarja pokrajinskemu svetniku Fabriziu Dorboloju, ki meni da Ds igra čudno igro proti Slovencem, saj njeni predstavniki na Pokrajini niso podprli Dorbolojeve resolucije, ki je bila sicer zavrnjena in s katero je zahteval, naj se uradno preveri vsebino zgoraj omenjene brošure.

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