11 aprile 2018 / 11. april 2018

Per il 250° di don Buttolo
250 let gospoda Buttola

11Manoscritto ButtoloIl Museo della gente della Val Resia, in collaborazione con il Circolo culturale resiano Rozajanski Dum, l’associazione don Eugenio Blanchini di Cividale e la Parrocchia di Santa Maria Assunta, ricorderà la figura di don Odorico Buttolo Ploc (1768-1845), che fu sacerdote, insegnante, cultore e pievano della Val Resia dal 1815 al 1845. Il ricordo avrà luogo in occasione del 250° anniversario della nascita, con due importanti appuntamenti.

Una Santa Messa da requiem, nella forma del rito romano con l’esecuzione degli antichi canti in resiano, sarà infatti celebrata giovedì, 19 aprile, alle 9 nella chiesa-pieve-santuario di Santa Maria Assunta a Prato di Resia/Ravanca, dove don Buttolo è sepolto. Domenica, 22 aprile, a Stolvizza/Solbica, negli spazi del Museo della gente della Val Resia ricavati nella sua casa natale, alle 16 sarà presentata la biografia «Il pievano don Odorico Buttolo e altri sacerdoti in Val Resia Frammenti di storia resiana». Alla presentazione seguiranno i vespri, che avranno inizio alle 18 nella Chiesa di San Carlo Borromeo nei pressi del museo e che saranno presieduti dal vicario parrocchiale, don Alberto Zanier. Durante la presentazione sarà letto l’episodio del vangelo di Luca «I due discepoli di Emmaus» (Lc 24, 13-35), come tradotto in dialetto resiano da don Buttolo. La lettura sarà inframezzata da alcune melodie arcaiche suonate con la spinetta, eseguite dal maestro Luca Annoni, organista titolare della Pieve di Resia.

Il brano del vangelo di Luca che sarà letto insegna, in ultima analisi, come sul sentiero della vita percorso dagli uomini (v. 13) ci sia sempre qualcuno che desidera mettersi al loro fianco e camminare insieme. È il Risorto, cioè il Vivente, che non ha alcuna intenzione di godere lui solo di questa sua prerogativa e preferisce, invece, farne dono anche agli altri, a tutti gli altri, ogni qualvolta si riuniscono per fare memoria dell’Amore che ha vinto il male e la morte.

Solo per l’occasione, presso il museo saranno esposti alcuni oggetti e documenti appartenuti all’insigne valligiano, che la comunità resiana ricorderà con questi due importanti appuntamenti. (Sandro Quaglia)

Rozajanski kultürski čirkolo Rozajanski Dum, Muzeo od tih rozajanskih judi ano Parokia Svete Marïje tu-w Nëbë Wzeta, za spomanot 250 lit, od ko se nošinel pra Durï Ploc (17681845), jëro, wčanyk anu plavon tu-w Reziji od lëta 1815 dardo lëta 1845, ni klïčajo wžyt Sveto Mišo za rejnike, račana po starin ano zapëta ziz tëmi svetimi rozajonskimi wuži, ki bo w čatyrtek, 19 dnuw avrïla, na ne 9. pojütrë tu-w carkvë ta-na Ravanci, tu ki an jë pog’on ano na pražantacjun lïbrina »Plavan pra Durïh Ploc anu drügi jëravi tu-w Reziji Doge rozajanske štorje«, ki bo w nadëjo, 22 dni avrïla, na ne 4 populdnë tu-w Muzeo od tih rozajanskih judi (ta-par Plocavin) ta-na Solbici, tu ki an jë se nošinel.

Isö to ćë byt prit ki vačërnico, ki bo zapël tu-w carkvi ta-na Solbici na ne 6. populdnë pra Alberto Zanier. Iti din so ćë lajet po nes to pert wang’ëlina »Dwa Jëžušowa dišepula,« ki bil obratil po nes pra Durï. Luca Annoni, ki po nawadi an zwoni orgle ta-na Ravanci, an če zwonyt den stari štrumint.