29 giugno 2018 / 29. junij 2018

Ukovška sirarna že 50 let za kmetjistvo
La Cooperativa da 50 anni a Ugovizza

sdrTude u Kanoltolo je uešči menj ljadi, k’se s paurarija pabiua, kajda use glih še neki pauro je astao. Mpa prou za tote, kor sa astale, je fejs vihtak Cooperativa Agricoltori Valcanale – kesarija, kamer paure, k’sa člane kooperative, nosja mljeka mpa še druje produkte, kaker hrušče, abče mpa strd.

U ukušče kesarije producieraja ad mlieka ad Kanoltola – ad Tablje mpa cua da Studene – beč sort siera, skuta, mpa use to, kor se s sierem naradi, mpa pruadaja use to u lodno, k’je tam u kesarije. Pa sicnže, k’je bua ta 20 maja, je pastaua president Daniela Tarmann; pauarnja Raffaella Preschern je pa u fertretanže. Bona u Ukbah, mpa ma 52 ljet. Z njo sma se mau pažabuarle.

Kak pa se je kooperativa radiua?

»Kooperativa je se radiua leta 1967. Žje priad sa ljude nasile mljeka za pradate; pole sa pradale tude sr. Pole sa pršle ad useh basjeh u Ukbe mpa sa začele dobro z mljekm zasušte; tak je šue naprej da 2000 leta, tista brt sma na noua kooperativa nastable mpa paskusle nou nardite; zej smo pa naredle nou lodn. Zej je žje petred liet, kork tota kooperativa žvi.«

Ad kod sa pauernhofe, k’sa člane kesarije?

»To gre ad meje, ta esteraihiš meje, da ta suavenje meje cjeu da Tablje.«

Kopa se zej u kooperative deua?

»Praktiš mi kupma mljeka ampa pole nardima sr. Tot sr mpa mocarele mpa druge reče pradama naprej. Ad tega naše paure žvò, zatok ad tega, kor pradama, puačama mljeka.«

Kesarija je u Ukbah, kopa to pamiene za bes?

»To se prabe, da praktiš je kejs pauru. Ne use maja mljeka, kajda iberhaupt u Ukbah mama kajse žvine u puanine mpa tot mljeka pride use dou u bes. Ad bese se pole praktiš prada, kork se made. Tude u drujeh basjeh sa še paure, pa kajda sa astale, ki pa eden, alpa dva. Mi hofma, da boja naše troce še šle naprej, tude ali je fejst težko, zatok nčemama tu nes fertajdga u Regjion, alpa na Štoto. To je za nas fejs fejst težko mpa tude žauastno, zatok naše troce se ne morja žinjate, da boja familja naprej sprable ki s paurarija.«

Kajpa je še paurarije u Kanoltolo?

»Še daual, pa kajda, ni ki paurarija, kako se prabe – žvina, mpa da moraš bite cieu dan u štale pa ščakanje. Je tude agriturizem, tiste je tude dobro nastauljen tuka u Ukbah, mama fajn puanine, ljude greja rade, mau hodet. To parnese tude dobr dnar cua, pa kajda, je tude ki bal palete, kakr pazime. Tuka je pač en tak krej, čjer k’se more, čjer k’se ne more, pazime. Dnar ga maš ki palete; pazime moraš bite pa u šiše, mpa moraš dabite kak druj deua, da muaraš tako naprej sprabte familja.«

Kakar pauarnja, ko morte še use paskuste?

»To je pa težko reče, kajda, jaz bi rekua, da be bue žje kejse, al be, kork sa neš oča, mej oča, alpa oča od mojga očo naprej sprable mpa naprable, mole tude naše troce še naprej deuate. Pa kajda al ni nabedn, da nem cua pama, ne boma nkamar pršle. Bode vse umarue mpa tude naše puanine iberhaupt ne boja beč, tak fajn, kakar sa zej.« (Luciano Lister mpa Anna Wedam)

davAnche in Valcanale sono sempre meno le persone che vivono di agricoltura, ma un po’ di agricoltori ne sono rimasti ancora. Proprio per quelli rimasti è molto importante la Cooperativa Agricoltori Valcanale – il caseificio dove gli agricoltori associati conferiscono il latte e altri prodotti, come patate, mele e miele. Nel caseificio di Ugovizza-Ukve col latte della Valcanale, di Pontebba e anche di Studena vengono prodotti diversi tipi di formaggio, ricotta e tutto ciò che viene ricavato dal formaggio. Tutto viene venduto nello spaccio annesso al caseificio. A seguito dell’assemblea del 20 maggio è stata eletta nuova presidente Daniela Tarmann. L’imprenditrice agricola Raffaella Preschern, che abita a Ugovizza e ha 52 anni, è, invece, membro del direttivo. Abbiamo parlato un po’ con lei.

Come è nata la Cooperativa?

«La Cooperativa è nata nel 1967. Già prima la gente conferiva il latte per la vendita; poi si è iniziato a vendere anche il formaggio. Quindi hanno iniziato a conferire a Ugovizza da tutti i paesi e dal latte si è cominciato a guadagnare bene; così è andata avanti fino al 2000, quando è sorta la nuova cooperativa e abbiamo provato a fare una nuova struttura. Ora abbiamo ristrutturato il punto vendita. Questa cooperativa ha già cinquant’anni di vita».

Da dove vengono le aziende agricole associate alla Cooperativa?

«Da una zona che va dal confine con l’Austria a quello con la Slovenia, fino a Pontebba».

Di cosa si occupa oggi la Cooperativa?

«In pratica compriamo il latte, con cui poi produciamo il formaggio. Questo formaggio, mozzarelle e altro ancora vengono, quindi, venduti. Di questo i nostri agricoltori vivono, perché sulla base di ciò che viene venduto paghiamo il latte».

La sede del caseificio si trova a Ugovizza, che significato riveste per il paese?

«Allora – ci sono diversi agricoltori. Non tutti hanno latte, però, soprattutto a Ugovizza, c’è molto bestiame in malga e il relativo latte viene conferito tutto giù in paese. Dal paese, poi, viene venduto, come ci si premura di fare. Anche negli altri paesi ci sono ancora agricoltori, però ne sono rimasti qua uno, là due. Noi speriamo che anche i nostri figli possano continuare, anche se è molto difficile, perché non c’è chi ci difenda in Regione, o a livello statale. Per noi è molto, molto difficile e anche triste, perché i nostri figli non possono pensare di portare avanti una famiglia con l’agricoltura».

Quanto è ancora presente l’agricoltura in Valcanale?

«Ancora abbastanza, però, non c’è agricoltura nel senso tradizionale del termine – col bestiame, lo stare tutto il giorno in stalla e la mungitura. C’è anche l’agriturismo, anche quello è ben impostato qui a Ugovizza; abbiamo delle belle malghe e la gente ci va volentieri, a camminare un po’. Questo genera anche un buon guadagno, però più in estate, che in inverno. Questa è una località dove si può e non si può, in inverno. Il guadagno ce l’hai in estate; in inverno, invece, devi stare in casa e trovare un qualche altro lavoro, per poter continuare a mantenere la famiglia».

Come imprenditrice agricola, quali sfide le si pongono?

«Difficile dirlo. Direi, però, che ci possa essere ancora molto, se anche i nostri figli potranno continuare a lavorare, come il nostro papà, il mio papà o il padre di mio padre hanno continuato a portare avanti. Però, se non c’è nessuno a aiutarci, non arriveremo da nessuna parte. Tutti andranno verso la fine e anche le nostre malghe non saranno più così belle, come sono ora». (Luciano Lister e Anna Wedam)