
Valli del Natisone e del Torre protagoniste di Terra Madre 2024, il Salone del gusto in cui Slow Food chiama a raccolta persone di tutto il mondo per proporre il cibo non come elemento di consumismo e di profitto, spreco e sfruttamento della natura, ma come nutrimento sano, cultura, convivialità e piacere. Sarà l’occasione per il debutto internazionale del primo Presidio alimentare sorto nelle Valli del Natisone, quello del Malon, la particolare zucca a polpa bianca, un alimento povero che viene dal mondo rurale ma gustoso e pieno di virtù nutrizionali. Ben una cinquantina i soggetti (aziende agricole, attività turistiche, pro loco ecc..) coinvolti per «raccontare» ai visitatori di tutto il mondo la Benecia. Un grande sforzo corale ben coordinato da Dmo Benečija, l’associazione di promozione sociale onlus creata dall’Istituto per la cultura slovena Aps di San Pietro al Natisone al fine di sviluppare Valli del Torre, Natisone e Resia come destinazioni di turismo «lento», rispettoso della natura e del territorio e incentrato sulla scoperta della cultura e della lingua locale.
La prima semina del Malon
Il primo obiettivo della stagione era quello di tornare a produrre in quantità il Malon e di ottenere i semi per il prossimo anno. «Non è andato tutto proprio benissimo – spiega Caterina Dugaro (nella foto sotto), ristoratrice e titolare di azienda agricola che ha coordinato le operazioni –. La primavera piovosa e fredda proprio nel momento in cui si sono messi a dimora i semi, il lungo periodo di pioggia che ha portato al proliferare delle lumache, un fenomeno non usuale nella Valli del Natisone e molto dannoso per il Malon e poi la lunga siccità estiva hanno inciso sulle quantità prodotte, ma non ci hanno impedito di portare a termine l’operazione fondamentale: recuperare la semenza dalle ultime 4-5 persone che nelle Valli del Natisone ancora coltivavano questa varietà».
Dal frutto ai trasformati

L’altro obiettivo era quello di cercare di realizzare qualche trasformato del Malon. «Alcuni esperimenti sono andati bene – spiega Dugaro –, altri meno, come è normale succeda quando si sperimenta. L’intento, attraverso la trasformazione, è quello di allungare la stagione del Malon oltre al suo uso diretto in cucina, che è molto breve. Il Malon si utilizza solo quando il frutto non è a piena maturazione, ancora con la buccia tenera e verde. Giunto alla piena maturazione, il Malon può essere destinato solo all’alimentazione animale, che era il principale scopo per cui veniva coltivato nelle Valli del Natisone. Per quanto riguarda gli usi diretti, la Briza o Župa malonova «era il piatto principale – evidenzia Dugaro – con il Malon grattugiato sulla Batuda, portato a cottura e con l’aggiunta di fagioli e in alcuni casi di patate.
Ogni zona ha la sua versione di questo piatto. L’altra pietanza principale vedeva invece il Malon grattugiato e stufato in tegame. Qualche testimonianza, specie dalla zona di Vernassino e Rodda, evidenzia che il Malon fosse utilizzato come ingrediente dello Štakanje, una delle preparazioni più diffuse della cucina della Benecia, accanto alle tegoline e altre verdure. Di certo uno Štakanje fatto solo con patate e Malon non è molto appetibile. Probabilmente era un uso che, più che a puntare al palato, intendeva utilizzare al massimo tutte le risorse alimentari disponibili».
Grande interesse delle aziende agricole
L’isituzione del Presidio del Malon ha trovato un grande riscontro di interesse tra le aziende agricole della Benecia che numerose hanno messo a dimora la semenza e poi sperimentato diverse opportunità di utilizzo del frutto. L’azienda agricola «Paradiso» di Cravero, ad esempio, è riuscita ad ottenere sia una crema spalmabile al Malon sia un agrodolce tagliato a fettine molto sottili. Prodotti realizzati in ambienti certificati che permetterebbero la commercializzazione a norma in tutti i contesti del commercio alimentare. Altre aziende hanno sperimentato un agrodolce in abbinamento con le tegoline e altre verdure.
Folta delegazione in Piemonte dal 26 al 30 settembre
L’inserimento delle Valli del Natisone e del Torre tra le destinazioni del programma Slow Food Travel, già dalla primavera scorsa, ha attratto l’interesse di diverse testate specializzate che hanno voluto «raccontare» il territorio della Slavia e i suoi prodotti. Uno sforzo di promozione, questo, in particolare finalizzato alla partecipazione al Salone del Gusto «Terra Madre» in programma dal 26 al 30 di settembre al Parco Dora di Torino, la grande manifestazione annuale di Slow Food. Verrà realizzato uno stand, in gran parte finanziato da Promoturismo FVG, nella zona dedicata ai Presidi Slow Food che vengono raggruppati per regione. Lo stand sarà diviso tra la promozione del Presidio del Malon e quella della destinazione «Valli del Natisone e del Torre» all’interno dello Slow Food Travel.
In quell’occasione i trasformati ottenuti dal Malon passeranno al vaglio degli esperti del sodalizio internazionale per sostenere una sorta di esame, al fine di potersi in futuro fregiare del simbolo di Slow Food sulle confezioni. Nella prima giornata del salone, giovedì, 26 settembre, sono previsti incontri con giornalisti specializzati ed esperti, e anche con aziende interessate eventualmente alla commercializzazione del prodotto su più ampia scala.
Fondamentale il ruolo di «DMO Benečija»
«Fondamentale è stato il ruolo di Dmo Benečija per tenere le fila tra i numerosi soggetti interessati, nel complesso una cinquantina – spiega Dugaro –. Il puro volontariato non avrebbe potuto farcela ed è stato fondamentale poter contare su una organizzazione più strutturata. Saranno presenti aziende agricole, artigiani, ristorazione, gli uffici Iat del territorio e diverse aggregazioni. La posizione dello stand è molto strategica, perché le migliaia di visitatori puntano soprattutto alla degustazione e scoperta dei Presidi ed è un pubblico mediamente esperto, informato e preparato. Sarà una occasione per veicolare tutto il materiale promozionale della Benecia già presente a cura della Pro loco Nediške doline e della stessa Dmo Benečija, che per l’occasione ha realizzato una tovaglietta che riproduce alcune fotografie e la descrizione in 4 lingue del territorio e sul retro una cartina che riporta tutti i soggetti che hanno aderito all’iniziativa Slow Food Travel. Insomma uno stimolo e una piccola guida per venire a visitare il nostro territorio».
La partecipazione al Salone del Gusto sarà un importante stimolo per capire come valorizzare al meglio il Presidio del Malon, guardando anche alle esperienze degli altri Presidi attivi da più tempo. «Tornati a casa avremo l’impegno di elaborare e approvare un disciplinare di produzione – spiega Caterina Dugaro – che sarà sottoscritto dalle aziende agricole produttrici e dai cosiddetti Custodi, ovvero le persone che fino ad oggi hanno portato avanti la produzione del Malon e hanno fornito la semenza per il suo rilancio su più ampia scala».
L’auspicio di molti è che questo interessante percorso di valorizzazione possa ampliarsi ad altri prodotti tipici locali, primo fra tutti la gubanca/gubana. (Roberto Pensa)
Gastronomija je močna vaba za turizem v Nediških in Terskih dolinah ter v Reziji. Uspeh pobude Vabilo na kosilo to jasno kaže že 35 let. In priznanje Malona, se pravi buče, za izvirno beneško hrano s strani organizacije Slow Food nudi odskočno desko, da bi nadgradili ponudbo. Domači gostinci, kmetovalci in turistični operaterji so zagrabili priložnost in bodo pod režijo DMO Benečija številčno – kar 50 jih bo – nastopili na sejmu Terra Madre Salone del Gusto 2024, ki bo potekal med 26. in 30. septembrom v Torinu.
O tem smo se pogovarjali s Caterino Dugaro, ki je v prejšnjih mesecih koordinirala program dejavnosti, da bi obudili pridelovanje buče Malon. Čeprav so vremenske razmere večkrat bile neugodne, se je poskus oživitve uspešno zaključil. Ključna je bila pomoč zadnjih 4-5 kmetov, ki so zadnja desetletja bučo Malon neprekinjeno zasadili.









