Demolita l’ex macelleria, la palla passa all’Anas
Dal punto di vista tecnico e ingegneristico è un’opera che non presenta alcun ostacolo problematico, eppure, per vederla realizzata dall’Anas, ci vorranno ancora diversi anni, 4-5 almeno, realisticamente e senza ipotizzare grossi intoppi durante il lungo iter. Parliamo del «Muost», il ponte per antonomasia della Benecia, quello che segna, il confine non solo tra i comuni di Cividale del Friuli e di San Pietro al Natisone, ma soprattutto il margine culturale simbolico tra il mondo latino e quello slavo.
Tutti i cittadini delle Valli del Natisone hanno sicuramente notato, nei giorni passati, la demolizione dell’immobile fatiscente, un tempo ospitava una macelleria, posto sulla riva destra del Natisone in prossimità del Ponte di San Quirino, la cui facciata da un decennio e più, era utilizzata per pubblicizzare eventi e proposte per visitatori e turisti. Il colpo d’occhio e la sensazione sono quelli di un cantiere pronto a decollare, ma non è affatto così, anche se si tratta già di un grosso passo avanti.
Per la sola demolizione di questo caseggiato ci sono voluti infatti quasi 6 anni! Risale al 2020 il finanziamento regionale di 500 mila euro, che ha fornito i fondi (insieme ad uno stanziamento del Comune di San Pietro al Natisone di alcune decine di migliaia di euro) sia per una prima fase di progettazione preliminare del nuovo ponte che per l’acquisizione del caseggiato e la sua demolizione.
È dell’ottobre 2021 l’approvazione da parte del Consiglio comunale e la successiva presentazione al pubblico dell’ipotesi progettuale, condivisa da Anas.
Si prevede l’affiancamento del vecchio ponte con uno nuovo, con al realizzazione di una sorta di rotonda (anche se tecnicamente non sarà tale, perché chi percorrerà la strada statale 54 manterrà sempre la precedenza): sul vecchio ponte transiterà il traffico veicolare da Cividale verso le Valli e Slovenia; sul nuovo ponte il traffico veicolare che da monte va verso il Friuli con l’aggiunta della pista ciclabile. Per quest’opera l’Anas è pronta a spendere 10 milioni 321 mila euro.

«I lavori di demolizione sono quasi finiti. – spiega il sindaco di San Pietro al Natisone, Cesare Pinatto – Al termine il Comune cederà all’Anas l’area e potrà iniziare la progettazione vera e propria dell’opera, che non so ancora se verrà svolta dalla sede regionale dell’ente o da quella centrale a Roma. Abbiamo avuto nei giorni scorsi diverse riunioni con Anas durante le quali ci è stato ribadito che il progetto ricalcherà l’ipotesi presentata al pubblico nel 2021. Finita la progettazione, inizierà la fase più delicata: la raccolta dei pareri sul progetto da parte dei diversi entri coinvolti. Due saranno i pareri più sensibili: quello dell’Autorità di bacino per quanto riguarda il rischio idrogeologico e quella della Soprintendenza a causa della prossimità di un ambito naturale e paesaggistico di grande pregio come la Forra del Natisone. Una volta approvato il progetto dalla Conferenza dei servizi, potrà aprire il cantiere». Insomma, arrivederci nel 2030, ad essere ottimisti… Sul lungo iter della demolizione dei fabbricati preesistenti, il sindaco Pinatto non cerca scuse e giustificazioni ma va dritto al punto: «L’assenza di personale per un periodo considerevole all’Ufficio tecnico-comunale e i problemi causati dall’emergenza Covid hanno avuto un ruolo fondamentale. Risolti questi problemi, ce la stiamo mettendo tutta per dare alle Valli del Natisone un’opera essenziale. E comunque posso assicurare che, anche se l’area fosse stata disponibile prima, questo non avrebbe provocato una accelerazione dei tempi da parte di Anas».
Roberto Pensa
Do začetka gradnje novega mosta (pri Muost-Ponte San Quirino), ki povezuje Čedad in Špeter ter predstavlja simbolno mejo med latinskim in slovanskim kulturnim prostorom, za katero bo po najbolj realnih ocenah minilo še najmanj štiri do pet let. Čeprav projekt z inženirskega vidika ne predstavlja posebnih težav, ga čaka še dolga projektna in upravna pot.
Prebivalci Nediških dolin so v zadnjih dneh opazili rušenje stavb ob Muostu, kjer je nekoč delovala mesnica. Rušitev pomeni pomemben korak naprej, vendar gradnja novega mosta še ne bo začela kmalu. Dežela je leta 2020 za odkup zemljšča, njegovo rušitev in pripravo prve projektne zasnove, namenila 500.000 evrov, dodatna sredstva pa je prispevala tudi občina Špetra. Projekt, ki ga podpira Anas, je bil javnosti predstavljen leta 2021.
Po načrtih bo ob sedanjem mostu zgrajen novi most. Obstoječi bo namenjen prometu iz Čedada proti Nediškim dolinam in Sloveniji, novi pa prometu v nasprotni smeri, proti Furlaniji, hkrati pa bo vključeval tudi kolesarsko stezo. Za naložbo je Anas predvidel nekaj več kot 10,3 milijona evrov.
Župan Cesare Pinatto pojasnjuje, da se rušitvena dela zaključujejo. Nato bo občina zemljišče predala družbi Anas, ki bo pripravila končni projekt. Pred začetkom gradnje bo treba pridobiti še vsa potrebna soglasja, predvsem glede hidrogeološke varnosti in varovanja območja Nediške koriti. Po njegovih besedah so postopek v preteklih letih najbolj upočasnili pomanjkanje kadra na občinskem tehničnem uradu in posledice epidemije Covida-19, zato naj bi se gradnja po najbolj optimističnih napovedih začela šele okoli leta 2030.
Prevod in povzetek: D. D.









