Sagre e feste estive confermano di avere un ruolo importante nella vita dei paesi
L’ estate nelle Valli del Natisone si misura anche attraverso le feste di paese. Da Vernasso a Montemaggiore, passando per San Leonardo, Oblizza e Mersino, anche quest’anno sagre e manifestazioni hanno richiamato centinaia di persone, confermando il ruolo che questi appuntamenti continuano ad avere nel territorio. Ma dietro ai numeri e alle serate di festa emergono anche alcune difficoltà con cui gli organizzatori devono confrontarsi: sicurezza, burocrazia, strutture e soprattutto volontariato.
A Vernasso il bilancio dell’edizione 2026 è positivo. Una giornata di pioggia non ha compromesso la manifestazione e nei giorni successivi il bel tempo ha favorito una buona partecipazione, con i numeri dei tornei che confermano le dimensioni raggiunte dalla festa: 140 squadre hanno partecipato al torneo di pallavolo, mentre 32 hanno preso parte a quello di calcio. La crescita della manifestazione porta però con sé anche una maggiore complessità organizzativa. E l’alta concentrazione di persone costringe le forze dell’ordine a servizi di vigilanza e interventi per garantire la sicurezza dei partecipanti, ma questa non è una novità di quest’anno. Tra le principali difficoltà indicate dagli organizzatori ci sono, invece, la burocrazia, i costi e gli aspetti legati alla sicurezza: circa 60 persone che hanno seguito corsi e ottenuto le certificazioni necessarie per la gestione degli alimenti e per la sicurezza antincendio. Nel frattempo, la macchina organizzativa per il prossimo anno è già partita, a settembre, infatti, dovrebbero iniziare i lavori per la ristrutturazione di alcuni chioschi, strutture attualmente a noleggio.
L’obiettivo, tuttavia, non è una crescita fine a sé stessa. Gli organizzatori sottolineano la volontà di mantenere l’identità della Festa di Vernasso, affiancando alla manifestazione anche iniziative di carattere sociale con realtà come Admo e Medici senza frontiere. Un ruolo centrale rimane quello dei volontari: sono circa 400 le persone che hanno contribuito all’organizzazione dell’edizione di quest’anno.
Anche a San Leonardo la festa viene descritta come una realtà in crescita, con una partecipazione significativa e un aumento dei volontari. Particolarmente rilevante è il coinvolgimento dei giovani, presenti sia nell’organizzazione sia tra il pubblico. Secondo il presidente del comitato, Diego Antoniezzi, il successo della manifestazione è strettamente legato a quello della comunità e del territorio, con l’unica nota evidenziata che riguarda il minore coinvolgimento dei pensionati rispetto al passato.
A Montemaggiore il «Senjam Svetega Louranca an Rožinca» mantiene dimensioni più raccolte, senza che questo abbia impedito di registrare una buona partecipazione e un bilancio positivo dell’edizione. Anche in questo caso le condizioni meteorologiche hanno favorito lo svolgimento dei festeggiamenti, ma dietro alla buona riuscita dell’appuntamento c’è soprattutto il lavoro dell’organizzazione e della pro loco Matajur, inserita nella rete delle pro loco e nel relativo consorzio, che rappresenta un importante punto di riferimento anche per la gestione degli aspetti più tecnici e burocratici.
Tra questi rientra la formazione dei volontari, chiamati a seguire i corsi e a ottenere le certificazioni necessarie in materia di Haccp, sicurezza e prevenzione degli incendi. La presidente della pro loco, Cinzia Gosgnach, ha evidenziato proprio questo lavoro come uno degli elementi che permettono alla manifestazione di svolgersi con regolarità e sicurezza.
La principale difficoltà riscontrata quest’anno è stata invece quella di reperire volontari, un problema che, soprattutto per una realtà di dimensioni più contenute, può incidere direttamente sulla possibilità di organizzare e mantenere nel tempo questo tipo di appuntamenti. Nonostante questo, la festa ha confermato la propria capacità di richiamare partecipanti e di conservare il carattere tipico delle feste locali.
Particolarmente significativo è il caso di Oblizza, dove l’«Obliški senjam», tornato l’anno scorso dopo circa trent’anni di assenza, continua a confermarsi ed accrescersi. La partecipazione è stata ottima, superiore a quella dello scorso anno.
La scelta è stata quella di concentrarsi sulle caratteristiche della festa e sulla sua identità. Cibo tradizionale, musica slovena e usanze locali sono stati mantenuti come elementi centrali, con l’obiettivo di recuperare lo spirito originario dell’appuntamento, una scelta che non esclude l’apertura verso l’esterno, difatti gli organizzatori hanno sottolineato con soddisfazione anche la presenza di persone provenienti dalla Slovenia.
Il successo della festa di San Lorenzo a Mersino conferma quanto la tradizione sia ancora importante per la comunità. La messa nella chiesetta, il torneo di morra e il legame con il territorio restano infatti alcuni degli elementi che rendono la festa riconoscibile e partecipata.
A portare avanti queste tradizioni sono sempre più i giovani che ben collaborano con i più esperti, creando un gruppo unito e affiatato, che, oltretutto, ha portato anche alla nascita della pro loco Mersino. Anche i giovani, infatti, negli ultimi anni hanno iniziato ad avere un ruolo importante nell’organizzazione. Accanto alle attività di sempre sono arrivati anche nuovi strumenti, come i social, il sito e i video per promuovere le feste.
L’obiettivo è quello di mantenere ciò che è stato costruito negli anni, cercando e trovando nuovi modi per farlo conoscere e trasmetterlo alle generazioni future in modo di dargli continuità.
Cinque feste diverse, per dimensioni, storia e organizzazione, ma accomunate da un dato: la partecipazione continua ad esserci. Allo stesso tempo, organizzare una sagra appare oggi sempre più impegnativo. La crescita porta nuove esigenze, mentre le realtà più piccole devono fare i conti soprattutto con la disponibilità dei volontari oltre che le varie regolamentazioni ed i processi burocratici.
Il futuro potrebbe quindi giocarsi su un equilibrio delicato, quello di riuscire a mantenere vive quelle manifestazioni che continuano ad avere un forte seguito senza perdere le caratteristiche che le rendono parte della storia e dell’identità delle comunità valligiane.
Mattia Codromaz
Poletje v Nediški dolini zaznamujejo tudi številne vaške veselice. V Barnasu, Svet Lenartu, Matajurju, Oblici in Marsinu so tudi letos privabili veliko obiskovalcev, vendar organizacija takšnih dogodkov postaja vedno bolj zahtevna. Med največjimi izzivi so varnost, birokracija, stroški, urejanje prostorov in predvsem iskanje prostovoljcev.
V Barnasu je bila letošnja «Festa di Vernasso» uspešna: na odbojkarskem turnirju je sodelovalo 140 ekip, na nogometnem pa 32. Večje število obiskovalcev prinaša tudi več organizacijskih zahtev. Približno 60 ljudi je moralo opraviti potrebna usposabljanja in pridobiti certifikate za delo z živili ter požarno varnost. Pri organizaciji je sodelovalo okoli 400 prostovoljcev, priprave na naslednjo izvedbo pa so se že začele. Cilj ostaja ohraniti značaj prireditve in hkrati nadaljevati tudi družbene pobude.
Tudi v Svet Lenartu je bila udeležba dobra, pri organizaciji pa letos so se mladi izredno veliko potrudili, ne samo pri organizaciji ampak tudi pri udeležbi.
Na Matajurju pa je «Senjam Svetega Louranca an Rožinca» kljub manjšemu obsegu, uspešno ohranil svojo tradicijo. Pri tehničnih in birokratskih nalogah pomaga pro loco Matajur, vendar je bilo letos težko najti dovolj prostovoljcev.
«Obliški senjam», ki se je po tridesetletni pavzi vrnil prvič lani, je letos privabil še več obiskovalcev. Organizatorji želijo ohraniti tradicionalno hrano, slovensko glasbo in lokalne običaje, zato pa zanimanje pa prihaja tudi iz Slovenije, saj korenine so le tiste. Pri organizaciji pa je bilo razvidno da so se izboljšali, a težava glede birokracije še vedno ostane.
V Marsinu sodelujejo pri organizaciji vedno več mladi, ki skupaj z bolj izkušeni skrbijo za nadaljevanje tradicije. Nastala pa je tudi pro loco Mersino, katera pripravlja promocije preko družbena omrežja, spletno stran in videoposnetke.
Pet različnih prireditev pa jih povezuje dobra udeležba, vendar tudi skupen izziv: kako jih ohraniti v času, ko je njihova organizacija vse bolj zahtevna? Večji dogodki se soočajo z večjimi stroški in številnimi zahtevami, manjše veselice pa predvsem s pomanjkanjem pomagačev.
Prav zato je prihodnost teh praznovanj povezana tako z delom organizatorjev in prostovoljcev, kot tudi z zanimanjem družbe in ljudi, ki tam živijo. Udeležba ljudi daje tem prireditvam smisel in jim omogoča, da ostanejo del življenja Nediških dolin. Ob tem pa bi bilo vredno razmisliti, kako organizatorjem olajšati vse postopke in zahteve, da bi bilo mogoče ohraniti tradicije, ki še vedno združujejo skupnost danes in v prihodnost.
Prevod in povzetek: D. D.









