La regione avvia anche nelle Valli del Natisone e del Torre una nuova strategia

Stop all’abbandono dei boschi! È l’obiettivo della nuova strategia forestale regionale che è in fase di decollo anche nelle Valli del Natisone e del Torre e che si sostanzierà presto in una decisa ripresa degli investimenti per la manutenzione e il miglioramento delle strade forestali come premessa di valorizzazione e tutela delle foreste. Una prima tangibile realizzazione è il rifacimento – opera già conclusa e inaugurata, sono in corso di completamento alcuni interventi di dettaglio – della strada forestale che, nel Comune di San Leonardo, dai pressi di Cravero conduce fino al villaggio abbandonato di Cisgne, attraversando numerosi fondi privati boschivi e anche i castagneti storici, oggetto di un pregevole progetto di riqualificazione e rilancio condotto dalla Comunità di montagna, Regione ed Ersa. «Non rimarrà un caso isolato – assicura il responsabile della Direzione Foreste della Regione Friuli Venezia Giulia, Rinaldo Comino (nella foto) – ma inaugurerà una nuova strategia a lungo termine che segna una alleanza tra Regione, Stato e comunità locali. Nel comprensorio del Natisone e Torre, importanti interventi sono già in fase di approfondimento e un generale risveglio di attenzione si sta creando attorno al tema del bosco come risorsa. L’intervento degli enti locali è fondamentale, perché in caso di interesse pubblico essi possono utilizzare gli interventi di esproprio per migliorare i tracciati esistenti».
Spignon, Montefosca, Mersino, Vartacia, Gran Monte…
Per fare alcuni esempi, si sta da tempo lavorando e, risolto finalmente il problema della proprietà che era del Demanio Militare. Si stanno definendo i dettagli della fase realizzativa per la sistemazione della vecchia strada militare che da Cividale raggiunge direttamente Spignon. I Comuni di Pulfero, Torreano e Cividale hanno già ricorso al fondo regionale di anticipazione per la progettazione al fine di dare incarichi ai professionisti. Già finanziato, sempre nel Comune di Pulfero, il progetto di sistemazione della strada forestale Gorenja Vas – Montefosca. Non ancora finanziata, ma in ipotesi di progetto, sempre a Pulfero c’è la sistemazione della strada interpoderale di Bardo (sul versante di Mersino), mentre a Savogna c’è un progetto che riguarda la viabilità forestale a Vartacia. Lusevera sta elaborando un progetto che riguarda il versante nord del Gran Monte, mentre Cividale ha un progetto (non ancora finanziato) per la strada forestale di Foràn (zona Rubignacco, Guspergo), ai confini delle Valli del Natisone e Torre).
I pericoli dell’ideologia della natura selvatica
Non si può nascondere che negli ultimi decenni, causa lo spopolamento e il frazionamento dei terreni, il bosco da risorsa è spesso diventato sinonimo di abbandono e di mancata manutenzione del territorio. Oltre a questo, anche nel campo ambientalista, si è diffusa una ideologia delwilderness, della natura selvatica, che ignora però quanto la bellezza del paesaggio e la funzionalità dell’ecosistema vegetale e animale richieda la presenza e l’intervento dell’uomo. Le Valli del Natisone, da regno dell’agricoltura diffusa ovunque, della valorizzazione di ogni centimetro di terra grazie agli imponenti terrazzamenti e dei verdi pascoli, come era fin oltre la prima metà primi del ‘900, rischiano di diventare la patria dei rovi.
Gestire bene il bosco come Slovenia e Austria
«Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto sono all’avanguardia in Italia nella gestione forestale – sottolinea Comino –, però non possiamo nascondere che nel confronto con Austria e Slovenia abbiamo delle considerevoli distanze da recuperare, non tanto sotto il profilo della qualità e competenza degli interventi, ma sicuramente della quantità. In passato, da noi, la Regione ha dedicato alle foreste fondi significativi a cui poi si sono affiancati anche i fondi cofinanziati dall’Unione Europea. La novità è che, anche grazie al grande attivismo della Regione Friuli Venezia Giulia, si è riusciti a convincere lo Stato ad inaugurare una nuova strategia forestale nazionale che ha fornito una legislazione di cornice e soprattutto nuovi e importanti canali di finanziamento ». L’obiettivo è la valorizzazione del bosco a 360 gradi, sia dal punto di vista produttivo, che sociale ed ambientale, includendo anche lo sviluppo del turismo lento. I nuovi interventi di cui stiamo parlando, con i piani integrati territoriali, si giovano anche di fondi statali. «Lo Stato – spiega Comino – mette a disposizione circa 1,5 milioni l’anno, la Regione circa 2-3 milioni e i fondi cofinanziati dall’Unione Europea mobilitano circa 5-6 milioni l’anno».
Prevenire gli incendi e il diffondersi di malattie delle piante
Sono stati incaricati 4 dottori forestali che hanno fatto un percorso di individuazione tecnica e di confronto con gli enti territoriali (Comuni e Comunità di montagna) delle Valli del Natisone e del Torre. «Questa viabilità – spiega Comino – deve permettere tutti gli interventi di gestione silvo-pastorale. C’è sicuramente l’aspetto colturale del bosco, visto che abbiamo un ingente patrimonio boschivo inutilizzato, che rappresenta una risorsa sprecata, ma anche quello della prevenzione degli incendi: un’infrastruttura adeguata permette, non solo ai mezzi di soccorso di poter contrastare le fiamme quando divampano, ma anche di effettuare tutti quegl’interventi di diradazione della vegetazione di carattere preventivo che sono necessari per rendere la foresta più forte e resistente di fronte agli incendi. Non vanno poi sottovalutati altri aspetti: la prevenzione dei danni provocati dal crollo di alberi in caso di forti avversità climatiche e tutti gli interventi che possono riguardare la prevenzione della diffusione di insetti dannosi per le colture, come è accaduto ad esempio col cinipide del castagno. Se si interviene ai primi sintomi, si può limitare il danno prima che dilaghi».
Strade moderne con manutenzione meccanizzata
Le moderne strade forestali dovranno rispondere a tutta una serie di caratteristiche tecniche, come pendenze ridotte, raggi di curvatura adeguati per consentire le manovre anche dei mezzi pesanti, una conformazione a dorso d’asino per far scorrere l’acqua piovana in modo naturale ai bordi della strada, evitando la realizzazione di canalette di sgrondo, che alla lunga presentano grossi problemi di manutenzione, sostituite da tombotti e apposite tubazioni poste sotto il manto stradale. Tutto ciò non solo permette una manutenzione meccanizzata più agile, ma qualora i Comuni lo decidessero con i necessari accorgimenti, rende queste strade forestali adatte per lo sviluppo di percorsi di cicloturismo e di escursionismo«lento».

Percorsi cicloturistici forestali transfrontalieri
«Con Slovenia e Austria vorremmo realizzare del percorsi cicloturistici forestali transfrontalieri e le strutture regionali del turismo ci stanno lavorando insieme alle autorità turistiche dei paesi confinanti cercando anche di armonizzare le diverse normative nazionali sulla sicurezza – spiega Comino – . Non avrebbe senso vietare questi fenomeni di cicloturismo, perché comunque sono diventati di massa e i divieti non li fermerebbero. I fenomeni o si governano o si subiscono. Se un cittadino percorre una strada forestale in bicicletta lo fa a suo rischio e pericolo. Il problema nasce quando gli enti locali cominciano a pubblicizzare, inserire in guide e cartine determinati percorsi come turistici. Lì allora può nascere una responsabilità legale. Andrà quindi identificato un ente gestore con il compito di individuare l’eventuale necessità di realizzare parapetti e protezioni per i clcisti, per garantire loro una copertura assicurativa».
Stop ai veicoli a motore, compreso motocross e quad
Vi è invece un netto disfavore alla percorrenza delle strade forestali con veicoli a motore. «Ne sono autorizzati dalla Regione solo i proprietari e conduttori dei fondi boschivi cui si accede dalla strada – spiega Comino –. C’è la possibilità di chiedere delle deroghe, ad esempio per finalità scientifiche o di studio, mentre ci sono delle eccezioni specifiche che riguardano in sostanza il mondo dei cacciatori o il permesso di raggiungere una malga per consumare pasti o acquistare prodotti caseari dal malgaro o per avvicinarsi ad un rifugio. È vietato invece l’uso di moto da cross o di quad. I trasgressori possono essere multati con sanzioni amministrative non solo dal Corpo forestale regionale, ma da qualsiasi corpo che svolge funzioni di polizia giudiziaria, come la Polizia locale e i Carabinieri forestali. È auspicabile, comunque, che tutti gli aspetti che riguardano una fruizione turistica o del tempo libero, trovino presto una propria normativa specifica regionale. All’estero esistono delle strade forestali in cui addirittura si paga un pedaggio e sono frequentatissime dai cicloturisti».
Roberto Pensa
Nova regionalna gozdarska strategija želi ustaviti opuščanje gozdov tudi na območju Nediških in Terskih dolin. Cilj je preprečiti zapuščanje gozdov z obnovo gozdnih cest in boljšim upravljanjem gozdov, kot na primer pri cesti med Kravar in Čišnje v občini Podutane.
Načrtovani so tudi drugi projekti v krajih Varh (Spignon), Čarni varh, Marsin, Vartača in Gran Monte. Občine sodelujejo z deželo pri obnovi starih vojaških in gozdnih cest za boljši dostop do gozdov.
Besedilo opozarja, da so zaradi izseljevanja in opuščanja kmetijstva gozdovi pogosto zanemarjeni. Kritizira tudi idejo popolnoma divje narave brez človeške prisotnosti, saj pokrajina in ekosistem potrebujeta vzdrževanje.
Po besedah Rinalda Comina dežela FJK, skupaj s Trentino Alto Adige in Veneto, je med vodilnimi regijami v Italiji pri upravljanju gozdov, vendar še zaostaja za Slovenijo in Avstrijo. Nova nacionalna gozdarska strategija je prinesla dodatna finančna sredstva, ki bodo pomagala pri razvoju gozdov, turizma in lokalnega gospodarstva. Država letno namenja približno 1,5 milijona evrov, dežela FJK med 2 in 3 milijone, evropski skladi pa še okoli 5 do 6 milijonov evrov.
Nova gozdna infrastruktura bo pomembna ne le za gospodarsko izkoriščanje gozdov, temveč tudi za preprečevanje požarov, škode zaradi neurij in širjenja škodljivcev. Strokovnjaki pripravljajo načrte za boljše upravljanje gozdov in hitrejše ukrepanje ob težavah.
Moderne gozdne ceste bodo prilagojene težkim vozilom in lažjemu vzdrževanju. Hkrati bodo lahko služile tudi za razvoj kolesarskega in pohodniškega turizma.
Dežela želi, skupaj s Slovenijo in Avstrijo razviti čezmejne gozdne kolesarske poti. Za to bo potrebno uskladiti varnostna pravila in določiti odgovorne upravljavce poti.
Prav zaradi tega, so se odločili, da vožnja z motornimi vozili po gozdnih cestah bo večinoma prepovedano. Dovoljenja bodo imeli le lastniki zemljišč, medtem ko bodo motorji (motocross) in quad vozila prepovedani in kaznovani.
Prevod in povzetek: D. D.








