Trinko: «La lingua slovena ha piena cittadinanza nelle chiese»
Simon Rutar: «I sacerdoti hanno saputo popolarizzare la Chiesa e imprimerle un chiaro carattere nazionale»
Simon Rutar: «I sacerdoti hanno saputo popolarizzare la Chiesa e imprimerle un chiaro carattere nazionale»
Nel 1869 l'arcivescovo Casasola autorizza la pubblicazione del catechismo «per gli sloveni dell'Arcidiocsi di Udine»
Mons Trinko: «Non esistono fannulloni; se ce ne fossero, dovrebbero patrire la fame o vivere di elemosina»
Don Eugenio Blanchini propose la costituzione in ogni paese di «comitati e subcomitati parrocchiali per avvivare lo spirito di associazione, di conciliazione a base di principi religiosi che in loro sono forti»
Una presenza ancora viva di flussi migratori dalle coste dalmate, albanesi e greche dell’adriatico e dello Jonio
Cenni storici riguardanti le antichissime chiese del vicariato slavo di Torlano, estratti dai «Regesti» di don Pietro Bertolla senior
Musoni: la gente comprende «quanto basta la lingua slovena, anche scritta, e perché poco dissimile al dialetto e sopra tutto in grazia del clero, il quale ha convertito il pulpito in una vera cattedra di lingua»
L'Italia si affacciò nella Slavia quando la popolazione era in grande maggioranza analfabeta. E dopo dieci anni la situazione non cambiò granché
Il distretto di San Pietro al Natisone registrò un aumento della popolazione e un'incidenza relativamente bassa dell'emigrazione, sia permanente che temporanea
Per lo storico Paolo Gaspari, la sconfitta «fu solo militare e a Caporetto gli italiani combatterono con lo stesso valore con cui avevano combattuto prima e dopo»