30 novembre 2018 / 30. november 2018

Benečija si želi biti avtonomna
La Slavia vuole autonomia

«Se da un lato è sotto gli occhi di tutti che le Unioni non funzionano, dall’altro non le abbiamo volute completamente cancellare con un provvedimento legislativo per non mettere ancor più in difficoltà le amministrazioni comunali», ha dichiarato l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, venerdì, 16 novembre. Lo stesso giorno, a San Pietro al Natisone, in occasione della 14ª assemblea della Confederazione delle organizzazioni slovene-Sso, ha precisato che «la specialità del Friuli Venezia Giulia è dovuta alla presenza delle minoranze linguistiche nella nostra regione: la prossima riforma degli enti locali terrà conto della ricchezza delle identità di questi territori così come non è stato garantito con la riforma delle Uti».

Pierpaolo Roberti

Si prospettano quindi nuovi cambiamenti per le amministrazioni locali e nuove modifiche legislative. Roberti ha più volte assicurato di voler scrivere la riforma ascoltando attentamente le esigenze del territorio. Noi abbiamo chiesto a sei sindaci delle Valli del Natisone e del Torre di anticiparci i propri orientamenti.

Il primo cittadino di San Pietro al Natisone, Mariano Zufferli, dichiara che la sua amministrazione è da sempre per un’autonomia per le Valli del Natisone. «Non abbiamo niente da condividere noi con il Manzanese», afferma. Il modello cui si riferisce Zufferli permetterebbe la gestione dei beni della ex Comunità montana. «In questo momento non possiamo gestirli, sono in mano ad altri, alle Uti». Un altro obiettivo è quello dell’autonomia nella programmazione in funzione del territorio».

Zufferli sottolinea la bontà del cluster transfrontaliero, nato per una volontà delle amministrazioni che si sono messe assieme, mentre le Uti sono state un’imposizione dall’alto, della Regione.

«Oggi le Uti gestiscono la polizia locale e l’ufficio Suap (Sportello unico delle attività produttive), mentre la gestione dei tributi non è mai partita. Cosa succederà? In questi anni sono stati trattenuti i trasferimenti ordinari e comuni, trasferiti dalla Regione all’Uti, mentre ora i fondi saranno passati direttamente ai Comuni e questi valuteranno se è il caso di mantenere in piedi una convenzione per gestire insieme determinate funzioni o di organizzarsi diversamente », evidenzia il sindaco di San Pietro, attendendo di vedere le proposte dei colleghi.

Sulla stessa lunghezza d’onda è Antonio Comugnaro, favorevole a una piccola «Uti» delle Valli del Natisone. «Dovrà essere un sub-ambito con personalità giuridica per avere il controllo dell’attività amministrativa sul nostro territorio – dichiara –. Qualcuno dice che l’Uti delle Valli del Natisone sarebbe piccola, però questo non vuol dire che non possa essere fatta». In definitiva, Comugnaro vuole un organismo sovracomunale che comprenda i Comuni delle Valli del Natisone e salvaguardi l’identità sociale, culturale ed economica del territorio.

Di parere diverso invece il sindaco di Stregna, Luca Postregna. «Nelle attuali Uti qualcosa di positivo c’è. Ci sono sicuramente alcuni servizi che funzionano – spiega –, per esempio, per quel che mi riguarda, quello della ragioneria, della polizia locale, il servizio Suap: servizi che, di fatto, erano o esternalizzati o che il nostro Comune non erogava. Fino a quando non mi si prospettano, anche da parte dei colleghi vicini, soluzioni che mi convincano di più rispetto a quella che sto applicando, chi me lo fa fare di riprendermi indietro il servizio che adesso è organizzato su un’area vasta e funziona?».

Speculare la posizione del sindaco di Lusevera, Guido Marchiol. «Sembra che daranno la possibilità, per chi lo vuole, di rimanere aggregati per alcuni tipi di servizi. Noi, come Uti del Torre – fa sapere –, pensiamo di mantenere alcuni servizi perché buttare via il lavoro di anni ci sembra assurdo. Tarcento, per esempio, con un’amministrazione di orientamento di centro-destra, è sempre stato contro le Uti, ma ha continuato a farne parte, perché fa bene a tutti che questi servizi rimangano aggregati. Il Suap, per esempio, intenderemmo mantenerlo ». Un’altra funzione aggregata che è stata organizzata è l’Ufficio personale. Il problema evidenziato nella gestione di funzioni associate è stata la scarsità del personale: nell’Uti del Torre solo i comuni di Tarcento e Lusevera hanno messo a disposizione dell’Ente alcune figure.

Il problema del personale è evidenziato anche dal sindaco di Faedis, Claudio Zani. «Più che bloccare le Uti sarebbe necessario rinforzarle, se non funzionano come dovrebbero è perché manca il personale – afferma –. Manca una figura dirigenziale che potrebbe guidare e coordinare i sindaci. Finora abbiamo dovuto coordinarci tra di noi e non è che non siamo in grado ma ci vuole una figura apicale che porti a realizzazione ciò che viene deciso». Il futuro, secondo Zani, sarà quello di aggregarsi, di lavorare in convenzione; prossimamente si riuscirà forse a far partire qualche concorso per assumere personale.

Sulle unioni dei Comuni è ancora scontro politico, dunque. Mentre sarebbe fondamentale trovare una sintesi che non può prescindere dall’omogeneità geografica, economica e sociale del territorio, per la quale gioca un ruolo fondamentale l’identità linguistica e culturale, come evidenziato dallo stesso assessore Roberti.

Resta forte sul tavolo, allora, l’idea di unire i Comuni del versante italiano del cluster transfrontaliero. Il sindaco di Taipana, Alan Cecutti, ha più volte evidenziato che quello potrebbe diventare il territorio sul quale far insistere un ente sovracomunale che coinvolgerebbe così, come lo stesso cluster, un’area con l’omogeneità necessaria per far funzionare un’unione di Comuni. Di conseguenza Cecutti si aspetta che la Regione tenga in considerazione il cluster rispetto alla definizione di nuove aree regionali. (Veronica Galli)

»Furlanija Julijska krajina je avtonomna dežela zaradi prisotnosti jezikovnih manjšin, zato bo naslednja reforma lokalnih uprav upoštevala to bogastvo. Ne bomo ponovili napake, ki je bila storjena, ko so vsilili sedanje medobčinske zveze.« Tako je povedal pristojni deželni odbornik Pierpaolo Roberti na občnem zboru SSO v Špietru. Pri nekaterih županih smo se pozanimali, kakšne povezave med občinami si želijo.

Špietarski župan Mariano Zufferli in podutanski župan Antono Comugnaro podpirata rešitev, ki naj bi predvidevala avtonomijo Nadiških dolin. V Sriednjem župan Luca Postregna misli, da imajo trenutne medobčinske unije tudi nekaj pozitivnih plati; v Bardu župan Guido Marchiol pogreša osebje, prav tako kot v Fojdi župan Claudio Zani.

V Tipani župan Alan Cecutti pa podpira ustanovitev novega subjekta, ki naj bi združil vse občine, ki so na italjanski strani pristopile k čezmejnemu grozdu.