28 luglio 2017 / 28. julij 2017

Kaj bo s farami, kjer so Slovenci?
Che sarà di parrocchie e sloveno?

5nove foranijeAnnunciata più di un anno fa, la riforma territoriale e pastorale dell’Arcidiocesi di Udine, che prevede appena 9 foranie (attualmente sono 24) e il raggruppamento delle parrocchie in 56 «collaborazioni pastorali» dovrebbe venire attuata nel prossimo anno. Lo ha detto l’arvivescovo, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nell’omelia pronunciata lo scorso 11 luglio ai primi vespri dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato in cattedrale.

«Durante i mesi scorsi – ha detto l’arcivescovo di Udine – la bozza del progetto diocesano è stata esaminata in tanti incontri diocesani, foraniali e parrocchiali. Da questa ampia consultazione è emersa la consolante constatazione che molti sacerdoti e laici hanno accolto con convinta disponibilità la proposta fatta e sono pronti a mettersi in cammino e collaborare per la sua realizzazione. Sono state fatte anche tante osservazioni costruttive che in questo tempo stiamo raccogliendo e valorizzando perché da ogni parte può giungere un’illuminazione dello Spirito Santo. Confidiamo di giungere, nei prossimi mesi, alla stesura definitiva del progetto diocesano in tutte le sue parti e di avviarlo ufficialmente in tutta la diocesi già nel 2018».

Già nel settembre 2016 il gruppo redazionale del «Dom», l’associazione «Don Eugenio Blanchini» e l’associazione «Don Mario Cernet», con un documento, hanno proposto la costituzione di una forania per la Slavia friulana e di una per il Canal del Ferro-Valcanale e infine di destinare al servizio pastorale in loco sacerdoti che sappiano la lingua slovena.

Mons. Mazzocato nella sua omelia ha parlato di «tante osservazioni costruttive », ma da indiscrezioni pare proprio che l’impianto della riforma resti quello iniziale.

Nel concreto, ci sarebbe uno stravolgimento per quanto riguarda il territorio nel quale vive la comunità di lingua slovena.

L’attuale forania di San Pietro al Natisone perderrbbe la propria autonomia e verrebbe trasformata in collaborazione pastorale nell’ambito della forania di Cividale, che ingloberebbe anche quella di Rosazzo e comprenderebbe, pertanto, un ampio territorio da Faedis a Pradamano, da Drenchia a San Giovanni al Natisone. La «collaborazione» di San Pietro comprenderebbe anche le tre parrocchie di Pulfero (Antro, Brischis ed Erbezzo), Savogna, Tercimonte, San Leonardo, Liessa, Drenchia, Stregna e Tribil Superiore. Prepotto sarebbe con Cividale, Torreano (con Masarolis) sarebbe con Faedis, dove ci sono anche Canebola e Valle.

Le Valli del Torre, ora suddivise tra Tarcento e Nimis, sarebbero nella forania di Tarcento, che si estenderebbe da Lusevera a Tricesimo, da Prossenicco a Reana del Rojale. Nella «collaborazione » di Nimis ci sarebbero tutti i paesi sloveni: Cergneu, Subit, Taipana, Monteaperta, Platischis, Prossenicco, Lusevera, Pradielis e Villanova delle Grotte.

Resia e la Valcanale finirebbero nella forania di Tolmezzo (o della montagna).

Resia sarebbe nella «collaborazione » di Moggio Udinese, mentre con Tarvisio, condividerebbero sacerdoti, iniziative e risorse Camporosso, Fusine, Cave del Predil, Ugovizza, Valbruna e Malborghetto.

Con un loro documento sulla riforma dell’Arcidiocesi di Udine, il gruppo redazionale del «Dom», l’associazione «Don Eugenio Blanchini» e l’associazione «Don Mario Cernet» hanno inteso contribuire al dibattito sulla riorganizzazione pastorale dell’arcidiocesi, dato che il passaggio è molto delicato per la sopravvivenza delle comunità di lingua slovena.

Il documento richiama quanto affermato dal Sinodo diocesano Udinese V in merito al pluralismo etnico-linguistico della Chiesa in Friuli e all’utilizzo delle sue lingue, al fine di essere fedeli allo stile di evangelizzazione della Chiesa nella sua storia. Nello stesso tempo si avanzano suggerimenti anzitutto rispetto agli accorpamenti tra foranie (una per la Slavia friulana da Lusevera a Prepotto e di una per il Canal del Ferro-Valcanale) e per Benecia, Resia e Valcanale si chiede la garanzia del rispetto e della valorizzazione dei fedeli sloveni, anche e soprattutto attraverso la presenza di sacerdoti che conoscano la loro lingua. Il documento ha registrato ampi consensi in Valcanale, nel Cividalese, nelle valli del Torre e del Natisone. Molto se ne è parlato negli incontri che, lo scorso autunno, hanno visto l’arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato incontrare in sette macrozone della diocesi di Udine i sacerdoti e i diaconi e i Consigli pastorali foraniali per presentare la bozza del nuovo progetto pastorale diocesano. Lo ha appoggiato anche la Confederazione delle organizzazioni slovene. (R. D.)

1fareNa predvečer goda patronu videnske nadškofije svetih Mohora in Fortunata je v torak, 11. luja, nadškof msgr. Andrea Bruno Mazzocato oznanu, de bo globoka reforma teritorialne ureditve videnske nadškofije stopila v veljavo v parvih miescih parhodnjega lieta 2018.

Po projektu, ki so ga predstavili lani, bi od donašnjih 24 ostalo samuo devet foranij in bi nastavli 56 nadfar, ki pomieni, de bi ble na papirju (na karti) fare le tiste, ki so sada, ampa bi ble dejansko združene v takuoimenovana pastoralna sodelovanja (po italijansko collaborazioni pastorali) z adnim famoštram, kateremu bi pomagali drugi duhovniki in diakoni. Med drugim, naj bi na bluo vič špietarske foranije in bi ble vse fare Nediških dolin adno samuo pastoralno sodelovanje pod do Manzana aršierjeno Čedajsko foranijo. Kanalska in Želiezna dolina bi bli pa pod Karnijsko foranijo, ki bi jo imenovali kar gorsko. Fare Kanalske doline bi ble pod tarbiškim pastoralnem sodelovanjem, Rezija pa pod možniškem.

Nadškof Mazzocato je jau, de so o reformi puno guorili na vseškofijskih srečanjah, po foranijah in farah. Na parvi projekt je paršlo puno konstrutivnih kritik in popravku. »Zbieramo in valoriziramo jih, zakì iz vsakega kraja lahko pride predlog, ki ga je osvetiu Sveti Duh,« je poudaru.

Naj povemo, de so petnajsdnevnik Dom, združenji Blankin in Cernet predlagali, da nastavijo adno foranijo za Benečijo in adno foranijo za Železno in Kanalsko dolino. Vprašajo tudi, naj v novih nadfarah nadškofija posakrbi za duhovnike in diakone, ki znajo in guoré slovenski jezik.

Tako urediteu je podparlo puno duhovniku in pastoralnih dielucu v farah, kjer so Slovenci, po naših informacijah pa teli predlogi na bojo sparjeti. Kakor je napoviedu špietarski famoštar in dekan g. Michele Zanon, bo nadškofija pa namenila posebno skarb za Benečijo. Kaj tuole pomieni, še nobedan na vie.