18 Novembre 2022 / 18. november 2022

Vzdušje, ki je nastalo po potresu
Lo spirito di Resia dal terremoto

Domenica, 20 novembre, a Resia durante la Santa Messa che sarà celebrata nella solennità di Cristo Re dell’Universo verrà ricordato il venticinquesimo anno dalla riapertura al culto della chiesa-pieve-santuario di Santa Maria Assunta di Prato dopo i lunghi lavori di restauro post sismici che durarono ben 21 anni. Per tale ricorrenza voglio qui brevemente annotare la storia ecclesiastica della vallata e le origini dei suoi principali edifici di culto. Per i riti più importanti come il battesimo e la sepoltura, anticamente, i primi cristiani di tutta la Val Resia dipendevano dalla chiesa di San Martino Vescovo di Resiutta. Quella chiesa infatti ottenne il permesso di installare un fonte battesimale nel 1199, ma questa prerogativa potrebbe essere stata anche una conferma di un diritto già confermato in passato. Anche la chiesa di San Giorgio completamente riedificata nel 1763, come riporta anche la tradizione orale, doveva aver goduto in passato di una posizione privilegiata. Infatti quel luogo di culto, dedicato appunto a San Giorgio (unico agionimo resiano risalente al periodo della cristianizzazione degli slavi), ancora nel 1602 era una chiesa sacramentale con tutte le prerogative. All’epoca possedeva, infatti, ancora un fontebattesimale esterno e un cimitero. Si racconta inoltre che San Giorgio doveva essere stato un tempo il patrono di tutta Resia. Si presume, perciò, che la chiesa omonima sia nata come una filiale di San Martino Vescovo di Resiutta e che per un certo periodo abbia funzionato come punto di riferimento religioso (forse parrocchiale) per tutti gli abitanti di Resia, per poi ridiventare filiale, ma questa volta della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta di Prato. Da fonti del 1602 sappiamo che la prima chiesa a Prato che aveva fonte battesimale interno e cimitero, sicuramente esistente già dal 1339, fu costruita incorporando una preesistente cappella dove si conservava un’immagine lignea che diede occasione a devozione e all’edificazione di una chiesa in quel luogo. Nel 1713 fu completamente riedificata e notevolmente ingrandita ma fu sacrificato l’originario sacello. Meta di pellegrinaggi votivi almeno dal XVI secolo, nel 2019 è stata ufficialmente proclamata parrocchia-santuario ed è una delle tappe lungo il Cammino Celeste.

Nel XVIII secolo, comunque non dopo il 1770, a Prato su un colle non lontano dalla parrocchiale venne costruito il Calvario con le 14 stazioni della Via Crucis in muratura e sulla sommità la chiesa dedicata al Santissimo Crocifisso. (Sandro Quaglia)