15 Maggio 2019 / 15. maj 2019

Una doverosa simpatia per noi e la nostra comunità
Poziv k resnemu študiju zgodovine

Venti di tramontana alternati da scirocco attraversano la nostra regione, per fermarci solo in casa nostra, perché il fenomeno è vasto, europeo. Fermandoci alla comunità slovena, essa è scossa da contrasti che si autoescludono a vicenda. Un vortice sembra avvolgere i nostalgici di eventi e personaggi che hanno segnato profondamente la popolazione, soprattutto della Benecìa. Mi riferisco non tanto alla memoria di uomini coraggiosi che hanno combattuto per un ideale, anche se poi questo è tramontato in un sistema a senso unico, quanto invece a coloro che tirano fuori slogan, bandiere, berretti, coccarde e altri simboli che è meglio dare al macero. Lo stesso discorso vale per l’altro ricupero di segno contrapposto. Se il primo era di sinistra, questo è di destra. E vale per lo stesso periodo, quando si contrapponevano due forze, una che guardava a Mosca, l’altra a Washington, nella mediazione provvisoria, ma nefasta di Berlino. Le cose sono finite male, anche per il cinismo di Londra, che non esitò a sacrificare idealisti ingenui in cambio di nulla, se non di morte. Ora si richiede ai vari ripropositori un ripasso robusto di storia. Da questo passato, ormai remoto, sono venuti solo danni per la Benecìa. Un’imposizione violenta di una identità, giusta in sé, ma sbagliata nel metodo, ha comportato un rifiuto patologico della stessa da parte della popolazione, che non era in grado di percepire, ed in parte non lo è neanche oggi, la differenza tra nazionalità e cittadinanza. Da qui il rifiuto della prima ed il ribadimento patologico della seconda. Con danni ancora visibili e sensibili per il residuo della popolazione nelle Valli. Il riproporre la memoria di un passato, che tale deve rimanere, aiuta a perpetuare la confusione e a tenere divisa la popolazione, con gravi conseguenze sulla sua crescita civile, economica e democratica, e la negazione della sua identità culturale e linguistica, che ha, per essere discreti, almeno mille anni di storia. Non vorrei che perdessimo i piccoli progressi fatti negli ultimi anni, quando si sono sopite almeno le più vistose contrapposizioni e si è cominciato ad avere nuovamente simpatia per noi. Perché di questo si tratta: la giusta e doverosa simpatia verso di noi e la nostra comunità. Quei segni di pacificazione e di umana convivenza non devono essere messi in discussione con iniziative, magari goliardiche, ma che ripropongono spettri antichi. Con le varie istituzioni in opera, possibilmente non in competizione ma in collaborazione fra di loro, possiamo guardare fiduciosi in avanti, dimentichi del passato e protesi per un domani possibilmente migliore dell’oggi. (Marino Qualizza)

V uvodniku objavljenem v Domu z dne 15. maja, odgovorni urednik msgr. Marino Qualizza poziva k resnemu študiju zgodovine posameznike in skupine, ki poveličjejo ljudi in simbole nasprotnih si ideologij in totalitarizmov, ki so povzročili veliko škodo Benečiji.