Alla presentazione del libro di Giorgio Ruttar – Jur zad Tih – a Jesizza, domenica 26 giugno, il consigliere regionale Giuseppe Sibau, già sindaco di San Leonardo e compaesano di Jur, ha dato la notizia che le Valli del Torre e del Natisone sono state incluse nella strategia delle cosiddette «Aree Interne», con l’arrivo di 4 milioni di euro, da mettere subito in cantiere con obiettivi precisi e programmati. Le aree interne sono i territori al margine dello sviluppo, rimasti fuori dalle vie normali e comuni della crescita. Per un gioco incomprensibile la nostra zona era rimasta fuori dal programma governativo e solo l’impegno, fra gli altri, del nostro consigliere ha sbloccato la situazione, che ci metteva fra le zone evolute del Paese.
Ora però viene il momento dell’impegno concreto, perché questi soldi non vengono giù a pioggia, ma richiedono un programma, un progetto e la sua realizzazione. A questo riguardo, abbiamo delle esperienze negative.
L’ingegner Fabio Bonini ricordava, già anni fa, che nelle Valli arrivavano diversi contributi, ma sparivano nel nulla. Ricordava in proposito uno spreco grande compiuto per l’apertura dei percorsi boschivi, magari su indicazioni private, e poi, dopo poco tempo divorati o dalle piogge o dalla vegetazione. Interventi dannosi perfino per l’ambiente, come si dice col senno di poi.
Ora tocca alla Comunità di montagna e ai suoi nuovi organi preparare subito gli interventi e calibrarli sulla nostra situazione. Io personalmente, com’è chiaro, non ho indicazioni tecniche e specifiche da dare, ma voglio solo ricordare che i nostri paesi sono vuoti, perché la gente se n’è andata e di giovani ci sono poche tracce. Quelli che sono rimasti, si danno anche troppo da fare, specialmente nel tenere vive tradizioni, gruppi corali e sportivi perché rimanga qualcosa. Il primo compito, dunque, deve essere quello di aiutare la gente a rimanere sul posto e, sperabilmente, a richiamare qualcuno ai luoghi natii.
Solo queste brevi note ci dicono quanto impegnativo sia il lavoro che ci aspetta e che riveste anche un dovere morale, storicamente e culturalmente motivato.
Se noi pensiamo che abbiamo una storia «nostra specifica» più che millenaria, la quale rischia di sparire nel nulla, ci rendiamo conto dell’importanza di questi contributi che riceviamo in quanto comunità e non solo come territorio. È un dovere morale sostenerci ed un orgoglio sano voler resistere.
Sempre domenica 26, il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, nel suo mirabile intervento, ci spronava a valutare come ricchezza la nostra lingua e la nostra cultura. Da qui ci potrà essere una buona ripartenza.
Marino Qualizza
Spendere bene i contributi è dovere morale_Dobra uporaba javnega denarja je moralna dolžnost
Ora però viene il momento dell’impegno concreto, perché questi soldi non vengono giù a pioggia, ma richiedono un programma, un progetto e la sua realizzazione. A questo riguardo, abbiamo delle esperienze negative.
L’ingegner Fabio Bonini ricordava, già anni fa, che nelle Valli arrivavano diversi contributi, ma sparivano nel nulla. Ricordava in proposito uno spreco grande compiuto per l’apertura dei percorsi boschivi, magari su indicazioni private, e poi, dopo poco tempo divorati o dalle piogge o dalla vegetazione. Interventi dannosi perfino per l’ambiente, come si dice col senno di poi.
Ora tocca alla Comunità di montagna e ai suoi nuovi organi preparare subito gli interventi e calibrarli sulla nostra situazione. Io personalmente, com’è chiaro, non ho indicazioni tecniche e specifiche da dare, ma voglio solo ricordare che i nostri paesi sono vuoti, perché la gente se n’è andata e di giovani ci sono poche tracce. Quelli che sono rimasti, si danno anche troppo da fare, specialmente nel tenere vive tradizioni, gruppi corali e sportivi perché rimanga qualcosa. Il primo compito, dunque, deve essere quello di aiutare la gente a rimanere sul posto e, sperabilmente, a richiamare qualcuno ai luoghi natii.
Solo queste brevi note ci dicono quanto impegnativo sia il lavoro che ci aspetta e che riveste anche un dovere morale, storicamente e culturalmente motivato.
Se noi pensiamo che abbiamo una storia «nostra specifica» più che millenaria, la quale rischia di sparire nel nulla, ci rendiamo conto dell’importanza di questi contributi che riceviamo in quanto comunità e non solo come territorio. È un dovere morale sostenerci ed un orgoglio sano voler resistere.
Sempre domenica 26, il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, nel suo mirabile intervento, ci spronava a valutare come ricchezza la nostra lingua e la nostra cultura. Da qui ci potrà essere una buona ripartenza.
Marino Qualizza
Deli članek / Condividi l’articolo
Zadnje novice
Ultime notizie
Ljubezen namesto digitalnega suženjstva _ No schiavitù digitale, ma amore
Benečani so bli pa za kraja _ I Beneciani volevano il re
Prvi korak k celotni preureditvi središča _ Il primo passo verso la riorganizzazione del centro
Starodavni megalitski krog v kraju Kot _ L’antico cerchio di Kot
Delo na cesti med Fojdo in Čenijebolo _ Lavori in corso tra Faedis e Canebola
Novice iz Občin Nediških dolin _ Notizie dai Comuni delle Valli del Natisone
Parvo sveto obhajilo v Špietru _ Prima comunione a San Pietro
Vonju iz pekarn se ni mogoče upreti _ Il profumo irresistibile che esce dalle «pekarne»
Tipana utira pot _ Taipana fa da apripista
Ne spreglejte v Domu 31. maja _ In primo piano nel Dom del 31 maggio