15 Maggio 2020 / 15. maj 2020

Sled, ki jo je pustil Aldo Madotto
Il segno di Aldo Madotto

Sabato 6 giugno ricorreranno cento anni dalla nascita del noto cultore resiano Aldo Madotto (Resia/Rezija, 6. 6. 1920 – Gemona 17. 10. 1987). L’insigne valligiano nacque a Oseacco/Osoanë da una famiglia di commercianti di frutta e agrumi.

Nel 1925 si trasferì con i famigliari a Sopron, in Ungheria, dove frequentò la scuola elementare. Nel 1930, rientrato in Italia, fu iscritto al collegio salesiano San Luigi di Gorizia. Dopo la maturità classica al Liceo Jacopo Stellini di Udine nel 1939 si iscrisse alla Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Trieste, per studiare scienze politiche. Fu però costretto ad abbandonare gli studi a causa della guerra, che portò alla perdita di tutti i beni della famiglia all’estero.

Partecipò alla seconda guerra mondiale come allievo ufficiale nel 2° reggimento fanteria «Re» e; dopo l’8 settembre 1943, ritornato a Resia prese parte al movimento di resistenza contro i nazisti, nelle file partigiane italiane e slovene. Dopo la guerra svolse incarichi in qualità d’istitutore in un collegio di Gradisca d’Isonzo e come sottoufficiale di Pubblica sicurezza a Pordenone e a Sacile. Infine, dal 1948 e fino al suo pensionamento nel 1976, fu impiegato al Comune di Resia come addetto ai servizi di stato civile e anagrafe. Nel periodo tra il 1952 e il 1982 fu referente territoriale del quotidiano «Il Gazzettino», informando il mondo friulano sugli avvenimenti e le specificità linguistiche e culturali della Val Resia.

Dal 1955 al 1965 fu anche corrispondente per Resia dell’Istituto per le ricerche statistiche «Doxa», mentre nel 1963 fu tra i fondatori e primo segretario della locale sezione del Partito socialista italiano. Fu, inoltre, impegnato nelle attività dell’Anpi e del Movimento federalista europeo. Nel 1983 fu tra coloro che fondarono il Circolo culturale resiano Rozajanski dum e suo primo presidente negli anni 1984-1985.

Sotto la sua guida il Circolo iniziò a organizzare manifestazioni culturali, cominciando a valorizzare il territorio e il dialetto resiano. Lo scopo dell’associazione era promuovere la tradizione culturale e linguistica resiana e incoraggiare le giovani generazioni ad amare la lingua materna. Aldo Madotto, come riporta il prof. Roberto Dapit nel dizionario biografico dei friulani, «fu il primo studioso che dall’interno della comunità resiana compì un tentativo di descrivere globalmente la storia culturale, sociale ed economica del territorio di Resia, mettendola innanzitutto in relazione con il mondo sloveno e poi considerandola come risultato dei processi di interazione che caratterizzano l’area. Tale atteggiamento si rivelò in sintonia con quanto espresso dalla letteratura scientifica internazionale a partire dalla prima metà del Novecento». (Sandro Quaglia)

V soboto, 6. junija, bo minilo točno sto let od rojstva Alda Madotta, ki se je prav 6. junija 1920 rodil v Osojanih. Po otroštvu na Madžarskem in nadaljnjem šolanju v Gorici, se je leta 1939 vpisal na fakulteto za politične vede tržaške univerze, a je kasneje moral iti v vojsko zaradi izbruha druge svetovne vojne. Po 8. septembru 1943 se je vračal v Rezijo, kjer se je pridružil italijanskim in slovenskim partizanom. Po vojni je najprej delal na šolskem področju na Goriškem in nato na področju državne varnosti na Pordenonskem. Od leta 1948 vse do upokojitve leta 1976 je bil zaposlen na matičnem uradu Občine Rezija. Po vojni se je udejstvoval na raznih področjih. Od leta 1952 do leta 1982 je bil dopisnik za italijanski dnevnik »Il Gazzettino«. Dejaven je bil tudi v okviru Italijanske socialistične stranke in društva VZPI. Na kulturni ravni je med drugim leta 1983 bil med ustanovitelji društva Rozajanski dum. V letih 1984-1985 je bil tudi njegov prvi predsednik. V tistih letih je društvo začelo organizirati prireditve in dogodki, da bi vrednotilo domačo kulturo in domače slovensko narečje.