
Non solo Iran, Libano, Palestina e Ucraina. Certo, queste sono le guerre in cima all’attenzione perché ci toccano nel portafoglio, ma attualmente nel mondo si contano 56 conflitti armati in 92 Paesi.
Non a caso papa Francesco, del quale ricorre il primo anniversario della morte, parlava di «terza guerra mondiale a pezzi» e il suo successore, Leone XIV, lo scorso 11 aprile, in «quest’ora drammatica della storia», da piazza San Pietro ha chiamato tutti i fedeli a recitare insieme a lui un rosario per la pace, che ha accompagnato con una sua profonda riflessione, con la quale ha esortato a mettersi in ginocchio per trovare, nella preghiera, «una briciola di fede» e non arrendersi all’apparente «destino già scritto»: quello di sepolcri che non bastano più a contenere corpi annientati in un mondo nel quale i potenti, accecati dal delirio di onnipotenza, dalla banalizzazione del male e dagli ingiusti profitti, vogliono mettere in ginocchio gli altri fino a trascinare «persino nei discorsi di morte il Nome santo di Dio».
«Fratelli e sorelle, chi prega ha coscienza del proprio limite, non uccide e non minaccia la morte. Invece, alla morte è asservito chi ha voltato le spalle al Dio vivente, per fare di sé stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo cui sacrificare ogni valore e pretendere che il mondo intero pieghi il ginocchio». Papa Prevost non ha fatto nomi, ma nelle sue parole è facile trovare l’identikit di diversi tra i maggiori leader mondiali.
Va detto. Quella di Leone XIV è l’unica voce che condanna incessantemente, senza se e senza ma, la guerra, ogni guerra, e chiama a risolvere le controversie con il dialogo. Ma purtroppo c’è la sensazione che sia la voce di uno che grida nel deserto. Non è una novità, però in passato – ricordate san Giovanni Paolo II ai tempi delle guerre in Iraq? – gli appelli del pontefice almeno facevano notizia, diventavano titoli di prima pagina sui giornali e servizi di apertura dei tigì, mentre ora il più delle volte finiscono in secondo piano.
Il perché lo ha spiegato lo stesso pontefice il giorno di Pasqua, riprendendo il concetto di papa Francesco, che denunciava la «globalizzazione dell’indifferenza». Atteggiamento al quale si può rispondere solo con la conversione dei cuori.
Ezio Gosgnach
V uvodniku, odgovorni urednik Doma, Ezio Gosgnach se osredotoča na vojne po svetu in njihovo povezavo z vero in duševnostjo. Po svetu trenutno poteka 56 oboroženih konfliktov v 92 državah, čeprav rajše postavljajo v ospredju predvsem vojne v Iranu, Libanonu, Palestini in Ukrajini. Zaradi tega je papež Frančišek govoril o tretji svetovni vojni, kot razcepljena vojna. Njegov naslednik Leon XIV pa je vernike spodbujal k molitvi za mir ter poudaril pomen vere in odgovornosti.
Papež je izpostavil, da tisti, ki moli, ne ubija in ne grozi, medtem ko številni voditelji pogosto sledijo lastni moči in interesom. Čeprav Leon XIV dosledno obsoja vse vojne in poziva k dialogu, njegova sporočila danes pogosto niso v ospredju, kar je povezano s pojavom »globalizacije brezbrižnosti«, na katerega je opozarjal že papež Frančišek.
Prevod in povzetek: D. D.









