15 Marzo 2019 / 15. marec 2019

Ravanska cerkev je postala svetišče
La chiesa di Prato è santuario

È con grande gioia ed immensa gratitudine che domenica, 10 marzo, la comunità cristiana della Val Resia ha appreso dalla cancelleria della Curia arcivescovile di Udine che è pronto il decreto con cui viene riconosciuto il titolo di Santuario alla chiesa di Prato di Resia.

Nel foglietto domenicale distribuito nelle tre chiese parrocchiali di Resia ai fedeli dal vicario parrocchiale, don Alberto Zanier, leggiamo: «Nella disposizione del vescovo si sottolinea la storicità comprovata di tale titolo che va, quindi, ad aggiungersi a quello di parrocchia. Il decreto entrerà in vigore il 19 marzo 2019, solennità di San Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria e patrono della Chiesa universale. In quel giorno lo stesso arcivescovo verrà a celebrare una santa messa solenne, nella quale, oltre a benedire la rinnovata statua di San Giuseppe, proclamerà in modo ufficiale il riconoscimento del titolo di santuario alla chiesa madre di tutta la vallata. Finalmente il desiderio della pietà popolare dei resiani è stato esaudito e Iddio onnipotente ci fa dono di questo santuario per la sua gloria ed in onore della Beata Vergine Maria, alla quale il popolo resiano si è sempre affidato con devozione e amore. Finalmente potremo dire che a Resia davvero la Madonna ha deciso di porre una sua sede particolare, dalla quale estendere i suoi benefici sui fedeli valligiani e pellegrini».

La Santa Messa, che sarà celebrata alle 18 in suffragio dei defunti padri di famiglia, di coloro che hanno offerto il contributo di adozione per la statua di San Giuseppe, sarà preceduta dai solenni vespri, che avranno inizio alle ore 17.

Almeno dal XVII secolo nella chiesa di Prato di Resia, proprio perché fino alla metà del XX secolo era l’unica parrocchiale e era ritenuta da sempre anche santuario mariano, venivano celebrate le messe di tutte le domeniche non impegnate dalle chiese filiali nonché tutte le altre feste dell’anno, tanto di precetto che di devozione, e di tutte le feste della Beata Vergine Maria.

Tra queste veniva solennizzata in modo particolare, appunto, quella di San Giuseppe, anche perché la chiesa possiede l’antica reliquia del Pallio di San Giuseppe con il relativo documento della Curia arcivescovile di Udine che ne certifica l’autenticità. Per tale importante occasione questa reliquia verrà esposta alla venerazione dei fedeli che in quel giorno vorranno visitare la chiesa-santuario.

Alcuni resiani impegnati mesi fa per la raccolta delle oltre 400 firme a sostegno della richiesta fatta alla Curia arcivescovile, attraverso le pagine del Dom vogliono ringraziare, oltre all’arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato per la benevolenza dimostrata verso tale richiesta, anche il vicario, don Alberto Zanier, che con la perseveranza e la determinazione che lo contraddistinguono ha preso a cuore la volontà degli abitanti della Val Resia, facendo iniziare l’iter burocratico presso gli uffici preposti e approntando l’edificio sacro in un modo degno del nome che porta. Per concludere, come scrive ancora don Zanier, «i resiani devono sentire questo santuario come il segno della loro rinascita spirituale, umana e sociale». (Sandro Quaglia)

V nedeljo, 10. marca, so verniki iz Rezije izvedeli, da je v videnski kuriji pripravljen odlok, s katerim bodo cerkev na Ravanci razglašali za svetišče.

Naziv »svetišče« je za ravansko cerkev zgodovinsko dokazan, tako ga bodo dodali nazivu »župnija.« Odlok bo stopil v veljavo 19. marca 2019, na god Svetega Jožefa. Tisti dan bo na ravanski cerkvi videnski nadškof Andrea Bruno Mazzocato daroval slovesno sveto mašo, med katero bo blagoslovil obnovljen kip Svetega Jožefa in ravansko cerkev uradno razglašal za svetišče.

Pred mašo, sicer ob 17.00, bodo tudi večernice.

Cerkev hrani staro relikvijo, plašč Svetega Jožefa, ki ga bodo tisti dan verniki lahko častili.

Ravansko cerkev so razglašali za svetišče tudi potem, ko so v Reziji v ta namen zbrali 400 podpisov, ki so jih poslali videnski kuriji. V Reziji se zahvaljujejo videnskemu nadškofu, Andrei Brunu Mazzocatu, ki je prošnjo sprejel in vikarju Albertu Zanierju, ki si je za to prizadeval.