Omizje za zdravsto med ljudmi_Un tavolo per una sanità tra la gente

Questione ancora aperta quella relativa alla chiusura del pronto soccorso e, in generale, dell’ospedale di Cividale e al trasferimento della guardia medica di San Pietro al Natisone nella città ducale. In questo periodo praticamente tutti si trovano d’accordo sul fatto che si debba procedere a investire sulla sanità, anziché continuare nello smantellamento. E non sarà sicuramente sufficiente solo mantenere aperte le strutture, si dovrà, piuttosto, procedere anche a delle assunzioni, ad aumentare il personale sanitario.

Il sindaco di San Pietro, Mariano Zufferli, da un lato propone un incontro serio tra tutti i rappresentanti del territorio del distretto, dall’altro, molto pragmaticamente, evidenzia come l’ospedale di Cividale non serva solo alle valli del Natisone – che contano appena 5 mila abitanti e che quindi non costituiscono forse un bacino rilevante di voti – ma sia punto di riferimento dell’intero distretto sanitario che comprende i comuni di Buttrio, Cividale del Friuli, Corno di Rosazzo, Drenchia, Grimacco, Manzano, Moimacco, Premariacco, Prepotto, Pulfero, Remanzacco, San Giovanni al Natisone, San Leonardo, San Pietro al Natisone, Savogna, Stregna e Torreano: ecco che così considerato il territorio gravitante sull’ospedale di Cividale assume un peso del tutto diverso.

«Mi sono permesso di dire al sindaco di Cividale che dobbiamo sederci tutti intorno a un tavolo e fare una pianificazione unica – chiarisce Zufferli –. Altrimenti ogni amministratore se ne esce con il suo modo di pensare, ma si crea solo scompiglio nella popolazione. Se c’è una linea condivisa con tutti quanti, si capisce dove si vuole arrivare. In questa situazione difficile tutto è concentrato su un settore specifico, ma nel frattempo noi dobbiamo aver la capacità di procedere con questi incontri ed elaborare un documento».

«Dobbiamo ragionare come distretto socio-assistenziale – aggiunge Zufferli –, dove tutti lavoriamo per le stesse funzioni e per l’ospedale, perché noi siamo in 5 mila, ma la questione non riguarda solo le valli. Da ciò che leggo sembra che l’ospedale di Cividale serva solo alle valli del Natisone e non è così, interessa alle valli ma anche agli altri comuni del distretto. In questo modo si crea una forza e una programmazione».

«Quella attuale è una situazione di emergenza legata al problema pandemia – spiega il consigliere regionale, Giuseppe Sibau –. Io ho parlato con l’assessore Riccardi anche prima delle vacanze di Natale: appena questo problema verrà superato, tutto si normalizzerà ed è previsto un investimento sull’ospedale di Cividale, perché adesso si sono tutti resi conto che funziona più la medicina sul territorio rispetto a quella dei centri ospedalieri. Verranno quindi potenziati quei servizi sul territorio che, anche se insufficienti, oggi si sono dimostrati molto efficaci».

Sibau, inoltre, sottolinea come Riccardi, vista la situazione, si sia trovato costretto a trasferire personale da Cividale a Palmanova, dove si è creato il centro Covid. «L’assessore ha detto che se non si fosse spostato quel personale, in quel momento non saremmo stati in grado di reggere la situazione. Purtroppo le forze in campo e le risorse disponibili sono queste. In ogni legge finanziaria le risorse destinate alla sanità sono sempre in aumento e non bastano comunque», afferma Sibau.

Si spera davvero che la chiusura dell’ospedale di Cividale sia qualcosa di temporaneo, legata alla situazione contingente, alla quale però non ci si può più riferire come a un’«emergenza», visto che va avanti ormai da diversi mesi, quasi da un anno.

C’è da augurarsi anche che non valga l’aforisma di Giuseppe Prezzolini secondo il quale in Italia non c’è nulla di più definitivo del provvisorio e nulla di più provvisorio del definitivo. (Veronica Galli)

Zaprtje postaje prve pomoči Čedad in bolnišnice Čedad na splošno je še odprto vprašanje. Vsi so si enotni glede tega, da bi bilo treba vlagati v obe ustanovi.

Župan Občine Špietar, Mariano Zufferli, je predlagal srečanje med vsemi predstavniki z območja zdravstvenega okraja. Bolnišnica Čedad ne služi samo Nediškim dolinam, a celemu zdravstvenemu okraju, od Buttrija in Armežaga do Tavorjane in Podbuniesca. Čedajski županji Danieli Bernardi je predlagal ustanovitev omizja za skupno načrtovanje in pripravo skupnega dokumenta. V okviru omizja naj bi razmišljali kot celotni socialni okraj.

Deželni svetnik Giuseppe Sibau nam je povedal, da bodo po koncu pandemije spet vlagali v bolnišnico Čedad, saj so se zavedali, da teritorialne enote delujejo bolje kot večje bolnišnice. To naj bi mu zagotovil sam odbornik za zdravstvo Dežele Furlanije-Julijske krajine, Riccardo Riccardi.

Prav zaradi pandemije so pa del osebja čedajske bolnišnice preusmerili v center za koronavirus Palmanova.

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