20 Luglio 2021 / 20. julij 2021

Meja, ki je tako postala umetnina
Da un confine un’opera d’arte

Konfin je skuoze stuolietja zaznamovau življenje Benečanu, Rezijanu in Kanalčanu. Zaradi njega je bluo nimar puno probemu in tarpljenja. Problemi, ki jih imajo donašnji dan doline, izhajajo na posebno vižo iz političnega in ideološkega konfina po drugi svetovni vojski.

Pa konfin se je v stuolietjih vičkrat premaknu. In tuole pokaže nova instalacija »Meja Confine« v muzeju SMO v Špietru. Otvorili so jo v saboto, 17. luja.

S financiamentom regije Furlanije Julijske krajine so parpravili novi Atlas, kjer je na reliefu parkazano spreminjanje, premikanje konfina od parhoda Langobardu in Slovanu vse do vstopa Slovenije v Evropsko unijo.

Po uvodnem pozdravu predsednika Inštituta za slovensko kulturo, Giorgija Banchiga, je novo pridobitev Muzeja SMO predstavila Donatella Ruttar. Instalacija »Meje Confini« je nastala po njeni zamisli. Pred občinstvom je spregovorila tudi ministrica Republike Slovenije za Slovence v zamejstvu in po svetu, Helena Jaklitsch. Med prisotnimi so bili tudi senatorka Tatjana Rojc ter deželni svetniki Giuseppe Sibau, Elia Miani in Furio Honsell.

Il museo contemporaneo SMO (Slovensko multimedialno okno) di San Pietro al Natisone ha presentato al pubblico una nuova installazione scultorea che si aggiunge alla collezione di opere interattive permanenti. Inaugurata sabato, 17 luglio, «Meja Confine», è una video installazione tridimensionale di grandi dimensioni (circa 4 mq ) che mostra la trasformazione nel tempo, dal VI secolo ad oggi, del confine orientale d’Italia.

Dopo i saluti del presidente dell’Istituto per la cultura slovena-Isk, Giorgio Banchig, Donatella Ruttar ha presentato l’opera, che è nata a partire da una sua idea.

Il racconto sulla mutevolezza del confine nel tempo si può vedere in proiezione su una maquette che riproduce l’orografia del territorio. Sono riconoscibili le cime delle montagne, le valli e i fiumi che le percorrono, il mare e la costa. Il racconto dispiega gli eventi che segnano le trasformazioni dei confini nel tempo.

Allo SMO il confine è il fil rouge delle narrazioni, che su diversi piani indagano la dimensione storico-antropologica del territorio e l’unicità della sua cultura. Quindi il confine non è solo una linea che marca una separazione, ma è un luogo, un paesaggio che intreccia storia e cultura.

Il lavoro di ricerca (che ha messo a confronto tante fonti spesso contradditorie o lacunose) intrapreso per realizzare Meja, ha ricostruito nel dettaglio i tracciati di confine nell’arco di 1400 anni, per poterli mostrare oggi sul grande plastico del territorio regionale.

Le invasioni e le scorribande, di qua e di là, i domini che si sono succeduti fino alle ultime vicende che hanno cambiato il volto all’Europa sono esposti allo sguardo in un’animazione video. La nuova scultura interattiva occupa uno spazio centrale nel museo e accoglie il visitatore.

Realizzata dallo studio italo-spagnolo Out Of Format, è stata portata a termine nell’anno della pandemia, che ha reso molto più complessa la sua realizzazione. L’opera, come le altre installazioni del museo, è pensata per lo sviluppo futuro di altri contenuti tematici.

Tante sono le suggestioni che brillano tra i pensieri dei curatori, ma anche suggerimenti e consigli lasciati negli anni dai visitatori attenti e curiosi dello SMO.

L’ideazione e il coordinamento del progetto è di Donatella Ruttar, la ricerca storica di Giorgio Banchig, mentre il tecnico elettronico multimediale è Valerio Bergnach.

In occasione della presentazione di «Meja Confine» è intervenuta davanti al pubblico anche la ministra della Repubblica di Slovenia per gli Sloveni d’oltreconfine e nel mondo, Helena Jaklitsch. All’evento sono stati presenti anche la senatrice Tatjana Rojc e i consigliere regionali Giuseppe Sibau, Elia Miani e Furio Honsell.