Glas in luč za Brezje in Čenijebolo_Luci su Montemaggiore e Canebola

Tanti sorrisi e atmosfera raccolta ai primi due concerti d’Avvento che si sono svolti a Montemaggiore/Brezje e Canebola/Čenijebola a fine novembre, tra fede e tradizione, su impulso dell’Associazione/Združenje don Eugenio Blanchini.

Sabato, 26 novembre, il ciclo di piccoli momenti sacri in musica si è aperto a Montemaggiore, dove la liturgia della parola, presieduta dal diacono Paolo Comelli, è stata accompagnata dal canto sloveno del Coro parrocchiale di San Pelagio/Cerkveni pevski zbor Šempolaj, in comune di Duino-Aurisina/Devin-Nabrežina, diretto dal maestro Ivo Kralj.

Al termine della liturgia è seguito un breve concerto, moderato in italiano e sloveno da Marko Tavčar, e arricchito dai ricordi dei montemaggiorini Donato Sturma e Gina Tomasino, che sono intervenuti anche nel locale dialetto sloveno, tra l’altro ricordando i tempi in cui tanti anni fa, nella chiesa precedente al terremoto, le voci dei cantori del paese intonavano i tradizionali canti liturgici sloveni. Oggiogiorno in paese i residenti non sono più trecento, sono circa una decina, e il canto liturgico sloveno è una piccola fiammella, che vive nel ricordo dei paesani.

All’evento hanno presenziato anche la presidente del Consorzio boschivo di Montemaggiore, Cristina Milocco, e l’assessore allo sport del Comune di Taipana/Tipana, Michele Tomasino. Dopo il concerto si sono tutti riuniti per un momento conviviale nella vicina trattoria Montecarlo, da poco di nuovo attiva.

Grande emozione tra i presenti anche il 27 novembre, la prima domenica d’Avvento, nella chiesa di Canebola/Čenijebola. Qui a presiedere la liturgia della parola è stato Rino Petrigh, accompagnato dal canto del Coro parrocchiale di Caresana/Cerkveni pevski zbor Mačkolje, diretto da Matej Lazar e presentato da Niko Tul.

Anche a Canebola alla liturgia è seguito un breve concerto del coro, cui i canebolani hanno assistito con molta partecipazione. Nella chiesa, infatti, il tradizionale canto liturgico sloveno è ancora vivo insieme a quello italiano.

Prima della breve esibizione, moderata da Federica Bergnach, è intervenuto il vicesindaco di Faedis, Mauro Cavallo. Richiamando la convivenza di più popoli e lingue nello storico Patriarcato di Aquileia, ha ricordato la presenza, sul territorio comunale di Faedis, di italiano, friulano e sloveno, – quest’ultimo lingua tradizionale a Canebola. Al termine dell’evento è intervenuto anche il canebolano Gianfranco Topatigh, vicepresidente dell’Associazione Blanchini, che ha organizzato le liturgie della parola con concerto a Montemaggiore e Canebola in collaborazione con l’Unione dei cori parrocchiali sloveni di Trieste-Zveza cerkvenih pevskih zborov Trst nonché comunità e sodalizi locali, tra cui l’Associazione culturale Lipa.

Come già detto dai collaboratori del Blanchini a Montemaggiore, Topatigh ha spiegato anche a Canebola come questi piccoli concerti vogliano dare un segnale di speranza a comunità del territorio che spesso si sentono periferiche e che di solito non sono coinvolte in eventi di valorizzazione della cultura locale.

Anche a Canebola all’esibizione è seguito un allegro momento conviviale. Al Bar da Flavia si è cantato molto anche dopo il concerto.

La rassegna di concerti d’Avvento in collaborazione con le comunità locali prosegue ora nelle chiese di Cergneu Superiore/Černeja domenica, 4 dicembre, alle 11.00; Porzus/Porčinj, domenica, 11 dicembre, alle 14.30 nonché Masarolis/Mažeruola, domenica, 18 dicembre, alle 11.00. (Luciano Lister)

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