Giocate almeno la schedina!_Vsaj si kupite srečko!

Molte sono le ragioni per preoccuparsi di fronte alle conseguenze della pandemia e molte anche di fronte al problema di poter sfruttare efficacemente e globalmente la straordinaria occasione dei contributi europei del Pnrr, Piano nazionale di ripresa e resilienza. Se tanto mi dà tanto, leggendo come sono stati distribuiti tra i Comuni italiani i fondi destinati alla Rigenerazione urbana, mi sorgono perplessità e domande a iosa. Va detto subito che la cifra posta per il primo bando per la Rigenerazione assomma a 3 miliardi e 400 mila euro e che sono stati approvati 1.748 progetti presentati da 483 Comuni dei 7.904 che fanno l’Italia. Il bando prevedeva fino a 5 milioni per Comuni sotto i 50 mila abitanti, 10 milioni per quelli tra i 50 e 100 mila e 20 milioni per quelli oltre. Leggendo la tabella che riassume i contributi destinati per ognuna delle 20 Regioni, mi ha colpito, come uno schiaffo, la cifra destinata a questa nostra Regione.

Sarà che, come autonomo, il FVG sia stato visto ed interpretato anche nel senso che basti a se stesso e che si amministri e finanzi da sé, ma quel misero 1.528.000 che si becca il solo comune di Monfalcone, tra i 215 della Regione, per qualche restauro, fa cadere le braccia anche a Sansone tra i Filistei. Il fatto è che il FVG non è né Sansone né Ercole; a volte mi viene da vederlo piuttosto un Brancaleone alla ricerca di una qualche identità, persa già ai tempi della sua costituzione. Se la Valle d’Aosta ne guadagna quasi 11 milioni di euro per i suoi progetti, l’Alto Adige più di 18 ed il Veneto, per dire, si deve accontentare dei suoi 30, non piangono di certo la Campania coi suoi 486 milioni o la Sicilia (417) e nemmeno l’Emilia Romagna (235), la Lombardia (174) e la Sardegna (150).

Confesso che non so come interpretare questa sperequazione finanziaria. D’accordo, che il nostro Sud, che da una vita piange il morto, si prenda la metà dell’intero malloppo, la si può digerire, anche nella speranza che ne usufruisca in maniera più proficua e diretta di quanto la storia ci avverta, io mi augurerei una qualche giustizia distributiva meno bendata, perché un piano economico di questo tenore non è la Lotteria di capodanno. Mi chiedo come si sia arrivati a questi dati, e non so come spiegarmelo.

Dunque, si tratta di un bando pubblico cheprevedeva, entro determinati tempi, la presentazionedi precisi programmi e progetti di spesa per

una rigenerazione urbana dei Comuni richiedenti. L’iniziativa era, allora, affidata alle amministrazioni comunali? Se solo quello di Monfacone ha ottenuto qualcosina per uno specifico progetto, gli altri 124 comuni della Regione han dato forfait? Non credo, e se così fosse successo, è solo di essi la colpa per un concorso mancato?

Mi immagino l’entusiasmo di qualcuno dei nostri amministratori, che già nella banale quotidianità del tran tran hanno le loro inferocite gatte da pelare. Arrivare a Roma con un plico ben redatto, tale che miri a qualcosa di più del rifacimento del tetto del magazzino comunale non è da tutti, perché bisogna essere capaci di fare qualcosa di più e di meglio che redigere un curriculum vitae per trovare un lavoro. E mi domando, ancora, quale sia stata, se effettivamente ci sia stata, una mano disponibile ed esperta capace di dare spunti, assistenza e che sia in grado di valutare le esigenze prioritarie del territorio regionale. Ricordo con un certo rammarico il flop relativo a diversi bandi europei con i Programmi di cooperazione transnazionale Interreg Central Europe. Nei miei ricordi furono le nostre associazioni slovene a strappare qualche milioncino per realizzare il centro SMO di Špietar/San Pietro al Natisone, mentre la parte del leone andava a Regioni limitrofe, fino all’Emilia Romagna in solido con Maribor in Slovenia. Non so perché, ma in un certo modo mi sento un po’ umiliato da questa incapacità regionale di usufruire delle opportunità che vengono offerte.

Per un altro bando di Rigenerazione urbana sono in arrivo 300 milioni. I comuni sotto 15.000 abitanti possono associarsi per superare quel limite ed ottenere contributi fino a 5 milioni di euro. Hanno tempo fino al 31 marzo ’22. C’è qualche spiraglio di iniziativa nelle Valli? Per ottenere bisogna saper chiedere, presentare progetti concreti e credibili. A tal proposito mi viene in mente un vecchio aneddoto. Un poveraccio supplica insistentemente, da settimane, S. Gennaro di farlo vincere al totocalcio. Finalmente, un po’ seccato, il santo risponde: «Giocati almeno la schedina!».

Riccardo Ruttar

Deli članek / Condividi l’articolo

Facebook
WhatsApp