12 Giugno 2020 / 12. junij 2020

Dež na propad v Nediških dolinah
Pioggia sul degrado nelle Valli

A Ponte San Quirino/Pri Muostu

Il maltempo ha messo in ginocchio le Valli del Natisone.

«Siamo stati colpiti da precipitazioni fuori dalla norma – dichiara il sindaco di San Pietro al Natisone, Mariano Zufferli, da noi contattato per avere informazioni sulla situazione dopo le ingenti piogge che nella notte tra giovedì, 4, e venerdì, 5 giugno, sono cadute sulle nostre Valli –. È stato colpito in particolare il versante Matajur/Montemaggiore- Azzida». «La situazione è questa: abbiamo avuto danni di una certa importanza in località Clenia, zona kartodromo – su 100 m e oltre di sponda dell’Alberone sono state divelte le piante sull’argine, con distruzione di una parte dell’argine stesso –; un altro danneggiamento dell’argine si è avuto all’altezza di Tarpezzo; sempre a Tarpezzo si è evacuata una famiglia in via precauzionale, visto che si era creata una crepa sulla parete della casa dietro alla quale il terreno è molto ripido a rischio quindi di collassamento; un’altra segnalazione di potenziale pericolo ha riguardato un fabbricato a San Pietro, in zona Barda. Si è avuto poi il cedimento di una banchina stradale tra Vernassino e Puoje che preoccupa abbastanza, si hanno poi una decina di frane sparse qua e là sulle strade. Abbiamo circa una ventina tra segnalazioni e cedimenti; abbiamo avuto segnalazioni da parte di privati per allagamenti di cantine», ha raccontato Zufferli.

«Il maltempo ha causato dei danni in misura ingente soprattutto nella frazione di Cialla – ha dichiarato il sindaco di Prepotto, Mariaclara Forti –. Le notevoli precipitazioni hanno provocato danni su tutto il territorio, il sopralluogo dei tecnici ha rilevato situazioni critiche che hanno richiesto in parte un intervento immediato e in parte saranno soggette a opere programmate. I forti temporali hanno provocato la caduta di alberi, allagamenti di cantine, strade allagate con conseguente isolamento di alcune frazioni, manto stradale rovinato». «I danni sono gravi – ha aggiunto il sindaco Forti –: alcuni ponticelli sono stati divelti, in particolare è stato completamente portato via dalla forza dell’acqua il ponte che porta al maneggio Deganutti; in questo caso la criticità permane e addirittura si fa sempre più pressante perché ci sono trenta cavalli isolati e non esiste più il ponte per arrivare alla stalla». Le frane hanno creato danni nei vigneti, facendo cedere i filari. Ai danni al patrimonio pubblico si devono sommare, quindi, quelli ai privati.

Situazione emergenziale e danni ingenti emergono, quindi, dalle parole dei due sindaci sentiti. Viene da chiedersi, però, se si tratti solamente di un evento atmosferico straordinario oppure se una concausa sia anche una mala o una non gestione del territorio che ha radici nel passato. Sicuramente quando si parla della zona dell’Alberone e di allagamenti in prossimità del kartodromo, per esempio, non si può non considerare dove quest’ultimo sia stato costruito, ossia nell’area di espansione del torrente: se si ruba spazio al letto del corso d’acqua, questo troverà comunque dove potersi sfogare. La gestione del territorio richiederebbe una conoscenza dell’assetto idrogeologico e della collocazione delle varie sorgenti, numerose nelle nostre vallate: sicuramente non si può pensare di bloccare l’acqua senza prima o dopo pagarne lo scotto. Gli alvei dovrebbero essere mantenuti puliti.

Le precipitazioni, come detto dal sindaco Zufferli, sono state sicuramente da record per essere giugno e hanno interessato in modo particolare le Valli del Natisone in generale e specificamente il comune di San Pietro (fino a 270 mm di pioggia per mq). Non si è trattato, però, del primo evento simile: a giugno 1996 cadde un quantitativo d’acqua addirittura superiore con 465 mm a Pontebba. Su questo punto un parere discordante è stato espresso dai due sindaci. Mariano Zufferli lo ritiene un fatto straordinario, Maria Clara Forti, invece, ritiene sia necessario intervenire sulla gestione del territorio, al di là dell’emergenza: «Sicuramente non è la prima volta che si verifica un fenomeno di pioggia di questa portata, i danni ci sono sempre stati. Ci sono delle azioni da realizzare per la salvaguardia del territorio dagli allagamenti e a questa potrebbe contribuire il ripristino dei fossi ai lati sia delle strade comunali che di quelle vicinali e il controllo nonché la manutenzione di tutti i rii, sia di quelli comunali sia di quelli di portata regionale». «Infatti, nella parte di territorio in cui sono state eseguite recentemente delle opere idrogeologiche e di ripristino e pulizia dei canali e dei fossi, l’acqua è stata captata senza creare alcun danno », ha concluso il sindaco Forti.

Il sindaco di Drenchia, Francesco Romanut, ha, invece, lamentato la mancata manutenzione delle strade: «abbiamo avuto un solo edificio, di quelli vecchi, in cui è ceduta una parte di parete da mettere in sicurezza. Per quanto riguarda la gestione delle strade, i tombotti sono pieni e non vengono curati, non esiste segnaletica collocata in attesa di lavori di messa in sicurezza del manto stradale». (Veronica Galli)

Podrta drevesa, poškodovani mostovi in cestišče, poplavljene kleti in škoda na poljih. Med 4. in 5. junijem je neurje v Benečiji povzročalo kar nekaj težav. 

Župan Občine Špietar, Mariano Zufferli, nam je povedal, da je precej škode bilo na območju ob Matajurju in Ažli, nato še v Klenju, Tarpeču, v kraju Barda pri Špietru in med Barnasom in Puojem. Na občinskem območju so zabeležili še več plazov in poplavljenih kleti.

V občini Prapotno so pa največ škode zabeležili v območju ob Čelih, je izjavila županja Mariaclara Forti. Še posebej kritično je bilo stanje za hlev, ki zaradi podrtega mostiča ni bil več dostopen. Tam je osamelo 30 konjev.

Medtem ko je špietarski župan Zufferli prepričan, da je toliko škode odvisno od izrednega vremenskega stanja, je praponska županja Fortijeva prepričana, da bi bilo treba več vlagati v preventivne ukrepe na področju poplavne varnosti.

Z Občine Dreka župan Francesco Romanut pogreša boljše vzdrževanje tamkajšnjih cest, na primer redno čiščenje jaškov in odtočnih cevi.