L’annuncio quasi ufficiale che il Giro d’Italia 2022 arriverà nella sua penultima tappa (a cronometro) sul Lussari ha generato forti polemiche tra favorevoli e contrari all’evento e alla messa in sicurezza della strada forestale di accesso.
Va precisato che popolazione e istituzioni locali sono favorevoli alla cosa, dunque petizioni e proteste possono solo far aumentare il livello di vigilanza, affinché gli interventi e la manifestazione sportiva si svolgano a regola d’arte e con il minor impatto ambientale possibile. E non è poco.
Si pone, tuttavia, la domanda se il Giro serva al Lussari o se piuttosto il Lussari serva al Giro. A guardare i numeri, che negli anni ante Covidparlavano di oltre centomila pellegrini e turisti nella stagione estiva e altrettanti sciatori nella stagione invernale, non si può dire che il meraviglioso borgo mariano abbia bisogno del traino promozionale dato dalla competizione. È piuttosto il Giro, snobbato dai grandi del ciclismo, a registrare negli ultimi tempi un appannamento di immagine nei confronti non solo del «Tour de France», ma anche della «Vuelta a España». Non è un caso che il direttore della corsa rosa, al termine della tappa transfrontaliera dello scorso 27 maggio, abbia proposto alla controparte slovena un nuovo sconfinamento nella vicina Repubblica nel 2023, se vi fosse la partecipazione al Giro dei campioni sloveni Pogačar e Roglič, che sono ai vertici del ciclismo mondiale. Si può dire, allora, che è piuttosto la corsa alla ricerca di location inedite e spettacolari, come il Lussari, appunto.
Del resto la seconda corsa a tappe del mondo anche in Benecia, dove è passata nel 2016, nel2020 e nel 2022 (quest’anno anche con l’arrivo di tappa), ha suscitato grande entusiasmo (in verità calato dopo il primo transito), ma non ha sortito gli effetti miracolosi sul movimento turistico che qualcuno si attendeva.
Può essere, invece, un valore aggiunto per aree già turisticamente strutturate. Ne è un esempio proprio il Posočje (alta valle dell’Isonzo) dove il seppure veloce passaggio del Giro, grazie a un’intelligente organizzazione locale dell’evento, ha allungato di almeno una settimana la stagione turistica estiva. Probabimente sarà così anche per Lussari e Valcanale.









