Venticinque anni fa cadde il muro di Berlino. Il 9 novembre 1989 ha segnato la fine del socialismo reale in Europa e della guerra fredda.
Pesanti ripercussioni del comunismo si sono avute in Slavia, Resia e Valcanale. La loro collocazione al confine con un sistema ideologico, economico, sociale e militare antagonista le ha tenute al margine dello sviluppo. L’identità etnico-linguistica, tramite l’assioma sloveno-comunista, è stata presa a pretesto per proseguire le poltiche di assimilazione messe in atto dal fascismo.
La caduta del muro di Berlino generò grandi aspettative, anche perché in breve crollò pure la Jugoslavia e la Slovenia divenne indipendente. Ma a 25 anni distanza la situazione è addirittura peggiore, probabilmente perché il danno era già irreversibile. Muro, confine e slovenofobia si sono insinuati nelle menti in modo tale che si riscontrano anche nella generazione che nel 1989 non era ancora nata o era in fasce.
Non si può spiegare altrimenti il fatto che l’identità slovena, nonostante gli oggettivi vantaggi culturali ed economici che potrebbe dare, sia recepita negativamente. Al punto che viene dato credito a teorie linguistiche che non portano da alcuna parte.Infatti, sostenere che i dialetti locali non sono sloveni, non è solo andare contro la scienza, ma significa privarli di possibilità di tutela. In Italia, ci sono voluti oltre 50 anni per giungere al riconoscimento di 12 minoranze linguistiche. Vindiš, rozajansko, po našin, nediško… non figurano nell’elenco ed è del tutto velleitario pensare che il legislatore possa aggiungerle.
Tra l’altro, va sgomberato un altro equivoco sul quale gli slovenofobi ci marciano. La Costituzione e le leggi italiane non fanno distinzione: tutte e 12 sono semplicemente «minoranze linguistiche». Chi le mette in contrapposizione con quelle «nazionali» lo fa solo per intorbidire le acque e perpetuare la confusione nelle menti più sprovvedute.
Il fine è chiaro: completare l’assimilazione. 1866: questi slavi dobbiamo eliminarli. 2014: questi slavi li abbiamo eliminati!
Il muro di Berlino non è caduto_Pri nas berlinski zid ni padel
Venticinque anni fa cadde il muro di Berlino. Il 9 novembre 1989 ha segnato la fine del socialismo reale in Europa e della guerra fredda.
Pesanti ripercussioni del comunismo si sono avute in Slavia, Resia e Valcanale. La loro collocazione al confine con un sistema ideologico, economico, sociale e militare antagonista le ha tenute al margine dello sviluppo. L’identità etnico-linguistica, tramite l’assioma sloveno-comunista, è stata presa a pretesto per proseguire le poltiche di assimilazione messe in atto dal fascismo.
La caduta del muro di Berlino generò grandi aspettative, anche perché in breve crollò pure la Jugoslavia e la Slovenia divenne indipendente. Ma a 25 anni distanza la situazione è addirittura peggiore, probabilmente perché il danno era già irreversibile. Muro, confine e slovenofobia si sono insinuati nelle menti in modo tale che si riscontrano anche nella generazione che nel 1989 non era ancora nata o era in fasce.
Non si può spiegare altrimenti il fatto che l’identità slovena, nonostante gli oggettivi vantaggi culturali ed economici che potrebbe dare, sia recepita negativamente. Al punto che viene dato credito a teorie linguistiche che non portano da alcuna parte.Infatti, sostenere che i dialetti locali non sono sloveni, non è solo andare contro la scienza, ma significa privarli di possibilità di tutela. In Italia, ci sono voluti oltre 50 anni per giungere al riconoscimento di 12 minoranze linguistiche. Vindiš, rozajansko, po našin, nediško… non figurano nell’elenco ed è del tutto velleitario pensare che il legislatore possa aggiungerle.
Tra l’altro, va sgomberato un altro equivoco sul quale gli slovenofobi ci marciano. La Costituzione e le leggi italiane non fanno distinzione: tutte e 12 sono semplicemente «minoranze linguistiche». Chi le mette in contrapposizione con quelle «nazionali» lo fa solo per intorbidire le acque e perpetuare la confusione nelle menti più sprovvedute.
Il fine è chiaro: completare l’assimilazione. 1866: questi slavi dobbiamo eliminarli. 2014: questi slavi li abbiamo eliminati!
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