«Via i commissari. Le Comunità tornino nelle mani dei cittadini»

 
 
Il disegno di legge della Giunta regionale che abolisce le Comunità montane e istituisce le Unioni dei comuni montani è arenato in Consiglio regionale. Perciò diventa sempre più ingiustificato il commisariamento degli enti sovracomunali. Sarebbe dovuto durare alcuni mesi, invece ha tagliato il traguardo dei due anni. Pdl e Lega Nord non riescono a trovare l'accordo. Così il gruppo del Pd, in sede di variazioni di bilancio, ha chiesto di votare la fine del commissariamento, restituendo alle amministrazioni locali il governo del territorio.
«A causa delle liti all'interno alla maggioranza di centrodestra, da oltre 24 mesi la montagna è stata espropriata del diritto alla gestione del suo territorio e da parte di persone del luogo elette dalla popolazione. Questa non è democrazia», taglia corto Franco Iacop, consigliere regionale del Pd e già assessore alle Autonomie locali nella giunta Illy.
Consigliere, perché si è giunti a questa situazione?
«C'è un irresponsabile braccio di ferro tra Pdl e Lega. Le conseguenze le paga la gente della montagna. Il Carroccio, come recentemente ribadito dal suo segretario, Pietro Fontanini, vuole che le competenze e le risorse delle Comunità montane finiscano alla Provincia. Cioè che sia la lontana Udine a decidere le sorti di Carnia, Tarvisiano, valli del Torre e del Natisone. Noi siamo, invece, perché restino gli enti sovracomunali montani rafforzati da poteri e risorse e si abolisca la Provincia, che è un ente inutile e costoso».
I sindaci della montagna hanno detto sì alle Unioni dei comuni…
«La maggioranza di centrodestra ha sconfessato il presidente della Regione, Renzo Tondo, e i suoi impegni già in commissione, votando l'articolo 1 del ddl ed eliminando il comma 3 che prevedeva che la legge attuasse l'intesa tra la Regione e la Conferenza dei sindaci. Proprio Tondo aveva preso l'impegno, nell’assemblea dei primi cittadini della montagna, che la legge di riforma delle comunità montane sarebbe stata la realizzazione dell'intesa presa tra la Giunta e la Conferenza dei sindaci».
L'intesa tra i sindaci e Tondo risale già allo scorso dicembre…
«E invece continua il commissariamento che, avviato come una misura straordinaria di pochi mesi, dura ormai da due anni. La maggioranza di centrodestra sta mettendo in scena un ridicolo balletto».
Intanto le popolazioni montane non trovano risposte ai loro problemi…
«Anche i sindaci della montagna si sono stancati di aspettare inutilmente la legge promessa dal centrodestra. Sono stufi di questa situazione intrisa di incertezze anche gli stessi commissari delle Comunità montane, al punto che qualcuno di loro ha deciso di dimettersi».
È il caso di quello del Torre, Natisone e Collio, Tiziano Tirelli. Ma le dimissioni sono state congelate. Si può uscire da questo stallo?
«Come Partito democratico ribadiamo la nostra disponibilità a condividere una soluzione che dia immediate risposte alle esigenze dalla montagna della nostra regione. Noi abbiamo da tempo esplicitato le nostre proposte per le politiche di gestione del territorio montano che restituiscono alle comunità locali la possibilità di programmare il loro futuro».
La vostra mano tesa ha però una condizione…
«Chiediamo che si chiuda, da subito, l'infausta stagione dei commissariamenti e si ridia voce ai cittadini e agli amministratori locali».
In che modo?
«Si potrebbero ripristinare gli organismi delle Comunità montane. Ma credo sarebbe più facile che la fase di transizione venisse gestita da un organismo snello, magari da un commissario scelto dai sindaci e da loro controllato».

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