L’investitore, la società “Ponente Green Power”, non ha presentato la valutazione di impatto ambientale

Tutto si gioca sul filo del rasoio, nell’intreccio di complesse normative ambientali, tempi burocratici e tecnici di iter autorizzativi, ma per il progetto delle pale eoliche sul monte Craguenza, a cavallo tra i comuni di Pulfero e Torreano, si avvicina il “giorno del giudizio” e molti elementi propendono per uno stop definitivo.
Ma prima di fare delle speculazioni su come potrebbe andare a finire, vediamo i fatti. Ad oltre 6 mesi dall’esito negativo della Valutazione di incidenza ambientale (VinCa), il progetto Pulfar, che prevede la realizzazione di 4 gigantesche pale eoliche alte 200 metri con una potenza teorica di 28,3 Mw e dotato di un impianto di accumulo nella zona industriale di Cividale (per immagazzinare l’energia) di 20 Mw, sembra apparentemente segnare il passo. La società Ponente Green Power, che sul piatto metterebbe un investimento di circa 65 milioni di euro, non ha ancora avviato infatti la procedura di Via (Valutazione d’impatto ambientale) prescritta dalla Regione per proseguire l’iter di approvazione con gli ulteriori approfondimenti richiesti. E, secondo diversi abitanti di quel versante del Comune di Pulfero, in questi mesi sulla Craguenza non si sono visti tecnici a fare approfondimenti sulla ventosità e sugli aspetti geologici e avifaunistici.
Di per sé, ciò non significa nulla, dal momento che la società ha 5 anni di tempo per avviare la Via senza dover iniziare daccapo tutto il procedimento. E gli stessi proponenti smentiscono una rinuncia al progetto e spiegano che lo Studio di impatto ambientale è in corso ed è necessario almeno un anno per concluderlo. Se ne parlerà quindi non prima dell’autunno prossimo. Un altro fatto, però, è l’importante svolta che dovrebbe arrivare all’inizio dell’estate, quando si prevede che la Regione approvi l’istituzione del nuovo biotopo naturale della Craguenza richiesto d’intesa tra i comuni di Torreano e di Pulfero. Parallelamente è partito anche l’iter per la costituzione di un biotopo nella zona comprendente il Monte Joanaz e le Bocchette di S. Antonio, promosso in questo caso dai comuni di Faedis e Torreano che hanno addirittura previsto il ritorno dei prati stabili naturali all’estensione che avevano all’inizio degli anni ’50. Entrambi i progetti sono stati elaborati dal prof. Francesco Boscutti, docente associato di Botanica ambientale e applicata all’Università di Udine, e sono attualmente all’esame dell’apposito Comitato tecnico scientifico della Regione. Con l’istituzione del biotopo della Craguenza, la strada dovrebbe essere definitivamente sbarrata per le pale eoliche, senza neanche entrare nel merito del progetto, poiché la legge regionale 2/2025 definisce non idonee ai parchi eolici le aree su cui insistono biotopi naturali e la normativa regionale ambientale non consente nessun tipo di nuova edificazione nelle aree riconosciute come biotopo.
Ammesso che la procedura di istituzione del biotopo proceda senza intoppi, entra però in campo un quesito legale e procedurale. I proponenti del progetto Pulfar potrebbero opporre il fatto che la procedura di incidenza ambientale per le pale eoliche sia iniziata prima dell’istituzione del biotopo? Non siamo in grado di dare una risposta definitiva e autentica, perché il Servizio valutazioni ambientali della Regione, interpellato dal Dom, si è trincerato dietro il più assoluto riserbo, dovendo attenersi alla massima imparzialità, ma secondo i pareri che abbiamo raccolto in ambienti tecnici del settore e dalla giurisprudenza, si evince che non deve esistere nessun impedimento nel momento finale del rilascio dell’esito della procedura di Valutazione di impatto ambientale. Secondo alcuni, addirittura, lo stop avverrebbe anche dopo il parere positivo alla Via se non fossero ancora stati rilasciati i titoli edilizi per la costruzione dell’opera. Pertanto l’istituzione del biotopo prima della conclusione della procedura di Via, anche se quest’ultima iniziasse prima dell’istituzione del biotopo, sbarrerebbe la strada in modo definitivo alle pale eoliche.
I proponenti ostentano però sicurezza riguardo agli strumenti normativi e legali a loro disposizione, limitandosi a dire che valuteranno il biotopo «per come la normativa richiede» e lamentando il fatto che questa sia «un’iniziativa messa in atto per ostacolare il progetto». In caso di controversie, trattandosi dell’impugnazione di un atto amministrativo come la Via, l’ultima parola passerebbe al Tar e al Consiglio di Stato.
Roberto Pensa
Besedilo obravnava projekt vetrnih elektrarn imenovan “Pulfar”, ki predvideva postavitev štirih 200 metrov visokih vetrnic na gori Kraguojnca, med občinama Podbuoniesca in Tovorjana, ter sistem shranjevanja energije v industrijski coni v Čedadu. Projekt, vreden okoli 65 milijonov evrov, se je začel soočati, pred več kot pol leta, z resnim težavam, saj je prejel negativni rezultat v postopku presoje sprejemljivosti vplivov izvedbe plana (VinCa), podjetje “Ponente Green Power” pa še ni začelo ključnega postopka “Via”, ki je potreben za nadaljevanje odobritve.
Vmes so lokalne oblasti sprožile pobudo za ustanovitev naravnega biotopa na območju Kraguojnce, o kateri naj bi odločali ob začetku poletja. Ta poteza bi, po novi regionalni zakonodaji, dejansko preprečila katerokoli gradnjo vetrnih elektrarn, saj so takšna območja strogo zaščitena. Podobne pobude za zaščito narave potekajo tudi na bližnjih območjih, kar kaže na širšo strategijo omejevanja posegov v okolje.
Po mnenju strokovnjakov bi lahko ustanovitev biotopa dokončno ustavila projekt, tudi če so postopki za dovoljenja že v teku. Investitorji pravijo, da projekta niso opustili in še vedno pripravljajo potrebne okoljske študije, obenem pa menijo, da se biotop uvaja z namenom, da bi ustavili njihov projekt. Če bi prišlo do nesoglasij, bi o končni odločitvi odločal upravno sodišče. Po eni strani sta razvidna konflikt med energetskim projektom po drugi pa prizadevanjie za zaščito okolja.
Prevod in povzetek: D. D.









