16 Ottobre 2020 / 16. oktober 2020

V Brezjah po Nebeški poti
A Montemaggiore sul Cammino celeste

Montemaggiore/Brezje

A causa della pandemia di Covid-19, quest’anno pellegrini e camminatori lungo il Cammino celeste sono stati di meno, ma il flusso non si è fermato. Ricordiamo che il percorso, all’insegna di fede, natura e cultura è nato nel 2006 dall’iniziativa di un gruppo di fedeli di Friuli-Venezia Giulia, Slovenia e Carinzia.

I suoi itinerari riuniscono pellegrini di diversa etnia e cittadinanza proprio a Lussari/Svete Višarje, dove già da secoli le genti di lingua slovena, tedesca, friulana e italiana si rivolgono a Maria. Il Cammino celeste si compone di tre percorsi: italiano con partenza a Aquileia, sloveno, con partenza da Brezje, e austriaco, con partenza da Maria Saal.

Passando per la provincia di Udine, il Cammino italiano tocca tutte le zone in cui sono ancora parlati i locali dialetti sloveni. Tra queste anche la Val Cornappo, arrivando a Montemaggiore/Brezje da Masarolis/ Mažeruola.

Qui turisti e pellegrini possono trovare un letto su cui dormire e un posto dove rifocillarsi al Bed and breakfast Casa Svetlana, oppure al locale centro sociale comunale, al momento seguito da Anita Tomasino. La struttura una volta rientrava nell’ambito dell’offerta turistica del consorzio Dolce Nordest. Conta alcune camere singole e matrimoniali, un soppalco in cui dormire in molti, una cucina e servizi igienici.

Il Centro sociale comunale/Občinski družbeni center

Anita, che ha 71 anni e da qualche tempo ha fatto ritorno a Montemaggiore insieme al marito dopo un periodo di lontananza per lavoro, spiega: «Ora la struttura è rivolta sia ai camminatori del Cammino celeste, sia a quelli lungo la Via alpina e gli altri percorsi presenti sul territorio, come il Cammino mariano ». La struttura, che è di proprietà del Comune, è stata data in gestione al Consorzio boschivo di Montemaggiore, presieduto da Armando Noacco. Anita, che in municipio a Taipana è anche consigliera comunale, in seno all’amministrazione guidata da Alan Cecutti, spiega: «Il sindaco giovane ha capito le necessità della frazione e mi ha incoraggiato a seguire il decollo della struttura. L’anno scorso l’ho seguita per il primo anno. Il coronavirus ancora non imperversava ed è andata molto bene. Mi sono interfacciata con Aurelio Pantanali, che segue il Cammino celeste, e lui mi ha inserito come referente per la struttura del centro sociale comunale sul sito camminoceleste.eu, nonché portato le credenziali e tutto il necessario. Pellegrini e turisti possono fermarsi qui lasciando un’offerta libera ».

Fino all’anno scorso Anita agiva in proficua sinergia con Ivano Carloni, che l’anno scorso seguiva il punto d’arrivo della tappa successiva, al Rifugio ANA sul Gran Monte sopra Monteaperta/Viškorša, in località Špik.

«Ivano ed io ci sentivano per scambiarci informazioni sul numero e sugli orari di partenza e arrivo dei pellegrini, anche per organizzarci al meglio. La coordinazione l’anno scorso ha funzionato molto bene; purtroppo quest’anno il rifugio è rimasto chiuso, col bivacco però attivo ».

La scorsa estate, sempre in considerazione della pandemia di nuovo coronavirus, c’era molta indecisione circa l’aprire o meno la struttura, ma le telefonate di interessati a soggiornarvi non si fermavano. «Il presidente del Consorzio boschivo di Montemaggiore, Armando Noacco, si è molto attivato in questo senso e, assieme a Aurelio Pantanali, negli ultimi giorni di luglio siamo riusciti a riaprire la stuttura». Sono sempre garantiti distanziamento e sanificazione, con la massima sicurezza. «Anche se i diversi gruppi fanno passaparola tra loro, quest’anno il flusso – nota Anita – è stato minore, sia per il coronavirus, sia per il fatto che il rifugio sul Gran Monte è rimasto chiuso, col solo bivacco attivo».

Tra questa e la prossima stagione, probabilmente intercorrerà un bando per la futura gestione.

«Se come Consorzio boschivo di Montemaggiore – che peraltro, di recente, ha ricevuto un finanziamento di centomila euro per sistemare la sesta tappa del percorso del Cammino celeste – avremo le carte in regola per averla, spero che potremo individuare chi la gestirà. Ne sono ancora referente fino a novembre. Per gestirla, comunque, è necessario farlo da qui. I pellegrini, infatti, possono arrivare in qualunque orario».

La struttura, in ogni caso, è di tutti «e soprattutto dei montemaggiorini », ci tiene a precisare Anita. Un tempo, infatti, ospitava la scuola della frazione taipanese, che ora conta una decina di abitanti. «Qui ho frequentato le scuole elementari, assieme ai miei compagni. Io qui ho le radici. Il mio interesse è in favore del territorio, non personale, anche se i feedback ricevuto dai pellegrini per la gestione della struttura da me e dal presidente del Consorzio sono veramente molto positivi».

Occuparsi del Cammino celeste lascia molte emozioni a livello umano, nota infine Anita. «I pellegrini, ognuno con la propria motivazione, arrivano alla quinta tappa, quella di Montemaggiore, con la prospettiva d’iniziare la parte in montagna e spesso vanno motivati, anche solo con una parola. Quando arrivano a Lussari molti di loro mi mandano la foto per mostrarmi che sono arrivati. Allora sono proprio contenta, è qualcosa che non si può spiegare. Ognuno di loro mi lascia un pezzettino del loro cuore». E non per niente molto a riguardo lasciano intendere i pensieri lasciati dai pellegrini sul diario della struttura. (Luciano Lister)