Un prezioso gesto di fede calato nella realtà della comunità

 
 
Un dipinto impreziosisce il pronao della chiesa di Cornappo, un edificio realizzato in sostituzione di quello distrutto dal sisma del 1976 e consacrato dall’arcivescovo Pietro Brollo il 4 luglio dello scorso anno.
L’opera, di pregevole contenuto artistico, è stata realizzata da Luigino Moderiano, di Platischis, ormai avviato a vestire l’abito e la fama di pittore delle chiese del Gran Monte. Dopo il Battesimo di Giovanni nella parrocchiale del paese d’origine, sua è anche la splendida Annunciazione a Maria, realizzata nel 2007, nella chiesa di Brezje/Montemaggiore. Ma dopo Karnahta/Cornappo, i suoi pennelli potrebbero approdare prossimamente anche a Prosnid/Prossenicco per la realizzazione della pala d’altare, in sostituzione di quella strappata dal terremoto.
Va detto che il dipinto di Cornappo è stato commissionato da una persona del paese che intende mantenere l’anonimato, ma che sa esprime un attaccamento viscerale ad un luogo di culto che la comunità aveva a lungo sognato e che torna ad essere cuore e punto di riferimento di un paese dove è tuttora sentito l’attaccamento ai valori fondamentali come patrimonio irrinunciabile.
Lo stile pittorico di Moderiano è sicuramente coinvolgente, soprattutto perché non manca di inserire le rappresentazioni religiose nella geografia del luogo. L’Annunciazione di Brezje risulta ambientata nella cornice della Slavia friulana, avendo per fondale il Gran Monte, il Canin, il Krn e il Matajur. La raffigurazione di Cornappo aggrega, inserendole alle pendici del Gran Monte, le 5 chiese consorelle: Santissima di Monteaperta, Taipana, Montemaggiore, Platischis e Prossenicco.
Poiché il soggetto da realizzare doveva tenere conto della vetrata circolare della facciata della chiesa, Moderiano, seguendo anche il suggerimento di persone del luogo, ha ritenuto di poter usufruire del rosone come raffigurazione di una grande ostia sulla quale sta per scendere la fiamma dello Spirito Santo, con due angeli in adorazione. E tutt’intorno, come detto, le cinque chiese consorelle, la cresta del Gran Monte e due delle tante cascate d’acqua del territorio.
Non, quindi, una delle tante raffigurazioni anonime, ma un gesto di fede calato nella realtà della comunità che ne beneficerà. Sicuramente il dipinto di Luigino Moderiano, proprio grazie alla trasposizione geografica, conferisce stile e un tocco di grazia a un edificio di culto attorno al quale una comunità ancora si riconosce. Per l’artista, invece, un’ulteriore dimostrazione di attaccamento alla sua terra, un amore che mai si spense anche durante i lunghi anni di emigrazione nella capitale lombarda. Dai suoi pennelli e dalle linee celestiali dei soggetti che ritrae rimbalza quella spiccata sensibilità che porta l’artista anche a fissare su tela i magici ricordi degli aspetti rurali e bucolici della sua infanzia.
Intanto, per la gente del paese, il dipinto di Cornappo vorrebbe essere una sorta di campanello per sollecitare l’amministrazione comunale a dare finalmente avvio ai lavori di urbanizzazione della piazza, opere che interessano direttamente la chiesa, perché non soltanto un bel dipinto, ma anche il decoro esterno conferisce dignità a un luogo di culto.

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