
«Platischis dal passato al futuro»: si intitola così l’interessante progetto multimediale di Andrea Marmai e Ivano Sebastianutti, prodotto con il contributo della locale Pro Loco, che ha visto la sua «premiere » giovedì 21 agosto nell’ambito di «Platischis in festa», la sagra agostana che costituisce un punto d’incontro tra residenti, emigrati e titolari di seconde case che qui passano l’estate, amici ed estimatori di questa piccola comunità.
È stato presentato, con una riflessione di Michele Obit, direttore del settimanale Novi Matajur, su confine, memoria e identità il primo di una serie di tre docufilm che attraverso una serie di testimonianze vogliono creare una sorta di ponte ideale tra il passato, il presente e il futuro del piccolo, ma vivace paese della Slavia Friulana.
La prima opera, intitolata «…Perché io sono Platischis. Nelle voci i ricordi di un tempo» è rivolta al passato e alla memoria, non intesa come nostalgia, ma come consapevolezza di sé e delle radici slovene della propria comunità, non a caso strettamente legata per fede, lingua, cultura e tradizioni a quella del Breginjski kot sul versante sloveno del confine.
Si è voluto far riemergere i grandi valori di solidarietà, umanità e cultura che caratterizzavano il paese prima della grande emigrazione degli anni ‘50 e del gelo demografico del Novecento, che hanno portato la popolazione residente a scendere da 700 ai 24 abitanti odierni.
Il secondo docufilm sarà dedicato al presente, animato da una manciata di giovani intraprendenti che sta cercando di rilanciare l’economia locale con una sinergia tra agricoltura e turismo attraverso una rete di microimprese.
Infine, il terzo docufilm sarà dedicato al futuro, in particolare agli alunni delle scuole, per proiettare le radici del paese in un domani possibile di rinascita.

«I racconti degli emigranti che tornano ogni agosto a Platischis, talvolta accompagnati da figli e nipoti, dopo aver trovato il benessere in tutto il mondo, descrivono una realtà molto interessante e che ora non c’è più. Per alcuni aspetti è anche una fortuna, vista la povertà (che non si trasformava però mai in miseria morale…) che caratterizzava i tempi – evidenzia il sindacalista Roberto Muradore, già segretario provinciale della Cisl di Udine, che ha comprato a Platischis una seconda casa innamorandosi dei luoghi e ha scoperto solo dopo la bellezza dell’ambiente umano che li caratterizza –. Per altri versi queste storie ci parlano di umanità, di sensibilità e in particolare di una virtù che si sta perdendo, la solidarietà».
Il docufilm di Marmai e Sebastianutti non è un’opera scientifica di ricostruzione storica: presenta memorie individuali che si fanno memoria collettiva. «Ma la nostra identità di oggi è fatta di memorie significative che danno valore anche al futuro» eviden-zia Muradore che, colpito dai racconti degli emigrati sul paese di un tempo, ne ha parlato con gli autori Marmai e Sebastianutti, documentaristi affermati con cui aveva già collaborato per un docufilm di grande successo dedicato alla Safau, la grande manifattura siderurgica che ha segnato per decenni la vita economica e sociale di Udine. Per concludere il docufilm, hanno passato la loro estate tra queste montagne.
«Platischis in festa» è stata anche caratterizzata il 22 agosto da un momento sociale denominato “Sentieri di speranza”, in cui i giovani hanno riflettuto sulla violenza di genere con l’ausilio delle operatrici dell’associazione Sos Rosa,conclusosi con la posa di una panchina rossa a testimonianza dell’impegno contro la violenza sulle donne, e la piantumazione di un tiglio, albero sacro per gli sloveni, simbolo di vita comunitaria, giustizia e saggezza. Domenica, 24 agosto, il vicario generale uscente dell’Arcidiocesi di Udine, mons. Guido Genero, ha benedetto i lavori di restauro del korito, ovvero la storica fontana del paese che compie 150 anni e che per l’occasione, come accadde 50 anni fa nel giorno del centenario, ha dispensato non acqua, ma vino. (Roberto Pensa)








