Sul Kolovrat è possibile sviluppare il turismo invernale

 
 
Presso il rifugio Solarje (Drenchia) si è svolto di recente un importante incontro per verificare preliminarmente eventuali possibilità di sviluppo di iniziative invernali sul Kolovrat, la montagna carica di storia posta tra le Valli del Natisone e quella dell’Isonzo.
All’incontro, organizzato dai titolari del rifugio Solarie, Flavio Milinz ed Eleonora Cicigoi, e dal titolare del complesso turistico Nebesa di Livek, Bojan Roš, hanno partecipato il sindaco di Kobarid, Robert Kavčič, il sindaco di Tolmin, Uroš Brežan, il prefetto di Tolmin, Zdravko Likar, il rappresentante di Volče, Metod Fon, ed i consiglieri comunali di Drenchia, Antonio Cicigoi (delegato dal sindaco impegnato in una riunione sul riordino degli enti locali) e Coren Michele.
Gli operatori turistici hanno illustrato le potenzialità della dorsale del Kolovrat sia per passeggiate invernali sulla neve che per lo sci di fondo in considerazione della favorevole conformazione del luogo nonché della accessibilità.
È stata sottolineata la necessità di ampliare l’offerta turistica anche per il periodo invernale con iniziative di basso impatto ambientale e nel rispetto di quella montagna che, com’è noto, è interessata dalla presenza di siti della 1» guerra mondiale.
È stata presentata anche nei dettagli l’idea progetto che è frutto di una lunga collaborazione tra gli operatori turistici interessati, collaborazione peraltro già in corso per quanto riguarda la manutenzione dei percorsi ed alla quale si aggiungono le iniziative della Fondazione Poti miru sui siti della prima guerra mondiale.
Gli amministratori comunali presenti hanno espresso grande interessamento per l’iniziativa proposta assicurando concreta collaborazione a partire dalla stesura di un primo documento d’intenti che potrebbe essere sottoscritto prossimamente tra le amministrazioni comunali di Drenchia, Kobarid e Tolmin.
La lodevole iniziativa dimostra che anche con piccoli progetti si può avviare una seria collaborazione con probabili ottimi risultati in quanto proposta direttamente dagli imprenditori e che può essere propedeutica a ulteriori future iniziative comuni nell’interesse della popolazione delle Valli del Natisone e dell’Alto Isonzo.

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