
Tra le varie proposte che hanno caratterizzato il ricco calendario della manifestazione Dobrodošli doma 2025, che si è svolta sabato 21 e domenica 22 giugno a Nova Gorica, c’è stata anche la presenza degli arrotini della Val Resia, che hanno presentato la loro attività artigianale e il loro museo nello stand condiviso con Dmo Turismo Benečija (operativo nell’ambito dell’Istituto per la cultura slovena-Isk). Quest’ultimo ha, invece, promosso le peculiarità in ambito turistico dell’intero territorio da Prepotto/Prapotno a Resia/Rezija.
Dedicato alle comunità slovene nel mondo, l’evento ha visto la partecipazione di numerose realtà culturali e associative provenienti da diversi stati. Nel corso delle due giornate, lo stand congiunto ha riscosso notevole interesse da parte del pubblico, offrendo materiale informativo sulle attrattività turistiche di tutta la Benečija e in particolare della Val Resia. I visitatori hanno potuto scoprire da vicino un mestiere antico e affascinante, che continua a vivere grazie all’impegno costante dell’Associazione degli arrotini di Resia (C.A.M.A) e del loro museo.
La mattina di domenica 22 nel cimitero di Ročinj in comune di Kanal ob Soči si è svolta, tra l’altro, l’annuale cerimonia commemorativa in ricordo dell’arrotino resiano Domenico Usbe Arnëj, che fu lì sepolto nel 1957. Della delegazione resiana hanno fatto parte una rappresentanza dell’Associazione arrotini della Val Resia con la sua presidente, Lucia Di Lenardo, il presidente del Circolo culturale resiano Rozajanski dum, Sandro Quaglia, il presidente della Slovenska svetovna konferenca, Dejan Valentinčič e i rappresentanti dell’associazione TRD Globočak di Kambreško.
Da anni quest’ultima è promotrice del ricordo dell’arrotino resiano, che pur non nato a Kambreško, si era ben inserito nella comunità locale. Durante la cerimonia, dove sono state recitate alcune preghiere anche in resiano, è stato deposto un omaggio floreale. Per gli arrotini resiani la partecipazione a Dobrodošli doma 2025 ha rappresentato un’importante occasione di visibilità, valorizzazione delle tradizioni artigianali e scambio culturale, confermando il valore della memoria storica e della collaborazione transfrontaliera. (Sandro Quaglia)
W saböto 21 ano w nadëjo 22 dni jünja ti rozajonski brusarji ni so bili poklïcani tu-w Növi Orïci za pokazet, da kako so brüsi. Ni so mëli pa den lipi stont za prodajet nožïće ano skarje.
Nur naa tïmpa brusarjë ni so odïli dëlet pa tu-w Sloveniji ano šćalë nešnji din tï bojë pirlitni ni se spomenjajo, ko ni so prajali ziz bičiklete. To bilo lëpo vïdët, kaliko interëša jë ščë za isaa mištirja, ki an jë wriden šćalë nešnji din. Pa ći ti mlodi ni na ćejo već dëlet isaa mištirja ano isë to jë na valïka šköda za wso Rezijo, za tö ki šćë kaki lëto nišći na bo znel več brüsët.








