Quando la creatività nasce dalle radici

 
 
Sabato 3 luglio prende il via la XVII edizione della Stazione di Toplò-Postaja Topolove, che si protrarrà fino a domenica 18 luglio mettendo in scena nei suggestivi angoli del paese un ricco programma. La manifestazione è, di anno in anno, frutto dell’ampia «partecipazione di persone, di diversa provenienza, per le quali la Stazione rappresenta un laboratorio, dove, attraverso l’interazione, la collaborazione e la conoscenza, scoprono di avere sensibilità comuni». È questa la caratteristica fondamentale che contraddistingue la Postaja, come ci ha sottolineato Donatella Ruttar, coordinatrice della manifestazione con Moreno Miorelli, alla quale abbiamo chiesto di parlarci della kermesse.
Il tema della memoria, della testimonianza per non dimenticare, occupa un posto importante nel programma della Postaja.
Mi riferisco, tra gli altri appuntamenti, all’incontro con lo scrittore sloveno di Trieste, Boris Pahor, alla proiezione del film «Trenutek reke — Il tempo del fiume», alla presentazione del libro «Guziranje». Ci parli di questa sezione?
«Il tema della memoria è sempre presente alla Postaja, perché sappiamo che si possono “dare ali” e cioè si può creare solo quando si hanno radici. Il rapporto con la memoria è quindi importante e in questo contesto si inserisce la partecipazione di Boris Pahor alla Postaja, con il quale è previsto un incontro con il pubblico, e che la Stazione omaggerà con una composizione in prima assoluta “V niču in v nebu”, scritta dal compositore sloveno Dario Savron. Dalla volontà di recuperare la memoria, ma anche di apertura ad un’ulteriore fase di ricerca sul fenomeno dei venditori ambulanti nelle Valli del Natisone, nasce la pubblicazione “Guziranje”, curata da me e da Alba Zanini. La proiezione del film-documentario “Trenutek reke” di Anja Medved e di Nadja Velušček segue il percorso che l’Isonzo compie dalla sorgente alla foce, un fiume famoso anche per le battaglie sanguinose di cui è stato teatro nel corso della Prima guerra mondiale. Alla proiezione del film seguirà un dibattito sull’acqua, tema legato anche ad altri tra i progetti importanti in programma alla Postaja».
Quali sono questi progetti?
«Si tratta di progetti che si inseriscono in una sezione nuova denominata “odprti vrt”, attraverso la quale si vuole sottolineare la loro dimensione pubblica, di condivisione e in divenire. Quest’anno inaugureremo a Topolò un progetto nuovo, il “Water Institute — for the Love of Water”, curato dall’artista tedesco-olandese, di spessore internazionale, Ulay. Un altro progetto importante, ideato dal grande illustratore milanese Guido Scarabottolo, è la Pinacoteca universale di Topolò, che prevede la collezione di disegni, creati dai visitatori su un’opera dell’arte mondiale. Della sezione “odprti vrt” fanno parte anche i cantieri che da anni teniamo aperti, tra gli altri: il laboratorio “Shadowplay/Shattenspiel”, di Stefania Amisano sulla musica contemporanea; il concerto di Emil Kristof con i ragazzi del cantiere di percussioni; il cantiere diretto da Aleksander Balanescu musicista importante proveniente da Londra; il consueto grosso progetto della Topolovska minimalna orkestra, che raccoglie i musicisti presenti a Topolò e che l’ultimo giorno si esibirà in una prima assoluta dal titolo “Ensemble”».
Da ultimo il tema del confine accomuna molte proposte in calendario alla Postaja…
«Il confine è uno dei temi prevalenti che in questi anni, a Topolò, ha stimolato la creatività di tanti artisti e che caratterizza anche le varie passeggiate in calendario. Un tema che si può declinare in tantissime forme, non solo nell’accezione politica del termine, ma anche come modo creativo di vivere l’arte, nel senso più ampio possibile. Dopo la caduta del confine oggi possiamo vedere con più evidenza gli effetti materiali che esso ha prodotto sul territorio: l’abbandono sul piano fisico, antropologico ed umano, lo spopolamento. Temi questi presenti nella pubblicazione, che verrà presentata alla Postaja, tradotta dall’originale in lingua tedesca, “Le ultime Valli, camminate di confine tra Friuli e Slovenia”, curata da Forum editrice ed Unikum».
Una prima parte del programma della Stazione è riportato a pagina 16, il resto lo pubblicheremo nel prossimo numero.

Deli članek / Condividi l’articolo

Facebook
WhatsApp