«È, questo, un progetto importante ed innovativo. Innovativo perché impostato su elementi nuovi di collaborazione, di coesione, di intesa tra due comunità minoritarie che ha anche un’importante valenza economica. Va ribadito in questo contesto — ha aggiunto — che queste comunità sono tutelate da trattati internazionali e che come tali cercano una propria strada proprio su questo più ampio ambito europeo, secondo lo spirito e le finalità che l’Unione Europea si era proposta quando elaborava i progetti Interreg». In queste parole è condensato l’intervento che il presidente della Confederazione delle organizzazioni slovene — Sso, Drago Štoka, ha fatto alla presentazione del progetto Jezik — Lingua, avvenuta lo scorso 24 maggio nella prestigiosa sede della regione a Trieste. A Štoka ha fatto eco il presidente dell’Unione culturale economica slovena – Skgz, Rudi Pavšič: «Questo è un bel giorno, e non solo dal punto di vista meteorologico. Ci troviamo nella principale istituzione del Friuli Venezia Giulia e qui sono riuniti i rappresentanti delle minoranze slovena in Italia e italiana in Slovenia e quelli dei due rispettivi Stati d’appartenenza, per presentare un progetto di particolare rilevanza non solo per le due comunità minoritarie. Qui si manifesta un nuovo modo di intendere i rapporti transfrontalieri nella costruzione della nuova Europa».
Le parole dei presidenti Pavšič e Štoka fanno parte degli interventi delle numerose personalità che hanno presentato alla stampa il corposo progetto, finanziato nel’ambito del Programma per la cooperazione transfrontaliera Italia – Slovenia 2007-2013 che va sotto il nome «Jezik / Lingua – Plurilinguismo quale ricchezza e valore dell’area transfrontaliera italo-slovena». Come è noto, il programma di cooperazione prevede la disponibilità di risorse pubbliche complessive pari a 136 milioni 714 mila euro, di cui 116 milioni 206 mila, pari all'85 per cento di provenienza comunitaria Fesr e 20 milioni 507 mila di risorse nazionali italiane e slovene. Esso interessa un'area di oltre 30 mila km2 ed una popolazione di circa 5,5 milioni di abitanti. L'area comprende, infatti, sul versante sloveno, le regioni della Gorenjska, Goriška, Obalno-kraška e, in deroga territoriale, l’Osrednjeslovenska e Notranjsko-kraška; sul versante italiano, le province di Udine, Gorizia, Trieste, Venezia, Padova, Rovigo, Ferrara e Ravenna e, in deroga, Pordenone e Treviso.
In questo quadro si inserisce l’iniziativa promossa dalle istituzioni e associazioni slovene in Italia e italiane in Slovenia, con lo studio, l’elaborazione e la perfetta gestione formale del progetto Jezik / Lingua. La competenza, la serietà, la fattibilità e l’importanza, non solo sul piano locale ma su quello comunitario, sono state premiate, tanto che il progetto è stato considerato il migliore del settore con un punteggio valutativo di 85 punti su 100. Promosso a pieni voti, quindi, in quanto rispondeva, in tutte le sue parti, agli obiettivi strategici — si tratta infatti di obiettivo strategico — che l’UE poneva come condizione sine qua non.
Era lunedì 24 maggio (data solo occasionalmente simbolica, se si va col pensiero allo stesso giorno del 1915 quando il Regno d’Italia entrava in guerra contro gli Imperi centrali per barattare, al prezzo di 700 mila morti, Trento e Trieste), quando il progetto Jezik / Lingua è stato illustrato ai mezzi di comunicazione, nelle sue finalità, nei termini, nelle principali caratteristiche in programma e nelle forze messe in campo.
Al tavolo dei relatori faceva gli onori di casa l’assessore regionale alle Relazioni internazionali, Federica Seganti, che si è detta soddisfatta ed orgogliosa d’aver contribuito al buon fine di un progetto cosi «interessante ed innovativo», poi il presidente della giunta esecutiva dell'Unione Italiana in Slovenia, Maurizio Tremul, i presidenti di Sso ed Skgz già citati. Per la diplomazia della Slovenia la console Bojana Cipot, la rappresentante dell’ufficio per gli sloveni d’oltreconfine e nel mondo, Breda Mulec, ed il vicesindaco di Capodistria / Koper, Alberto Scheriani. La coralità delle valutazioni positive ed innovative di un progetto così corposo e complesso apparirebbe scontata, ma mai a sufficienza ne viene rimarcata la portata storica, nell’ottica del superamento delle travagliate vicende dell’ultimo secolo e che ancora frenano l’integrazione ed il definitivo oblio di insensati rancori e pregiudizi.
Quaranta mesi sono previsti per tradurre in azioni concrete, visibili e valutabili gli oltre tre milioni di euro che vale il progetto, il quale coinvolge l’ampio territorio di confine abitato dalle minoranze. Lead partner è l’Associazione temporanea di scopo “Jezik-Lingua”, costituita dall’Inštitut za slovensko kulturo — Istituto per la cultura slovena di San Pietro al Natisone, la Skgz e lo Sso. Numerosissimi sono i partner tra cui vanno segnalate per la pregnanza culturale e scientifica ben quattro università: Università del Litorale di Capodistria, l’Università di Udine, l’Università di Trieste e l’Università Cà Foscari di Venezia cui si aggiunge il Centro studi Jacques Maritain di Portogruaro.









