Prevodi so riesna stvar_Le traduzioni sono una cosa seria

Je že vič ku deset liet, ki so Furlani prevedli v svoj izik Rimski misal, iz nove latinske izdaje, tuo je iz cerkvenega izika, s podobami, ki jih je narisu slovenski jezuit p. Marko Rupnik. Za tele prevod je bila sklicana glih tista komisija, ki je bila malo priet parpravla prevod celotnega Sv. Pisma. V obieh komisijah sam biu klican tudi jest. V parvi, de bi pomeriu naspruotna stališča med Furlani in v drugi ku odgovoran za teološke vede. Dielo je trajalo lieta an je terjalo veliko truda. Nazadnjo je zadovolilo Furlane, zak’ je biu prevod Svetega Pisma odobren od Svetega Sedeža, kar pa še čaka prevod misala, zak’ so stvari velikega pomiena, zatuo ki gre za božjo službo, ki je vsebina naše viere posebno, če pomislimo na sveto mašo. V telim smislu smo bli mi Slovenci buj srečni, zak’ smo dobili Sv. Pismo v slovenščini že v XVI. stuoletju. Od tekrat pa, po Drugem vatikanskem koncilu, imamo na razpolago vič prevodu an je zadnji izšu pred kratkim, v liepem an tekočem iziku. Tudi za mišal se nismo muorali maltrati, zak’ so za prevod poskarbieli slovenski škofje, seviede po izbranih strokovnjakih, takuo de, kadar nam je lieta 1976 nadskof Battisti priznu pravico maševati po slovensko, nam je tudi jau, de naj nucamo slovenska bukva. Tuole smo tudi napravli an gledamo spoštovati, posebno v maši, ki jo molemo v Špietru vsako saboto vičer. Poudaru sam na trud, ki ga je trieba vložiti, de so prevodi zvesti originalu. Čuli smo, de so zadnje cajte nekateri v Benečiji napravili nove prevode evangeliju, kar se zdi buj improvizirane, kakor de bi šlo za kajsno »balado«, ki naj bi vajala za vas špietarski dekanat. Že pred leti je biu nieki drugi jezikoslovec samouk napravu prevod parvega in drugega sinoptičnega evangelija, a rezultat nie parnesu evangeljskega veselja, ampa klavarni nasmieh, za tako kumarno an bleduo dielo. Brali smo, de so v Benečiji odkrili niek’ novega, ki je ostalo skrito cielih dva tavžint liet, tuo je, de so sinoptični evangeliji štieri. A najdba ni bila odobrena an v telem stuoletju gotovo na bo. Veselimo se, tada, za kar do- brega, liepega, pravega imamo po rokah. Tuole nam je zadost.

Msgr. Marino Qualizza

È più di dieci anni che i friulani hanno tradotto nella loro lingua il messale romano dalla nuova edizione latina, ovvero dalla lingua della chiesa, con le immagini disegnate dal gesuita sloveno p. Marko Rupnik. Per questa traduzione è stata chiamata la stessa commissione che poco tempo prima aveva fatto la traduzione completa della Bibbia. In entrambe le commissioni sono stato convocato anche io. Nella prima per calmare le diverse posizioni dei friulani, nella seconda come responsabile delle scienze teologiche.  Il lavoro è durato anni e ha richiesto molto impegno. Alla fine i friulani erano soddisfatti, perché la traduzione della Bibbia è stata approvata dalla Santa Sede, cosa che, però, aspetta ancora il messale, poiché si tratta di questioni di grande importanza, visto che si tratta della liturgia, che è il contenuto della nostra fede, soprattutto se pensiamo alla santa messa. In questo senso noi sloveni siamo stati più fortunati perché è dal XVI secolo che abbiamo una traduzione delle Scritture nella nostra lingua. In seguito al Concilio Vaticano Secondo, inoltre, abbiamo a disposizione più traduzioni, di cui l’ultima è uscita proprio poco tempo fa con un linguaggio ancora più scorrevole. Anche per quanto riguarda il messale non abbiamo dovuto preoccuparci troppo, poiché è stato tradotto dai vescovi sloveni (certo, da esperti in materia), così quando nel 1976 l’arcivescovo Battisti ci ha riconosciuto il diritto di celebrare la santa messa in sloveno, ci ha anche detto di usare i testi sloveni. Noi abbiamo fatto così e cerchiamo di rispettare quest’indicazione, soprattutto durante la messa che celebriamo a San Pietro ogni sabato sera. Ho ripetuto molte volte che le traduzioni sono fedeli all’originale. Ci è arrivata notizia che negli ultimi tempi qualcuno nella Slavia ha fatto una nuova traduzione dei vangeli, cosa che sembra più un’improvvisazione, come se si trattasse di una “ballata”, che dovrebbe avere validità solo nella forania di San Pietro. Già qualche anno fa un linguista autodidatta aveva tradotto il primo e il secondo vangelo sinottico, il cui risultato però non aveva portato gioia evangelica, ma una misera risata per un lavoro così di basso livello. Abbiamo letto che nella Slavia hanno scoperto qualcosa di nuovo, rimasto nascosto per ben 2000 anni, ovvero che i vangeli sinottici sono quattro. La scoperta, però, non è stata approvata, e probabilmente non lo sarà nemmeno in questo secolo.  Allora, cerchiamo di rallegrarci di quello che abbiamo di bello, di buono e di giusto. Questo ci dovrebbe bastare.

 

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