Per sapere chi siamo_Da bi vedeli, kdo smo

Nelle prossime settimane si terranno diverse presentazioni dei libri sulla stroria della Slavia scritti da Giorgio Banchig e illustrati da Moreno Tomasetig. Si tratta di un lavoro doppiamente prezioso, perché non solo racconta in modo compiuto la nostra storia, sembra la prima volta in modo sistematico, ma lo fa in uno stile chiaro, immediato, godibilmente narrativo, così da avvincere il lettore, anche in tempi di internet.  Ebbene, questa storia la dobbiamo conoscere bene, perché è la nostra. In essa e da essa noi veniamo a conoscerci e anche a stimarci.
È vero, siamo inseriti nella grande storia, alle volte ne siamo quasi sommersi, eppure siamo stati in grado di emergere e di restare a galla e di tornare a respirare dopo tanti naufragi. Ma come non restare meravigliati, se siamo giunti al 2014 dopo più di mille anni di navigazione e senza apparati statali e aristocrazie terriere? E che dire del fatto che siamo stati, non inconsapevolmente, una repubblica democratica, con una base popolare diffusa e partecipe? Tutto questo ci ha fatto arrivare ai nostri giorni, in numero ridotto, per le vicende dell’ultimo secolo, ma ancora vivi e dinamici e ancora arbitri, se lo vogliamo, dei nostri destini.
Lo studio e la conoscenza della nostra storia ci aiuta a superare quel complesso di subalternità che i nostri avi non hanno avuto. Il segreto di questa consapevolezza si trova senz’altro nella felice armonia che hanno saputo creare tra vita e fede, tra lavoro e ispirazione religiosa, vissuti non come una cosa accanto all’altra, ma come unità dinamica e feconda. Nelle feste che ancora sopravvivono, vediamo i frutti di una visione che unificava i vari aspetti della vita, che così si aiutavano vicendevolmente.
È utile per noi che continuiamo questa storia, riprendere e rileggere i capitoli fondamentali perché le novità dei nostri giorni non soffochino l’ispirazione originale del nostro popolo, anzi gli risveglino la coscienza di essere popolo, che non si confonde nell’anonimato né cerca spurie identità, ma vive la propria, dando così un contributo alla vita civile a più largo raggio.
A Giorgio Banchig e Moreno Tomasetig il nostro grazie sentito, perché ciò che il primo ha scritto, il secondo l’ha illustrato con quello stile che da anni conosciamo e che, soprattutto in questo caso, crea l’atmosfera delle epoche narrate dallo storico. A noi il compito ricordato agli Italiani da Ugo Foscolo e a noi adattato: Beneciani ritornate alla storia per sapere chi siete.

V naslednjih tednih bo niz predstavitev knjig, ki so izšle pri zadrugi Most. Gre za dve knjigi – prva je v slovenščini, druga v italijanščini – o Benečiji od prazogovine do današnjih dni, ki ju je napisal najboljši poznavalec zgodovine naših krajev Giorgio Banchig, ilustriral pa Moreno Tomasetig, in za drugo pregledano in doplonjeno izdajo tednikov duhovnika Antonia Cuffola o drugi svetovni vojni v Nediških dolinah. Knjige “Benečija. Ko se mala in velika zgodovina srečata”, “Slavia-Benečija. Una storia nella storia” ter “Moj dnevnik. La seconda guerra mondiale vista e vissuta nel focolaio della canonica di Lasiz”, bojo predstavili v četrtek 20. novembra v knjigarni Odos v Vidnu, v sredo 26. novembra v Cankarjevem domu v Ljubljani na knjižnem sejmu. V petek 5. decembra bodo knjigi o zgodovini predstavili v sejni dvorani občine Svet Lienart v Gorenji Miersi. »Menim, da to delo zapolnjuje praznino v poznavanju krajevne zgodovine, saj so jo doslej obravnavali mnogi avtorji le po posameznih obdobjih ali na splošen in površen način, če ne z ideološko prežetostjo,” je napisal Banchig v predgovoru zgodovine.

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