Il Pd vuole la fusione dei comuni_Bo ostala ena sama občina?

Fondere senza ulteriori indugi i sette Comuni delle Valli del Natisone in un’unica municipalità. È questa la proposta shock emersa lo scorso 30 settembre dal primo incontro fra il neosegretario provinciale del Partito democratico, Massimiliano Pozzo, e il locale direttivo del circolo democratico, guidato dal segretario Stefano Cernoia, consigliere comunale di San Pietro al Natisone.
«Dall’analisi della situazione locale e da quella dell’intera regione, è emersa la soddisfazione per gli straordinari risultati elettorali del Pd anche nella realtà valligiana, frutto evidentemente dell’investitura data dagli italiani al premier Matteo Renzi nonché della presenza anche nelle Valli del Natisone di una delle poche vere forze politiche presente e organizzata sul territorio», si legge nel comunicato stampa emesso al termine della riunione.
Condivisione si è registrata, prosegue la nota «anche sull’operato riformatore della presidente Serracchiani e sulla necessità, ora divenuta inevitabile, di impostare all’interno della riforma degli enti locali della Regione quella istituzionale del territorio delle Valli del Natisone, nell’unica maniera possibile: la fusione dei sette Comuni in uno unico».
«Il segretario Pozzo ha ricordato, a tal proposito, come dallo scorso mese di giugno la legge regionale 14 permetta ai privati cittadini, comitati e partiti politici, l’iniziativa referendaria pre-fusione, nonché la possibilità per le comunità comunali di origine di mantenere la loro rappresentanza istituzionale all’interno dell’assemblea civica del nuovo Comune», sta scritto ancora.
Il segretario del circolo, assieme al suo direttivo, «ha assicurato il futuro impegno del Pd locale nella riuscita di questo fondamentale traguardo».
Intanto, il 10 ottobre, la Giunta regionale ha approvato il disegno di legge per il riordino del sistema degli enti locali. Questo nonostante il parere negativo espresso dal Consiglio delle autonomie.

 

Antonio Comugnaro, sindaco di San Leonardo, non condivide la proposta del Pd delle Valli del Natisone per la fusione immediata degli attuali sette comuni in un’unica municipalità.
«Nella maniera più assoluta non la ritengo una soluzione praticabile in questo momento, nel senso che è necessario compiere un percorso. Probabilmente la legge regionale sul riordino delle autonomie locali ci imporrà l’unione dei comuni e l’unione dei servizi. Solo quando questa forma di collaborazione sarà a regime e potremo valutarne i benefici, i tempi saranno maturi per parlare di una eventuale fusione», afferma.
La prospettiva comunque esiste?
«Deve essere un processo graduale, che trova il consenso della popolazione. Penso ai piccoli Comuni: togliere la figura del sindaco e del consiglio comunale suonerebbe come condanna a morte, creando un grande disorientamento nella gente. Se si tratta di risparmiare, ci sono altre vie. È una cosa da discutere. Come pure se non sia il caso di fare nelle Valli due comuni».

L’INTERVISTA INTERGRALE NELL’EDIZIONE CARTACEA

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