Patrimonio da inserire nel catalogo dell’Unesco

 
 
La cultura immateriale della comunità slovena “nazionale” e d’oltreconfine è stata il tema del laboratorio svoltosi a San Pietro il 12 giugno scorso, organizzato dall'Istituto per la cultura slovena di San Pietro e dalla Società etnologica slovena. Scopo dell’incotro era presentare la cultura materiale ed immateriale degli sloveni della provincia di Udine che potrebbe essere a breve riportato nel registro della Convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale della Slovenia. Di esso fanno parte elementi concreti quali strumenti di lavoro, oggetti, manufatti e elementi astratti: canzoni, fiabe, tradizioni.
Hanno dato l'avvio ai lavori i saluti di Jole Namor che ha parlato a nome dell'Istituto di cultura slovena di San Pietro e di Katalin Munda, direttrice del gruppo di lavoro della Società etnologica slovena per gli sloveni oltreconfine.
Naško Križnar, coordinatore del progetto per la salvaguardia della cultura immateriale in Slovenia, ha spiegato che di essa fanno parte diverse categorie quali la tradizione orale, la letteratura popolare, l'economia, le usanze, le tradizioni e l'artigianato ed ha illustrato il processo per inserire un determinato elemento nel catalogo della Convenzione, dove la Slovenia ha uno spazio dedicato alla cultura immateriale del territorio nazionale e uno a disposizione della comunità slovena oltreconfine. Di esso tra poco faranno parte i toponimi e i nomi di famiglia delle aree agricole della Carinzia.
Questi furono tra i primi elementi ad essere riportati nel registro della cultura immateriale austriaco, ha affermato la direttrice dell'Istituto etnografico di Klagenfurt, Martina Piko — Rustia. Le denominazioni in lingua slovena erano già presenti su due mappe: sulla prima in dialetto sloveno carinziano, sulla seconda in sloveno standard. Certo, scegliere tra le due varianti non è stato semplice, ma l'Istituto etnografico di Klagenfurt ha, infine, optato per le denominazioni in lingua standard, in quanto era necessaria una trascrizione precisa e universalmente riconosciuta, anche dal punto di vista fonetico.
L'incontro della mattinata si è concluso con un interessante dibattito in cui, tra le numerose questioni emerse, si è parlato delle modalità adottate nei vari Paesi per compilare il registro della convenzione Unesco.
Nel pomeriggio Peter Rustia, Luigia Negro, Luisa Cher, Claudia Salamant e Luisa Battistig hanno presentato l'attività culturale della comunità slovena della Provincia di Udine.
Ha concluso l’incontro la proiezione del cortometraggio di Aldo Clodig, Gabriella Cicigoi, Giovanni Coren, Ada Tomasetig, Davide Clodig e Dario Simaz, dedicato ai falò di San Giovanni.

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