Debora Serracchiani, sostenuta da Partito Democratico, Cittadini per Debora Serracchiani presidente, Sinistra Ecologia e Libertà con Vendola, Slovenska Skupnost e Italia dei Valori Lista Di Pietro è stata eletta presidente del Friuli Venezia Giulia con 211.508 voti, pari al 39,39 per cento dei voti validi (sezioni 1.374 su 1.374).
«Questa vittoria mi dà molto orgoglio, ho temuto davvero di non farcela. Mi sarebbe dispiaciuto rimanere sotto le macerie di Roma», sono i primi commenti, a caldo, della neopresidente della Regione, Debora Serracchiani, rilasciati a Radio Spazio 103 e a «la Vita Cattolica».
Serracchiani non ha negato la propria soddisfazione per quella che considera «una vittoria mia e del partito del Friuli-V.G non certo aiutata dal Partito nazionale». Quanto al lavoro che la attende, Serracchiani ha dichiarato che il primo atto del suo governo sarà indirizzato verso il taglio dei costi della politica. «Abbiamo già pronto il disegno di legge – ha affermato –. La politica deve innanzitutto recuperare credibilità».
E il peso della responsabilità di guidare una Regione con soli 2 mila voti di vantaggio, ottenuti peraltro con appena il 50% dei voti degli aventi diritto, certo non è cosa da poco. «Bisognerà creare le condizioni perché la politica torni a parlare alla gente – ha dichiarato la neopresidente –, dovremo metterci al lavoro nella ricerca di uno sforzo collettivo, andare oltre le nostre differenze valoriali e concentrarci sugli interessi della nostra regione». La nuova giunta regionale? «Sarà basata sulle competenze. Mi prenderò il tempo necessario. Ma poco, perché dobbiamo subito metterci a lavorare».
I dati ufficiosi delle elezioni tenutesi il 21 e 22 aprile, attribuiscono a Renzo Tondo, appoggiato da Popolo della Libertà per Tondo presidente, Lega Nord, Partito Pensionati, Autonomia responsabile, Unione di Centro e La Destra, 209.441 voti, pari al 39,00 per cento. A seguire a Saverio Galluccio, del Movimento 5 stelle, sono attribuiti voti 103.133 (19,21 per cento) e a Franco Bandelli, di Un’altra Regione, 12.910 voti (2,40 per cento).
Il risultato è stato in bilico fino al termine dello spoglio. Serracchiani ha prevalso di appena 2066 voti, ma il sistema elettorale le dà una solida maggioranza. Questi i risultati percentuali dei singoli partiti e la distribuzione dei seggi: Partito Democratico 26,82 per cento (19 seggi), Popolo della Libertà per Tondo presidente 20,04 (7), Movimento 5 stelle 13,75 (6), Autonomia responsabile 10,72 (4), Lega Nord 8,27 (3), Cittadini per Debora Serracchiani presidente 5,30 (3), Sinistra Ecologia e Libertà con Vendola 4,45 (3), Unione di Centro 3,69 (1), Un’altra Regione 2,06 La Destra 1,55, Slovenska Skupnost 1,41 (1), Italia dei Valori – Lista Di Pietro 1,00, Partito pensionati 0,94. In Consiglio regionale entra di diritto il candidato presidente Renzo Tondo. Le schede bianche sono state 5.935, le nulle 11.968, i voti contestati e non assegnati 461.
Molto bassa l’affluenza alle urne, che ha superato appena la metà degli aventi diritto. I risultati lasciano intuire che, dopo il voto di protesta per il Movimento 5 Stelle alle recenti politiche, molti elettori delusi questa volta hanno preferito disertare i seggi.
Il centrosinistra, dunque, torna alla guida della Regione. E nella comunità slovena c’è soddisfazione. Infatti dalla nuova amministrazione si attende un rappoto più favorevole, aperto e costruttivo. Per quanto riguarda la provincia di Udine, l’auspicio è che venga a cessare il supporto politico e finanziario agli ambienti che negano la lingua e cultura slovena e propagano ascientifiche teorie «natisonione», «ponassiane», «resiane» e via elencando.
Stando alle dichiarazioni rese in campagna elettorale, dalla maggioranza di centrosinistra ci si attende una modifica alla riforma degli enti locali in territorio montano, quella che ha portato alla soppressione delle Comunità montane (commissariate da Tondo per ben 4 anni) e all’istituzione delle Unioni montane mai nate. È probabile anche un maggiore impegno per evitare la costruzione dell’elettrodotto Okroglo-Udine lungo le valli del Natisone.
Il territorio della Slavia sarà rappresentato in Consiglio regionale dall’ex sindaco di Faedis, Cristiano Shaurli, recordman di preferenze (2504) nel Partito Democratico, mentre Cividale – stando ai dati non ancora ufficiali – ha confermato Stefano Pustetto (Sel) e Roberto Novelli (Pdl), che ora all’opposizione perderà molto del suo peso politico.
Per la minoranza slovena entrano nel pur ridotto parlamento regionale due esponenti, come nella passata legislatura, con la rilevante novità di stare in maggioranza. Si tratta di Stefano Ukmar per il Pd e del confermato Igor Gabrovec della Slovenska Skupnost. E va sottolineato che il partito espressione della minoranza slovena ha ottenuto un notevole successo in provincia di Udine, dove ha raccolto 771 voti, con un buon incremento numerico rispetto a 5 anni fa nonostante il forte calo di votanti. E balza all’occhio che la Slovernska Skupnost ha raccolto un significativo 7,54 per cento a Resia superato solo dal 10,83 per cento di Malborghetto Valbruna e dal 19,35 per cento di Drenchia, grazie alle candidature di esponenti locali: Anna Wedam nel comune della Valcanale e il vicesindaco Michele Coren in Benecia.
Dappertutto i risultati sono stati condizionati dalla presenza in lista di candidati di casa. Oltre ai citati, correvano anche il sindaco di Pulfero, Piergiorgio Domenis (597 preferenze), nella lista Cittadini per Debora Serracchiani presidente, il sindaco di San Leonardo, Giuseppe Sibau (882 preferenze), nella lista Autonomia responsabile, e l’assicuratore Federico Iussig Zuliani per il Movimento 5 Stelle (251 preferenze). Di conseguenza, Serracchiani è risultata prima nei comuni di Grimacco, Pulfero, Attimis, Lusevera e Faedis, Tondo negli altri.
Na volitvah za Parlament so ljudje iz protesta glasovali za Gibanje 5 zvezd. Dva miesca potlè jih je puno iz protesta, za kar se gaja v italijanski politiki, ostalo doma. Takuo je na volitvah za predsednika in deželne svetnike (regionalne konsiljerje) Furlanije Julijske krajine glasovalo le pou tistih, ki imajo pravico.
Za las – šlo je za okuole 2000 glasou – je Debora Serracchiani premagala dosedanjega predsednika Renza Tonda. Trečji se je uvarstiu Saverio Galluccio, ki nie dosegu še 20 par stuo glasou, četudi se je njega šef Beppe Grillo po uspehu na parlamentarnh volitvah troštu, de bo naša dežela parva v Italiji v njega rokah. Zgleda, de volilcam nie bluo ušeč obnašanje Gibanja 5 zvezd v Rimu par sestavi nove vlade in izvolitvi predsednika Republike. Zatuo so mu tele krat obarnili harbat.
S Serracchianijevo se po petih lietih čeparna sredina vrača na oblast v Furlaniji Julijski krajini. Četudi je zmagala z majhano razliko, bo imiela večino v deželnim svetu (regionalnim konseju), se pravi v rokah platno in škarje. Ljudje se čakajo, de bo zapihu novi vietar.
Slovenci v Benečiji, Reziji in Kanalski dolini se troštamo na posebno vižo, de bo dežela buojš spoštovala naše pravice in odpovie politično ter finančno podpuoro krogam, ki tardé, de niesmo pravi Slovenci. Troštamo se tudi, de popravi reformo lokalnih administracij v gorskem teritoriju, se upre strašnemu elektrovodu, ki ga iz Okroglega v Vidan mislijo spejati čez naše doline, in vzpostavi buj konkretne odnose s Slovenijo.
V tuolim se čakamo tarduo dielo s strani deželnih svetniku iz našega teritorija, kakor je Cristiano Shaurli, in slovenske manjšine, kakor je Igor Gabrovec. Za izvolitev predstavnika Slovenske Skupnosti smo puno parpomali tudi Slovenci v videnski provinci. Stranka lipove vejice je parjela kar 771 glasou – 622 v videnskim okrožju in 149 v Tolmeškim – in takuo kar izbuojšala že dobar rezultat iz lieta 2008.









