
Via libera dell’Anas alla realizzazione della pista ciclabile transfrontaliera del Natisone sul rilevato della vecchia ferrovia Cividale-Caporetto: l’importante notizia, che potrebbe sbloccare a breve il più consistente investimento nel turismo in programma in Benecia per i prossimi anni, trapela da un incontro che ha visto confrontarsi i vertici regionali dell’ente che sovrintende alle strade statali con il presidente della Comunità di montagna del Torre e del Natisone, Antonio Comugnaro, e i sindaci di Pulfero, Camillo Melissa, e di San Pietro al Natisone, Cesare Pinatto.
L’unica prescrizione imposta dall’Anas alla progettazione esecutiva dell’opera è che non ci devono essere attraversamenti a raso dell’arteria ciclabile sulla strada statale 54. Pertanto, nei soli due punti in cui la ciclabile dovrà abbandonare il percorso della vecchia ferrovia per portarsi sulla riva del Natisone sarà necessario realizzare altrettanti sovrappassi ciclabili. Realizzazioni che appaiono economicamente sostenibili perché rispetto al precedente progetto bocciato dall’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali di Venezia (già interamente finanziato) che immaginava un percorso sulla sponda destra del Natisone, si potrà rinunciare alla costruzione di ben 2 ponti sul fiume.
Imminente quindi l’ultimo round prima di dare l’avvio alla riprogettazione dell’opera: occorre l’ok della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici riguardo all’utilizzo e al recupero del rilevato della ferrovia e alle modalità di realizzazione di questi due sovrappassi. Temi che comunque non dovrebbero costituire dei grossi ostacoli, in quanto esistono numerosi precedenti di vecchie ferrovie trasformate in piste ciclabili (basti pensare in regione alla vecchia ferrovia Pontebbana diventata pista ciclabile Alpe Adria).

La Comunità di montagna si è ripresa prontamente da quello che sembrava un colpo da ko: la bocciatura senza appello del precedente progetto a cui l’Autorità di bacino delle Alpi Orientali aveva dato uno stop definitivo poiché ricadente in lunghi tratti in area esondabile del Natisone. Il presidente Comugnaro non si è perso d’animo e, anzi, senza irrigidirsi sul progetto originale ha trovato una soluzione che appare molto più convincente e che consente anche di recuperare un pezzo di storia della valle del Natisone che riporta al periodo della prima guerra mondiale. La ferrovia a scartamento ridotto Cividale-Caporetto, nata per scopi militari e successivamente riconvertita all’uso civile, entrò in servizio già dal 1916 a supporto delle truppe italiane, durante la grande guerra, per i soli usi militari, mentre il servizio viaggiatori fu attivato l’1 giugno 1917 da Cividale a Robič; prolungato a Sužid dagli austro-ungarici già alla fine del 1917 dopo la sconfitta di Caporetto, nel 1921 la tratta fu estesa fino a Caporetto, annessa al Regno d’Italia dal Trattato di Rapallo (1920).
Nel tratto tra Loch e il confine di Stato sono rimaste parecchie infrastrutture della vecchia ferrovia (gallerie, ponti, massicciate…), ben conservate dal punto di vista strutturale e utilizzabili, dopo adeguata revisione e ristrutturazione.
I costi di ristrutturazione delle gallerie e delle altre strutture e della messa in sicurezza dei versanti dalla caduta massi, sarebbe compensato dall’eliminazione dei previsti ponti sul Natisone. Il progetto originario della ciclabile prevedeva infatti di correre per un lungo tratto sulla riva destra del Natisone, quella opposta alla strada statale, dove comunque i problemi di stabilità dei versanti della montagna non sono inferiori, anzi, si sarebbe reso necessario l’abbattimento di numerosi alberi di alto fusto per creare una fascia di sicurezza per i ciclisti dalla caduta rami e alberi. (Roberto Pensa)
Na srečanju z županoma Podbuniesca in Špietra, Camillom Melisso in Cesarejem Pinattom, ter s predsednikom Skupnosti gorskega območja Nadiža in Ter, Antoniom Comugnarom, je družba ANAS, ki upravlja državno cesto štv. 54, prižgala zeleno luč za kolesarsko pot ob Nadiži do meje s Slovenijo. Steza naj bi potekala po trasi nekdanje železnice iz Čedada v Kobarid in bi morali na novo zgraditi le dva nadvoza. Treba pa je pridobiti še dovoljenje Spomeniškega varstva Furlanije-Julijske krajine glede uporabe infrastrukture stare železnice.
Ko bodo dovoljenje prejeli, bodo pripravili dokončni projekt, ki ga nameravajo čimprej uresničiti, saj je Dežela Furlanija-Julijska krajina Skupnosti gorskega območja Nadiža in Ter že dodelila potrebna finančna sredstva.









