
A Stolvizza/Solbica in Val Resia si prepara un’iniziativa che coinvolgerà la stessa comunità, rendendola protagonista nel far conoscere a escursionisti e turisti che la frequentano questo straordinario angolo dell’Alto Friuli.
Domenica 14 settembre, pertanto, il piccolo borgo adagiato ai piedi del monte Sart accoglierà i suoi ospiti con la manifestazione Cortili e Musei aperti,in dialetto sloveno resiano Remo po vasy. Si potranno pertanto visitare alcuni cortili privati oltre ai due Musei dell’Arrotino e della Gente della Val Resia. Sarà un programma ricco che si svilupperà per tutta la giornata. Il suono inconfondibile del corno delle Alpi accoglierà i visitatori, che saranno poi accompagnati da persone del posto attraverso il paese, per rendere più profonda ed immersiva la visita. Cinque saranno i cortili aperti, dislocati in diverse località del paese: Ta-na Repë, Ta-na Prësakë, Tu-w Kïkjë, Ta-na Lazo.
Sarà un’esperienza unica, da far vivere agli ospiti con grande trasporto attraverso racconti e storie di questa comunità, esperienze di vita, favole della tradizione locale, musica e danza resiana e canti popolari, per finire con brindisi e degustazione di prelibati prodotti tipici.
Lungo la via principale, inoltre, si potranno scorgere alcune pitture murarie raffiguranti momenti di vita passata, che bene illustrano le molte attività un tempo presenti in paese. In giornata sarà visitabile anche la chiesa parrocchiale dedicata a S. Carlo Borromeo, dove alle 17.00 inizierà un concerto della pianista Natacha Kudritskaya, quale prima iniziativa in vista del prossimo anno, quando ricorreranno 100 anni dalla morte della etnomusicologa Ella Von Schultz Adaiewsky, compositrice e musicologa russa che per prima ha trascritto sul pentagramma la musica resiana.
Tre parole resiane rendono più che mai semplice capire lo spirito con cui è proposto l’appuntamento:Prïdita, Vïdita, Žïvita – Venite, Vedete, Vivete sono i fondamenti di questo incontro che vuole far conoscere – sottolinea Giancarlo Quaglia, presidente dell’associazione Vivistolvizza che ha organizzato l’evento – tutte le potenzialità di una comunità che, oltre ad essere preziosa sentinella della montagna, vuole anche dimostrare quanta ricchezza culturale nasconda anche un paese di così piccole dimensioni. La manifestazione rientra nel progetto Na stujmo zabët naš jazek, sostenuto dalla Regione Friuli-Venezia Giulia. (Sandro Quaglia)








